Cassazione Penale, Sentenza n. 25740/2025 del 14/07/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Ricorso per cassazione contro il rigetto dell'istanza ex art. 671 c.p.p. volta al riconoscimento del vincolo della continuazione, in executivis, tra tre condanne per furto aggravato (consumato o tentato). Il ricorrente, assistito dall'avv. Enrico Maria Belloli, denunciava vizio di motivazione: il giudice dell'esecuzione avrebbe ritenuto erroneamente che l'istanza riguardasse due e non tre reati, avrebbe indicato in modo impreciso gli intervalli cronologici tra le condotte e non avrebbe valutato le circostanze esposte nell'istanza che attestano l'esistenza di un progetto criminoso unitario.
La decisione
La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato e lo ha accolto. Ha annullato l'ordinanza impugnata e ha rinviato il procedimento al Tribunale di Bergamo per un nuovo giudizio, libero nel risultato, privo dei vizi rilevati. La Corte ha censurato il Tribunale per errori logici e di fatto: errata considerazione del numero dei reati oggetto dell'istanza e indicazione non corrispondente dei distacchi temporali (il Tribunale parlava di circa un anno e un mese, mentre i distacchi effettivi erano di tre mesi e di un anno e dieci mesi), sicché la motivazione è risultata illegittima. La Corte ha inoltre richiamato i principi giurisprudenziali applicabili alla verifica del reato continuato in sede esecutiva.
Norme richiamate
art. 671 cod. proc. pen.
Norma invocata per chiedere in sede di esecuzione il riconoscimento del vincolo della continuazione tra più reati; la sua applicazione richiede la prova che le violazioni rientrino in un unico programma criminoso originariamente progettato almeno nelle linee essenziali.
Sez. 1, n. 11564 del 13/11/2012 (Daniele)
Sottolinea che per la continuazione è necessaria l'originaria progettazione di una serie di illeciti e che le violazioni devono essere parte integrante di un unico programma criminoso deliberate per un fine determinato.
Sez. 1, n. 37555 del 13/11/2015 (Bottari)
Afferma che la preordinazione non può essere desunta da indici meramente presuntivi o congetture processuali: è necessario dimostrare che i reati siano stati concepiti ed eseguiti nell'ambito di un programma criminoso unitario.
Sez. U, n. 28659 del 18/05/2017 (Gargiulo)
Elenca gli indicatori concreti utili alla verifica della continuazione (omogeneità delle violazioni e del bene protetto, contiguità spazio-temporale, modalità di condotta, sistematicità, abitudini programmate di vita) e precisa che non è necessario che tutti gli indicatori coesistano, purché quelli rilevanti siano significativi e adeguatamente motivati.
Massime di principio
- Accertare con precisione il numero dei reati e le date: errori fattuali o cronologici nel computo delle condotte possono determinare l'annullamento del provvedimento.
- Non è sufficiente indicare la mera identità del bene giuridico offeso (es. tutti furti): occorre allegare e, se possibile, provare elementi concreti idonei a mostrare l'esistenza di un progetto criminoso unitario (modalità operative, finalità, collegamenti logici tra gli episodi).
- Per il riconoscimento della continuazione in sede esecutiva serve una valutazione motivata sui seguenti indicatori, anche se non tutti devono essere presenti contemporaneamente: omogeneità delle violazioni, contiguità spaziale e temporale, modalità esecutive, sistematicità o abitudini, causalità e programmazione delle condotte.
- La distinzione tra continuazione e istituti più gravosi come la recidiva/abitualità va tenuta presente: la continuazione presuppone progettazione unitaria e comporta un trattamento più favorevole al reo rispetto alla qualificazione come abitudini di vita criminale.
- La decisione del giudice di merito è insindacabile in cassazione quando sia sorretta da motivazione adeguata; viceversa, vizi logici o travisamento dei fatti (in particolare errori sui dati cronologici o sul numero di reati) giustificano l'annullamento e il rinvio per nuovo esame.
- In fase di redazione dell'istanza ex art. 671 c.p.p. è utile esporre chiaramente e documentare gli elementi che dimostrano la premeditazione e l'unitarietà del disegno criminoso, evidenziando i collegamenti temporali, le analogie nelle modalità e ogni elemento di contiguità.
Testo integrale
Continua a leggere gratis
Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.
7 giorni di prova · Nessuna carta di credito
Hai già un account? Accedi
La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.
Altri documenti di Giurisprudenza penale
- Sentenza penale · 14 lug 2025Cassazione Penale, Sentenza n. 25729/2025 del 14/07/2025
- Sentenza penale · 14 lug 2025Cassazione Penale, Sentenza n. 25730/2025 del 14/07/2025
- Sentenza penale · 14 lug 2025Cassazione Penale, Sentenza n. 25732/2025 del 14/07/2025
- Sentenza penale · 14 lug 2025Cassazione Penale, Sentenza n. 25733/2025 del 14/07/2025
- Sentenza penale · 14 lug 2025Cassazione Penale, Sentenza n. 25734/2025 del 14/07/2025
- Sentenza penale · 14 lug 2025Cassazione Penale, Sentenza n. 25735/2025 del 14/07/2025
Cerchi altro? Cerca gratis in Giurisprudenza penale →