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Sentenza

Sentenza del 31/10/2019 n. 3199 - Comm. Trib. Prov. Salerno

Massima n.220/2019 - TRIBUTI - TRIBUTI (IN GENERALE) - Accertamento tributario (nozione) - Avviso di accertamento - Motivazione ed onere della prova -Agevolazioni tributarie - Onere probatorio a carico dell'interessato - Sussistenza

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

Prevale l’amministrazione

La controversia

La società ha impugnato gli avvisi di accertamento TARI relativi agli anni 2017 e 2018, contestandone il difetto di motivazione e sostenendo la non debenza, totale o parziale, dell'imposta. In particolare, ha dedotto di non avere la detenzione effettiva degli immobili per alcuni periodi e ha chiesto l'esclusione dalla tassazione di determinate aree o manufatti. Il giudice ha ritenuto che gli avvisi indicassero adeguatamente il contribuente, gli immobili, le superfici, la destinazione, il titolo di detenzione e gli elementi tariffari. Ha inoltre stabilito che spettava alla società dimostrare e previamente richiedere le esenzioni o riduzioni, onere che non è stato assolto.

La decisione

Il ricorso è stato integralmente rigettato. Gli avvisi TARI sono stati ritenuti validamente motivati e legittimi. Le vicende possessorie relative al 2018 non hanno inciso sull'annualità 2017 né sulla debenza del tributo annuale per il 2018; inoltre, l'indisponibilità materiale temporanea imputabile a un terzo non ha escluso la giuridica detenzione dell'immobile. La società è stata condannata al pagamento delle spese di lite, liquidate in 300 euro oltre accessori di legge, se dovuti.

Norme richiamate

  • Art. 3 della legge n. 241 del 1990

    La motivazione deve indicare i presupposti di fatto e le ragioni giuridiche che hanno determinato la decisione dell'amministrazione, in relazione alle risultanze dell'istruttoria.

    Gli atti amministrativi, inclusi gli atti impositivi tributari, devono rendere comprensibili i presupposti fattuali e giuridici della decisione.

  • Art. 7, comma 1, della legge n. 212 del 2000 (Statuto dei diritti del contribuente)

    In materia tributaria l'obbligo generale di motivazione trova una specifica applicazione negli atti dell'amministrazione finanziaria e degli enti impositori.

  • Art. 71, comma 2, del D.Lgs. n. 507 del 1993

    Gli avvisi di accertamento devono contenere gli elementi identificativi del contribuente, dei locali e delle aree e loro destinazione, della tariffa applicata e della relativa delibera, nonché la motivazione dell'eventuale diniego della riduzione o agevolazione richiesta.

    Per la TARSU, disciplina richiamata come parametro anche per la TARI, l'avviso deve fornire gli elementi necessari a individuare l'immobile, la tariffa e l'eventuale diniego di benefici richiesti.

  • Art. 1, comma 641, della legge n. 147 del 2013

    La TARI è dovuta da chi possiede o detiene a qualsiasi titolo locali o aree scoperte suscettibili di produrre rifiuti urbani; sono escluse, tra l'altro, le aree scoperte pertinenziali o accessorie non operative e le aree comuni condominiali non detenute o occupate in via esclusiva.

  • Art. 1117 del codice civile

    È richiamato per individuare le aree comuni condominiali escluse dalla TARI quando non siano detenute o occupate in via esclusiva.

  • Cassazione n. 3861/2002

    Conferma l'applicabilità dell'obbligo generale di motivazione anche agli atti impositivi tributari.

  • Cassazione n. 26458/2008

    La motivazione deve consentire al contribuente di conoscere l'an e il quantum della pretesa e di predisporre un'adeguata difesa, delimitando inoltre le ragioni dell'ente nel successivo contenzioso.

  • Cassazione n. 7056 del 26 marzo 2014

    La sufficienza della motivazione va valutata ex ante, sulla base dell'idoneità oggettiva dell'atto a consentire l'esercizio effettivo del diritto di difesa, senza considerare la completezza della difesa concretamente svolta.

  • Cassazione civile, Sez. V, n. 14094 dell'11 giugno 2010

    L'obbligo di motivazione non può essere ampliato irragionevolmente oltre quanto necessario per rendere comprensibile e contestabile la pretesa tributaria.

Massime di principio

  • Chi invoca un'esenzione, una riduzione o qualsiasi altra agevolazione tributaria deve dimostrarne i presupposti e, di regola, presentare tempestivamente la relativa denuncia o richiesta all'ente impositore.
  • L'ente non è normalmente tenuto a individuare d'ufficio le agevolazioni non richieste; se però il contribuente ha presentato una richiesta o l'agevolazione era già stata riconosciuta, il diniego o la revoca devono essere motivati.
  • Un avviso TARI è adeguatamente motivato quando consente di individuare contribuente, immobili, superfici, destinazione, titolo di possesso o detenzione, tariffa applicata e periodo d'imposta.
  • La motivazione deve essere sufficiente già nell'avviso e non può essere integrata soltanto successivamente in giudizio, se l'atto originario non permetteva una difesa effettiva.
  • Per la TARI rileva normalmente la disponibilità giuridica o la detenzione dell'immobile e la sua astratta idoneità a produrre rifiuti; una temporanea indisponibilità materiale imputabile a terzi non esclude automaticamente il tributo.
  • Le contestazioni relative a esenzioni o superfici non tassabili devono essere supportate da prove concrete, come planimetrie, documentazione tecnica, contratti, denunce e altri elementi idonei a dimostrare la specifica causa di esclusione.

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