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Sentenza

Sentenza del 26/05/2016 n. 3189 - Comm. Trib. Reg. per la Lombardia

I - ACCERTAMENTO - Indagini bancarie - Contraddittorio - Notifica dell'avviso di accertamento prima dei 60 giorni ex lege 212/2000 - Nullità - Non sussiste. II - ACCERTAMENTO - Presunzione legale sui versamenti bancari - Necessità di prove analitiche - Sussiste.

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente contestava la legittimità dell'avviso di accertamento notificato prima del decorso del termine di 60 giorni previsto dall'art. 12, comma 7, della legge n. 212/2000, sostenendo la violazione del contraddittorio preventivo e la conseguente nullità dell'atto. Contestava inoltre l'utilizzo della presunzione legale prevista dall'art. 32 del d.P.R. n. 600/1973 in relazione ai versamenti bancari, ritenendo sufficiente una prova generica della provenienza delle movimentazioni, anche in quanto riferite alla restituzione rateale di mutui.

La decisione

La contestazione è stata respinta. Il termine dilatorio di 60 giorni previsto dall'art. 12, comma 7, della legge n. 212/2000 si applica esclusivamente agli accertamenti conseguenti ad accessi, ispezioni o verifiche fiscali eseguiti nei locali del contribuente; pertanto, la sua inosservanza non determina la nullità dell'avviso quando l'accertamento deriva da indagini bancarie non precedute da tali attività. Inoltre, per superare la presunzione legale relativa ai versamenti bancari, il contribuente deve fornire una prova analitica di ogni singola movimentazione, indicando e dimostrando il collegamento specifico tra ciascun versamento e la dedotta restituzione rateale dei mutui. Una giustificazione generica non è sufficiente.

Norme richiamate

  • Art. 12, comma 7, legge n. 212/2000 (Statuto dei diritti del contribuente)

    Prevede un termine di 60 giorni per la notifica dell'avviso di accertamento dopo il rilascio della copia del processo verbale di chiusura delle operazioni.

    La disposizione si applica agli accertamenti conseguenti ad accessi, ispezioni e verifiche fiscali svolti nei locali del contribuente, non automaticamente agli accertamenti fondati su sole indagini bancarie.

  • Art. 32 d.P.R. n. 600/1973

    Disciplina la presunzione legale relativa derivante dalle movimentazioni bancarie.

    I versamenti bancari possono essere considerati ricavi o compensi non dichiarati, salvo che il contribuente dimostri analiticamente, per ogni singola operazione, la relativa natura e l'irrilevanza reddituale.

Massime di principio

  • Il termine di 60 giorni previsto dall'art. 12, comma 7, della legge n. 212/2000 non opera per ogni accertamento fiscale, ma principalmente quando l'accertamento è preceduto da accessi, ispezioni o verifiche nei locali del contribuente.
  • In presenza di indagini bancarie, il contribuente deve vincere la presunzione fiscale con una ricostruzione puntuale e documentata di ogni singola movimentazione, non con spiegazioni complessive o meramente indicative.
  • Per dimostrare che i versamenti bancari derivano dalla restituzione di un mutuo, occorre collegare analiticamente ciascun accredito al relativo rapporto di finanziamento, fornendo documentazione idonea su importi, date, soggetti e causali.
  • La mera indicazione della possibile origine non reddituale delle somme non è sufficiente: la prova deve essere concreta, specifica e verificabile per ogni operazione contestata.

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