Parere del Garante n. 291 del 09/05/2024
Parere su uno schema di convenzione tra il Dipartimento della pubblica sicurezza e il Dipartimento affari interni e territoriali del Ministero dell’interno volta a disciplinare l’accesso alla banca dati A.N.P.R. da parte delle Forze di polizia tramite il sistema informativo del CED Interforze - 9 maggio 2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeIl Garante esamina lo schema di convenzione che disciplina l’accesso delle Forze di polizia alla banca dati ANPR tramite il CED Interforze, ai sensi dell’art. 47, comma 1, del d.lgs. 51/2018. Dopo una precedente istruttoria con rilievi puntuali su finalità consentite, modalità di accesso, tracciamento, gestione dei data breach e aggiornamenti della convenzione, il Ministero dell’interno ha trasmesso un nuovo testo recependo le osservazioni. Il Garante rileva che l’accesso è limitato alle sole finalità di polizia previste dal decreto legislativo n. 51/2018, esclude le attività di polizia amministrativa, rafforza la disciplina del logging e introduce il coinvolgimento dell’Autorità per modifiche sostanziali. All’esito dell’istruttoria, esprime parere favorevole.
Parere favorevole sullo schema di convenzione tra Dipartimento della pubblica sicurezza e Dipartimento affari interni e territoriali per l’accesso delle Forze di polizia alla banca dati A.N.P.R. tramite il CED Interforze
Parere sullo schema di convenzione per l’accesso alla banca dati ANPR da parte delle Forze di polizia
Il Garante per la protezione dei dati personali esamina lo schema di convenzione tra il Dipartimento della pubblica sicurezza e il Dipartimento affari interni e territoriali del Ministero dell’interno, volto a disciplinare l’accesso delle Forze di polizia alla banca dati A.N.P.R. tramite il CED Interforze. Il parere è reso ai sensi dell’art. 47, comma 1, del d.lgs. 18 maggio 2018, n. 51, in materia di trattamenti per finalità di prevenzione, indagine, accertamento e perseguimento di reati o esecuzione di sanzioni penali.
Quadro normativo di riferimento
Nel parere vengono richiamati:
- la direttiva (UE) 2016/680;
- il d.lgs. 18 maggio 2018, n. 51, di attuazione della direttiva;
- il Regolamento (UE) 2016/679;
- il d.lgs. 30 giugno 2003, n. 196;
- il d.P.R. 15 gennaio 2018, n. 15.
Il fulcro del giudizio è l’art. 47, comma 1, del d.lgs. 51/2018, che consente alle autorità di pubblica sicurezza e alle Forze di polizia di acquisire telematicamente dati, informazioni, atti e documenti da altri soggetti, anche tramite convenzioni volte a disciplinare modalità di collegamento, accesso e consultazione di pubblici registri e banche dati, nel rispetto dei principi del decreto e con accesso selettivo ai soli dati necessari.
Iter istruttorio e osservazioni preliminari
Il Garante richiama una precedente nota dell’Ufficio, del 10 gennaio 2023, con cui erano state formulate osservazioni preliminari sul testo allora trasmesso in via informale. Le principali criticità segnalate riguardavano:
- la necessità di separare gli accessi per finalità non rientranti nel d.lgs. 51/2018, come quelle di natura amministrativa;
- una maggiore chiarezza sui casi di accesso, sulle tipologie di dati consultabili e sulle modalità di interrogazione;
- la disciplina del data breach, ritenuta più correttamente rinviabile alle norme applicabili per evitare duplicazioni;
- il chiarimento sull’uso di servizi di cooperazione applicativa o di elenchi predeterminati;
- il rafforzamento del tracciamento degli accessi con una policy di allerta per usi anomali o sproporzionati;
- l’espressa previsione del coinvolgimento del Garante per modifiche o aggiornamenti della convenzione;
- la necessità di limitare nel tempo la continuità del servizio durante l’eventuale fase di revisione del testo.
Recepimento delle richieste del Garante
Con nota del 20 febbraio 2024, il Ministero dell’interno ha trasmesso un nuovo testo per recepire le indicazioni formulate. Nella trasmissione è stato precisato che l’accesso alla banca dati ANPR è consentito esclusivamente per le finalità di polizia di cui al d.lgs. 51/2018, con esplicita esclusione delle attività di polizia amministrativa, non ricomprese nel perimetro del decreto.
È stata inoltre rivista la disciplina del tracciamento delle attività, attribuendola al Dipartimento della pubblica sicurezza – Servizio per i Sistemi Informativi Interforze della Direzione Centrale della Polizia Criminale – e al Dipartimento degli Affari Interni e Territoriali. È stato aggiunto il coinvolgimento dell’Autorità in caso di aggiornamenti o modifiche sostanziali della convenzione e sono stati definiti i termini entro cui assicurare la continuità del servizio nelle more delle eventuali modifiche.
Chiarimenti ulteriori e chiusura dell’istruttoria
Successivamente, nel corso di un incontro di lavoro del 18 aprile 2024, i rappresentanti del Ministero hanno fornito chiarimenti anche sulla titolarità del trattamento, profilo ritenuto necessario in relazione a una convenzione che disciplina essenzialmente le modalità tecniche di accesso ai dati ANPR. In quella sede sono state inoltre corrette residue imperfezioni di ordine formale.
Il testo ultimo trasmesso con nota del 23 aprile 2024 ha recepito anche tali perfezionamenti. Il Garante conclude pertanto di non avere ulteriori osservazioni da formulare sullo schema di convenzione.
Esito del parere
Ai sensi dell’art. 47, comma 1, del d.lgs. 51/2018, il Garante esprime parere favorevole sullo schema di convenzione fra il Dipartimento della pubblica sicurezza e il Dipartimento per gli affari interni e territoriali del Ministero dell’interno per l’accesso delle Forze di polizia, tramite il CED Interforze, alla banca dati ANPR – Anagrafe della popolazione residente.
Il parere è dunque favorevole all’esito del procedimento, dopo il recepimento delle condizioni e delle indicazioni di garanzia richieste nella fase istruttoria.
Punti principali
Oggetto del parere e base normativa
Il parere riguarda uno schema di convenzione tra il Dipartimento della pubblica sicurezza e il Dipartimento affari interni e territoriali del Ministero dell’interno per consentire alle Forze di polizia l’accesso alla banca dati ANPR tramite il sistema informativo del CED Interforze. Il fondamento normativo richiamato è l’art. 47, comma 1, del d.lgs. 51/2018, che consente convenzioni per l’accesso telematico a banche dati pubbliche da parte delle autorità di polizia, nel rispetto dei principi del decreto e con convenzioni-tipo adottate dal Ministero dell’interno su conforme parere del Garante.
Osservazioni preliminari e modifiche richieste dal Garante
In una precedente interlocuzione il Garante aveva richiesto chiarimenti e integrazioni su vari profili: distinzione tra accessi per finalità di polizia e accessi per attività non coperte dal d.lgs. 51/2018; maggiore precisione sui casi d’uso e sulle modalità di interrogazione; semplificazione della disciplina del data breach mediante rinvio alle norme applicabili; chiarimento su servizi di cooperazione applicativa ed elenchi predeterminati; rafforzamento del tracciamento con policy di allerta; coinvolgimento del Garante nelle modifiche o aggiornamenti della convenzione; limitazione temporale della continuità del servizio in caso di revisioni del testo.
Recepimento delle indicazioni e esito dell’istruttoria
Il Ministero dell’interno ha trasmesso un nuovo testo che recepisce le indicazioni dell’Ufficio del Garante. In particolare, ha chiarito che l’accesso alla banca dati ANPR è consentito esclusivamente per le finalità di polizia di cui al d.lgs. 51/2018, escludendo espressamente la polizia amministrativa; ha disciplinato il tracciamento delle attività in capo ai dipartimenti interessati; ha previsto il coinvolgimento dell’Autorità per aggiornamenti o modifiche sostanziali; ha definito un limite temporale alla continuità del servizio in caso di revisione della convenzione. Dopo ulteriori chiarimenti, anche sulla titolarità del trattamento, il Garante non ha formulato ulteriori osservazioni.
Decisione finale
Il Garante esprime parere favorevole sullo schema di convenzione, nei termini indicati in motivazione, ritenendo il testo ormai coerente con il quadro normativo e con le garanzie richieste in materia di protezione dei dati personali nel settore delle finalità di polizia.
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