Sentenza del 31/10/2019 n. 919 - Corte di Giustizia UE
La Corte si pronuncia sullo sgravio dei dazi doganali relativi a importazioni di alluminio provenienti da Anguilla. Inadempimento di uno Stato - Risorse proprie - Associazione dei paesi e territori d'oltremare (PTOM) all'Unione europea - Decisione 91/482/CEE - Articolo 101, paragrafo 2 - Ammissione all'importazione nell'Unione in esenzione da dazi doganali dei prodotti non originari degli PTOM che si trovano in libera pratica in uno PTOM e sono riesportati tal quali verso l'Unione - Certificati di esportazione EXP - Rilascio irregolare di certificati da parte delle autorità di uno PTOM - Articolo 4, paragrafo 3, TUE - Principio di leale cooperazione - Responsabilità dello Stato membro che intrattiene relazioni particolari con lo PTOM interessato - Obbligo di compensare la perdita di risorse proprie dell'Unione causata dal rilascio irregolare di certificati di esportazione EXP - Importazioni di alluminio da Anguilla.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
Prevale l’amministrazione
La controversia
La Commissione ha contestato al Regno Unito di non avere compensato la perdita di risorse proprie dell'Unione derivante dal rilascio, da parte delle autorità di Anguilla, di dodici certificati di esportazione EXP irregolari nel 1999, relativi a importazioni nell'Unione di alluminio originario di paesi terzi. I certificati erano stati rilasciati nonostante il versamento di un "aiuto al trasporto" collegato ai dazi pagati ad Anguilla, meccanismo qualificato come restituzione parziale dei dazi e quindi contrario all'articolo 101, paragrafo 2, della decisione 91/482/CEE. La Commissione ha sostenuto che, in virtù delle relazioni particolari tra il Regno Unito e Anguilla e del principio di leale cooperazione, il Regno Unito fosse responsabile nei confronti dell'Unione e dovesse reintegrare la perdita finanziaria.
La decisione
La Corte ha accolto il ricorso della Commissione. Ha stabilito che il Regno Unito, quale Stato membro da cui Anguilla dipendeva, era responsabile nei confronti dell'Unione delle irregolarità commesse dalle autorità di Anguilla nel rilascio dei certificati EXP. Il principio di leale cooperazione imponeva al Regno Unito di compensare la perdita di risorse proprie causata dall'impossibilità di riscuotere i dazi doganali, eventualmente maggiorata degli interessi di mora decorrenti dalla richiesta di compensazione. La Corte ha dichiarato l'inadempimento del Regno Unito e lo ha condannato alle spese; i Paesi Bassi, intervenuti a sostegno del Regno Unito, hanno sostenuto le proprie spese.
Norme richiamate
Articolo 4, paragrafo 3, TUE (principio di leale cooperazione)
Gli Stati membri sono tenuti ad adottare tutte le misure atte a garantire l'esecuzione degli obblighi derivanti dai trattati o dagli atti delle istituzioni dell'Unione.
Lo Stato membro deve garantire l'efficacia del diritto dell'Unione e rimediare alle conseguenze illecite delle violazioni, comprese quelle finanziarie. Tale obbligo può comportare la compensazione di una perdita di risorse proprie causata da autorità di un PTOM che dipende dallo Stato membro.
Articolo 101, paragrafo 2, della decisione 91/482/CEE relativa all'associazione dei PTOM
I prodotti non originari degli PTOM [...] sono ammessi all'importazione nella Comunità in esenzione da dazi doganali [...] a condizione che [...] non abbiano formato oggetto di esonero o restituzione, parziale o totale, dei dazi doganali [...] e siano corredati di un certificato d'esportazione.
L'esenzione doganale per prodotti non originari degli PTOM richiede il rispetto cumulativo delle condizioni previste. Un incentivo economico collegato al pagamento dei dazi, anche se qualificato come aiuto al trasporto, può costituire una restituzione parziale vietata e rendere irregolare il certificato EXP.
Articoli 2, 6, 10, 11 e 17 del regolamento (CEE, Euratom) n. 1552/89
Le disposizioni disciplinano l'accertamento e la messa a disposizione delle risorse proprie dell'Unione, tra cui i dazi doganali. La mancata riscossione dei dazi determina una perdita per il bilancio dell'Unione che deve essere reintegrata.
Articolo 2 dell'allegato III della decisione 91/482/CEE
Il certificato d'esportazione EXP viene rilasciato dalle autorità doganali dello PTOM di esportazione se le merci possono essere considerate in libera pratica ai sensi dell'articolo 101, paragrafo 2, della decisione.
Le autorità del PTOM, nel rilasciare certificati EXP, applicano norme di diritto dell'Unione e devono verificare tutte le condizioni sostanziali per l'esenzione.
Articolo 220, paragrafo 2, lettera b), del regolamento (CEE) n. 2913/92, codice doganale
La contabilizzazione a posteriori dei dazi può essere esclusa quando l'omessa contabilizzazione deriva da un errore dell'autorità doganale non ragionevolmente rilevabile dal debitore che abbia agito in buona fede e rispettato gli obblighi dichiarativi.
Articolo 239 del regolamento (CEE) n. 2913/92, codice doganale
Consente il rimborso o lo sgravio dei dazi in situazioni particolari non riconducibili alle ipotesi ordinarie, purché non vi siano frode o negligenza manifesta dell'interessato. Lo sgravio concesso agli importatori non elimina però l'obbligo dello Stato membro responsabile di compensare la perdita subita dal bilancio dell'Unione.
Articolo 258 TFUE
Lo Stato membro è l'unico responsabile nei confronti dell'Unione dell'osservanza degli obblighi derivanti dal diritto dell'Unione, anche quando la violazione materiale è commessa da autorità territoriali o locali.
Massime di principio
- Quando un territorio d'oltremare dipende da uno Stato membro e applica norme dell'Unione, lo Stato membro può essere ritenuto responsabile nei confronti dell'Unione degli errori commessi dalle autorità territoriali, anche se il territorio gode di autonomia amministrativa o costituzionale.
- Il principio di leale cooperazione non impone soltanto di prevenire le violazioni, ma anche di eliminarne le conseguenze illecite. Se una violazione impedisce la riscossione di entrate dell'Unione, lo Stato responsabile deve reintegrare la perdita, eventualmente con interessi.
- Le agevolazioni o gli incentivi economici devono essere valutati nella sostanza: un pagamento denominato "aiuto al trasporto" può essere considerato una restituzione di dazi se è collegato al loro precedente versamento.
- Per dimostrare una prassi irregolare non è sempre necessaria una prova distinta per ogni singolo documento, quando relazioni investigative e decisioni precedenti mostrano una situazione fattuale e giuridica comparabile. Spetta allora allo Stato contestare in modo concreto e dettagliato tali elementi.
- Lo sgravio o il rimborso concesso a importatori in buona fede tutela questi ultimi, ma non trasferisce automaticamente sul bilancio dell'Unione la perdita derivante da certificati irregolari: la perdita può dover essere compensata dallo Stato membro responsabile.
- Gli interessi di mora sulla compensazione decorrono, secondo la sentenza, dalla data in cui la Commissione ha richiesto allo Stato membro di reintegrare la perdita.
- La tempestività della richiesta della Commissione va valutata considerando quando essa ha ricevuto dalle autorità nazionali le informazioni necessarie per conoscere l'esistenza e l'entità della perdita; il termine ragionevole non decorre necessariamente dalla data originaria delle importazioni.
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