Cassazione Penale, Sentenza n. 03586/2026 del 28/01/2026
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Coronetta Mario era stato assolto in primo grado dai reati di appropriazione indebita di un assegno bancario (€7.500) e di falso in titoli di credito; la Corte d'appello di Roma, sull'appello della parte civile Bove Maurizio, riformò l'assoluzione condannando l'imputato al risarcimento del danno, ritenendo che Coronetta si fosse appropriato dell'assegno alterandone la data e ponendolo all'incasso. In cassazione il ricorrente dedusse tre motivi: (1) mancata rinnovazione dell'istruttoria dibattimentale e motivazione illogica rispetto al canone "al di là di ogni ragionevole dubbio", atteso che la Corte d'appello ha cambiato la valutazione di dichiarazioni considerate decisive senza rinnovare le prove; (2) errata qualificazione giuridica del fatto rispetto alla titolarità del titolo e alla legittimazione all'incasso (l'assegno era intestato alla società Edilcoronetta s.r.l. e girato dal legale rappresentante Coronetta Renato, mentre l'imputato era solo socio); (3) omessa valutazione delle prove difensive sulla circolazione del titolo, titolarità del credito e responsabilità del legale rappresentante.
La decisione
La Corte di cassazione ha ritenuto fondato il primo motivo e ha annullato la sentenza impugnata con rinvio al giudice civile competente per valore in grado di appello. La Corte ha richiamato il principio consolidato secondo cui, anche quando la Corte d'appello riforma una sentenza di assoluzione soltanto ai fini civili, sussiste l'obbligo di rinnovare l'istruttoria qualora la decisione di secondo grado si fondi su una diversa valutazione di prove dichiarative che furono decisive per l'assoluzione in primo grado. Poiché la Corte d'appello ha utilizzato e riconsiderato dichiarazioni della persona offesa e di altri testi senza disporre la rinnovazione, la motivazione è viziata e la sentenza va annullata con rinvio.
Norme richiamate
art. 603, comma 1, cod. proc. pen.
Riferimento alla norma che disciplina l'obbligo di rinnovazione dell'istruttoria in appello quando la valutazione diversa di prove decisive può incidere sull'esito del giudizio; la Corte ha richiamato il canone per stabilire quando una prova sia "decisiva" ai fini della rinnovazione.
Giurisprudenza: Sez. U, n. 22065 del 28/01/2021 (Cremonini)
Principio consolidato secondo cui l'obbligo di rinnovazione della prova decisiva sussiste anche se la Corte d'appello riforma la sentenza di assoluzione solo ai fini civili.
Giurisprudenza: Sez. 3, n. 45810 del 14/11/2024 (Giordano)
Chiarimento su cosa debbano intendersi per prove "decisive": quelle che, avendo determinato o contribuito all'esito liberatorio in primo grado, se rimosse o rivalutate possono potenzialmente incidere sull'esito in appello in termini di proscioglimento o condanna.
Massime di principio
- Se la Corte d'appello muta la valutazione di dichiarazioni o altre prove che in primo grado hanno concorso all'assoluzione, deve disporre la rinnovazione dell'istruttoria se quelle prove sono "decisive" ai sensi dell'art. 603 c.p.p.; in mancanza, la decisione è annullabile.
- Per valutare se una prova è "decisiva" si deve considerare se essa ha determinato o contribuito all'esito liberatorio di primo grado e se la sua esclusione o diversa valutazione può automaticamente influire sull'esito dell'impugnazione.
- L'obbligo di rinnovazione sussiste anche quando la riforma dell'assoluzione interviene solo sotto il profilo civile (condanna al risarcimento), non solo quando si procede a una condanna penale.
- In contestazioni che implicano la titolarità e la circolazione di titoli (assegni), è essenziale produrre e far valutare documentazione societaria e di girata (atto di nomina del legale rappresentante, girate sul titolo, eventuali procure) per chiarire legittimazione all'incasso e chi fosse il prenditore effettivo.
- La difesa, quando rileva che la Corte d'appello si fonda su dichiarazioni decisive non rinnovate, deve dedurre il vizio in cassazione chiedendo l'annullamento o la rinnovazione dell'istruttoria; il successo dipende dal dimostrare che la diversa valutazione delle dichiarazioni è effettivamente decisiva.
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