Decreto ministeriale n. 344 del 12/08/2020
Risorse destinate a ciclovie urbane. Modificato con DM 320 del 9/08/2021
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeIl decreto ripartisce le risorse statali disponibili per il biennio 2020-2021 destinate alla progettazione e realizzazione di ciclostazioni e interventi per la sicurezza della circolazione ciclistica urbana, con una quota specifica per collegamenti tra stazioni ferroviarie e poli universitari. La distribuzione avviene tra Città metropolitane, Comuni capoluogo e Comuni sopra 50.000 abitanti, con una premialità per gli enti che hanno già adottato il PUMS e con una riserva territoriale per il Sud Italia. Sono inoltre disciplinati termini, modalità di richiesta e di erogazione delle risorse, obblighi di monitoraggio e rendicontazione, nonché le ipotesi di revoca e recupero dei fondi.
Riparto delle risorse 2020-2021 per ciclovie urbane, ciclostazioni e sicurezza della circolazione ciclistica cittadina, con una quota per collegamenti tra stazioni ferroviarie e poli universitari
Riparto delle risorse per ciclovie urbane, ciclostazioni e sicurezza ciclistica cittadina
Il decreto attua l'autorizzazione di spesa prevista dall'articolo 1, comma 640, della legge 28 dicembre 2015, n. 208, e dai successivi rifinanziamenti, destinando risorse alla progettazione e realizzazione di ciclostazioni e di interventi per la sicurezza della circolazione ciclistica cittadina. L'intervento si colloca nel quadro della promozione della mobilità ciclistica, anche quale misura coerente con le esigenze di contenimento dei rischi connessi all'emergenza epidemiologica da COVID-19.
Base normativa e perimetro finanziario
La disciplina richiama, tra le principali fonti, la legge n. 208/2015, il decreto-legge n. 193/2016, la legge n. 232/2016, la legge n. 205/2017, la legge n. 145/2018, il d.lgs. n. 229/2011 sul monitoraggio delle opere pubbliche, il d.lgs. n. 50/2016 e la legge n. 2/2018 sulla mobilità in bicicletta. Viene inoltre considerato il decreto MIT n. 517/2018, come successivamente rimodulato dal decreto MIT n. 283/2020, nonché l'intesa raggiunta in Conferenza Unificata il 18 giugno 2020, rep. atti n. 67/CU.
Le risorse complessivamente assegnate con il decreto sono pari a 137.244.458,00 euro, articolate in:
- 51.444.458,00 euro per il 2020;
- 85.800.000,00 euro per il 2021.
Destinazione delle risorse e soggetti beneficiari
Le somme sono destinate a Città metropolitane, Comuni capoluogo di Città metropolitana, Comuni capoluogo di Regione o di Provincia, Comuni con popolazione superiore a 50.000 abitanti e ulteriori Comuni individuati dall'articolo 3, comma 2. Gli interventi finanziabili comprendono ciclostazioni, ampliamento della rete ciclabile, realizzazione di corsie ciclabili e altri interventi per la sicurezza della circolazione ciclistica cittadina.
Gli interventi devono essere coerenti con:
- gli strumenti di programmazione regionale;
- i Piani urbani per la mobilità sostenibile (PUMS), se adottati;
- i Piani urbani della mobilità ciclistica, denominati biciplan, se adottati.
Criteri di riparto ordinario
Una quota pari a 123.700.000,00 euro è ripartita tra le categorie di enti secondo le seguenti percentuali:
- 30% alle Città metropolitane;
- 40% ai Comuni capoluogo delle Città metropolitane;
- 27% ai Comuni con popolazione residente superiore a 50.000 abitanti;
- 3% ai Comuni capoluogo di Regione o di Provincia con popolazione residente inferiore a 50.000 abitanti.
All'interno di ciascuna categoria, il riparto avviene in proporzione alla popolazione residente, sulla base dei dati ISTAT riferiti al 2019. Per le Città metropolitane, ai fini del calcolo non si considerano i residenti del Comune capoluogo, in quanto destinatario di specifica assegnazione.
Premialità per gli enti con PUMS adottato
Il decreto introduce una premialità complessiva pari a 9.300.000,00 euro, di cui:
- 3.485.994,84 euro per il 2020;
- 5.814.005,16 euro per il 2021.
La premialità è riconosciuta alle Città metropolitane e ai Comuni con più di 100.000 abitanti che, alla data del 30 aprile 2020, avevano già adottato il PUMS ai sensi del decreto MIT 4 agosto 2017, n. 397. Gli importi unitari previsti sono:
- 800.000,00 euro per ciascuna Città metropolitana;
- 400.000,00 euro per ciascun Comune capoluogo di Città metropolitana;
- 250.000,00 euro per ciascun altro Comune con popolazione residente superiore a 100.000 abitanti.
Il decreto precisa inoltre che, in ogni caso, almeno il 34% delle risorse di cui all'articolo 2, comma 1, deve essere destinato a interventi localizzati nei territori di Città metropolitane o Comuni delle Regioni del Sud Italia.
Quota per collegamenti tra stazioni ferroviarie e poli universitari
Una quota distinta e pari a 4.244.458,00 euro, suddivisa in 1.590.984,77 euro per il 2020 e 2.653.473,23 euro per il 2021, è riservata alla progettazione e realizzazione di ciclostazioni e interventi per la sicurezza della circolazione ciclistica cittadina finalizzati a collegare le stazioni ferroviarie con i poli universitari.
L'assegnazione di tali risorse avviene con decreto del Direttore generale per i sistemi di trasporto ad impianti fissi e il trasporto pubblico locale, su proposta del Ministero dell'università e della ricerca, in favore dei Comuni nei cui territori si trovano sedi di università statali o università non statali legalmente riconosciute.
Tempistiche di realizzazione e rendicontazione
Gli enti locali beneficiari devono ultimare gli interventi entro 22 mesi dalla pubblicazione del decreto nella Gazzetta Ufficiale. Entro due mesi dalla conclusione dei lavori, e comunque non oltre 24 mesi dalla pubblicazione, devono trasmettere la rendicontazione alla Direzione generale competente.
La mancata ultimazione entro il termine o il mancato adempimento degli obblighi di rendicontazione comportano la revoca del finanziamento ai sensi dell'articolo 7.
Modalità di erogazione delle risorse
Entro 15 giorni dalla pubblicazione del decreto in Gazzetta Ufficiale, ciascun ente beneficiario di cui all'Allegato 1 deve richiedere l'assegnazione delle risorse indicando il conto di tesoreria per il versamento. La Direzione generale competente, entro 10 giorni dalla ricezione della domanda, trasferisce un'anticipazione pari al 50% del contributo concesso.
Per ottenere il saldo, l'ente deve trasmettere:
- la descrizione dell'intero programma di interventi e dei singoli interventi, con localizzazione, estensione, costo, stato di realizzazione, cronoprogramma e CUP;
- l'attestazione di conformità alla normativa vigente in materia di affidamento ed esecuzione delle opere;
- l'attestazione di avere adempiuto agli obblighi di cui all'articolo 7;
- l'impegno a garantire la manutenzione ordinaria e straordinaria dell'intervento per almeno cinque anni;
- la documentazione che attesti il pagamento di costi pari almeno al 40% del contributo assegnato;
- per Città metropolitane e Comuni sopra i 100.000 abitanti, la dichiarazione di coerenza con il PUMS adottato o in corso di redazione;
- una dichiarazione generale di garanzia della manutenzione ordinaria e straordinaria delle piste ciclabili oggetto di contributo per almeno un quinquennio.
Monitoraggio, revoca e utilizzo delle economie
Il monitoraggio finanziario, fisico e procedurale è effettuato secondo il d.lgs. n. 229/2011, con trasmissione dei dati al sistema di Monitoraggio delle Opere Pubbliche nell'ambito della Banca Dati delle Amministrazioni Pubbliche. Le risorse assegnate, impegnate ed erogate devono essere rendicontate attraverso tale sistema, con particolare riguardo a affidamento, pagamenti e avanzamento dei lavori.
In caso di mancata realizzazione degli interventi, la Direzione generale dispone la revoca dell'intero contributo, con obbligo di restituzione delle somme maggiorate degli interessi; in caso di realizzazione solo parziale, la revoca può essere parziale, previa verifica dell'utilità delle parti eseguite, sentito il Tavolo permanente di monitoraggio.
Le somme revocate devono essere versate in entrata al bilancio dello Stato entro 90 giorni dalla notifica del provvedimento, con specifica causale. Le economie conseguite in sede di affidamento, progettazione e realizzazione sono destinate al finanziamento di ulteriori interventi con le medesime finalità.
Tavolo permanente di monitoraggio
Il monitoraggio degli interventi è affidato, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica, al Tavolo di monitoraggio istituito ai sensi del decreto MIT 4 agosto 2017, n. 397. Il Tavolo ha il compito di seguire l'avanzamento del programma, supportare la Direzione generale nella valutazione della documentazione degli enti beneficiari, verificare la coerenza degli interventi con strumenti regionali, PUMS e biciplan e coordinare, entro il 30 novembre 2020, gli interventi dell'anno 2021 con tali strumenti, oltre a promuovere il coordinamento con altre forme di finanziamento e sostegno alla mobilità ciclistica.
Punti principali
Finalità e risorse assegnate
Il decreto assegna le risorse derivanti dall'articolo 1, comma 640, della legge n. 208/2015 e dai successivi rifinanziamenti, per un totale di 137.244.458,00 euro, di cui 51.444.458,00 euro per il 2020 e 85.800.000,00 euro per il 2021. Le somme sono destinate alla progettazione e realizzazione di ciclostazioni e di interventi per la sicurezza della circolazione ciclistica cittadina, in coerenza con gli strumenti di pianificazione regionale, i PUMS e i biciplan, al fine di sostenere la mobilità ciclistica in risposta all'emergenza COVID-19.
Criteri di riparto tra gli enti locali
Per 123.700.000,00 euro complessivi, le risorse sono ripartite tra le categorie di enti beneficiari secondo queste percentuali: 30% alle Città metropolitane, 40% ai Comuni capoluogo di Città metropolitana, 27% ai Comuni con popolazione superiore a 50.000 abitanti, 3% ai Comuni capoluogo di Regione o Provincia con popolazione inferiore a 50.000 abitanti. La ripartizione all'interno di ciascuna categoria avviene in proporzione alla popolazione residente ISTAT 2019; per le Città metropolitane non si considerano i residenti del Comune capoluogo, che riceve una specifica assegnazione.
Premialità per i PUMS e quota Sud
È prevista una premialità complessiva di 9.300.000,00 euro per le Città metropolitane e i Comuni con più di 100.000 abitanti che, alla data del 30 aprile 2020, avevano adottato il PUMS ai sensi del decreto MIT n. 397/2017. La premialità è pari a 800.000,00 euro per ciascuna Città metropolitana, 400.000,00 euro per ciascun Comune capoluogo di Città metropolitana e 250.000,00 euro per ciascun altro Comune sopra i 100.000 abitanti. Inoltre, l'applicazione dei criteri assicura che almeno il 34% delle risorse sia destinato a interventi localizzati in territori di Città metropolitane o Comuni delle Regioni del Sud Italia.
Collegamenti con i poli universitari
Una quota di 4.244.458,00 euro è riservata a ciclostazioni e interventi per collegare stazioni ferroviarie e poli universitari, di cui 1.590.984,77 euro per il 2020 e 2.653.473,23 euro per il 2021. L'assegnazione avviene con decreto del Direttore generale competente, su proposta del Ministero dell'università e della ricerca, in favore dei Comuni nei cui territori si trovano sedi di università statali o non statali legalmente riconosciute.
Tempistiche, erogazione e controllo
Gli enti beneficiari devono realizzare gli interventi entro 22 mesi dalla pubblicazione del decreto in Gazzetta Ufficiale e rendicontarli entro due mesi dalla conclusione, comunque non oltre 24 mesi dalla pubblicazione. Entro 15 giorni dalla pubblicazione gli enti devono chiedere l'assegnazione delle risorse indicando il conto di tesoreria; il MIT trasferisce un'anticipazione pari al 50% entro 10 giorni dalla domanda. Per ottenere il saldo occorrono documentazione tecnica, attestazioni sulla regolarità degli affidamenti, sull'assunzione degli obblighi manutentivi per almeno cinque anni e sulla spesa sostenuta per almeno il 40% del contributo.
Monitoraggio, revoca e riutilizzo delle economie
Gli interventi sono monitorati tramite il sistema di cui al d.lgs. n. 229/2011 e dal Tavolo di monitoraggio istituito dal decreto MIT n. 397/2017, senza nuovi oneri per la finanza pubblica. In caso di mancata realizzazione, mancata rendicontazione o esito solo parziale, il contributo può essere revocato, in tutto o in parte, con obbligo di restituzione delle somme maggiorate degli interessi. Le economie derivanti dalle procedure di affidamento e realizzazione sono destinate a ulteriori interventi con le medesime finalità.
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