Cassazione Penale, Sentenza n. 25610/2025 del 11/07/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione della sentenza confermata dalla Corte d'appello di Ancona contestando la ritenuta compatibilità e la concomitante applicazione di due aggravanti: il nesso teleologico tra il reato di lesioni personali e quello di minaccia a pubblico ufficiale (aggravante finalistica) e l'aggravante prevista dall'art. 576, primo comma, n. 5-bis cod. pen. (lesioni commesse contro pubblici ufficiali nell'adempimento delle funzioni). Il ricorrente sosteneva che l'aggravante teleologica assorbirebbe quella di cui all'art. 576 n. 5-bis e censurava inoltre la valutazione di mera equivalenza delle attenuanti generiche rispetto alle aggravanti concesse.
La decisione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto che l'aggravante di cui all'art. 576, primo comma, n. 5-bis cod. pen. sia una circostanza speciale, riferita specificamente al reato di lesioni personali commesse contro determinate categorie di pubblici ufficiali nello svolgimento del servizio, e che non venga assorbita dall'aggravante del nesso teleologico applicata al reato di minaccia. Le due aggravanti attengono a profili diversi (una alla qualificazione della persona offesa, l'altra al fine dell'azione) e possono concorrere. Ha altresì ritenuto infondata la critica al giudizio di equivalenza tra aggravanti e attenuanti, considerandolo valutazione di merito non sindacabile in Cassazione se adeguatamente motivata. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali.
Norme richiamate
art. 336, comma 2 cod. pen.
Riferimento al reato di minaccia posto a carico dell'imputato; utilizzato come fattispecie distinta rispetto a quella delle lesioni, alla quale si collega il nesso teleologico.
art. 576, primo comma, n. 5-bis cod. pen.
se il fatto è commesso contro un ufficiale o agente di polizia giudiziaria, ovvero un ufficiale o agente di pubblica sicurezza, nell'atto o a causa dell'adempimento delle funzioni o del servizio
Aggravante speciale riferita al reato di lesioni personali quando la vittima è un certo pubblico ufficiale nell'adempimento delle funzioni; non è assorbibile dall'aggravante teleologica riferita ad altro reato concorrente e può concorrere con essa.
art. 61, n. 10 cod. pen.
Aggravante comune di più ampia portata rispetto alla n. 5-bis; la n. 5-bis è considerata specializzante rispetto a questa circostanza comune.
art. 582 cod. pen.
Riferimento normativo alla fattispecie delle lesioni personali; la Corte sottolinea che le aggravanti devono essere valutate con riguardo al reato cui ciascuna si riferisce e non si assorbono automaticamente se i reati sono concorrenti.
Massime di principio
- Distinguere le aggravanti 'finalistiche' (legate al fine dell'azione o al nesso teleologico) da quelle 'qualitative' (legate alla qualità della vittima): possono coesistere se si riferiscono a reati diversi o a profili diversi dell'azione.
- Un'aggravante prevista espressamente per un reato (es. art. 576 n.5-bis per le lesioni) va valutata esclusivamente rispetto a quel reato e non è automaticamente assorbita da un'aggravante riferita a un altro reato concorrente.
- L'aggravante speciale prevale per specificità rispetto a un'aggravante comune ed è possibile la loro concorrenza se non c'è incompatibilità normativa palese.
- Le valutazioni del giudice di merito sulla ponderazione tra aggravanti e attenuanti (equivalenza, concessione o meno delle attenuanti generiche) sono difficilmente rivedibili in Cassazione se risultano motivate e fondate sui fatti.
- Per contestare con successo la concorrenza di aggravanti occorre dimostrare l'incompatibilità normativa o l'assorbimento effettivo, non limitarsi a rilievi argomentativi: la difesa deve mostrare perché un'aggravante è giuridicamente assorbita nell'altra.
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