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Sentenza

Sentenza del 22/04/2015 n. 8188 - Corte di Cassazione

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il Comune di Milano ha impugnato gli avvisi di accertamento ICI relativi agli anni 2001 e 2002, riguardanti immobili di sua proprietà destinati all'edilizia residenziale pubblica e situati nel territorio del Comune di Assago. Ha sostenuto che gli immobili fossero esenti ai sensi dell'art. 7, comma 1, lettere a) e i), del D.Lgs. n. 504/1992, in quanto destinati a finalità istituzionali e assistenziali, contestando che la riscossione di canoni dagli assegnatari ne escludesse l'uso istituzionale. In via subordinata ha sollevato una questione di legittimità costituzionale. Il Comune di Assago ha proposto ricorso incidentale contro l'annullamento delle sanzioni.

La decisione

La Corte di cassazione ha rigettato il ricorso principale del Comune di Milano, confermando che l'esenzione ICI richiede l'utilizzo diretto e immediato dell'immobile da parte dell'ente proprietario per lo svolgimento dei propri compiti istituzionali. Gli alloggi di edilizia residenziale pubblica concessi a terzi dietro pagamento di un canone non soddisfano tale requisito e non beneficiano dell'esenzione, anche se perseguono finalità sociali. È stata inoltre esclusa l'applicabilità della lettera i), sia perché il Comune non rientra tra i soggetti destinatari della norma, sia per la mancanza dell'utilizzo diretto. La questione di costituzionalità è stata dichiarata manifestamente infondata. È stato invece accolto il ricorso incidentale del Comune di Assago: il semplice contrasto tra pronunce giudiziarie non dimostra l'obiettiva incertezza normativa necessaria per escludere le sanzioni. La sentenza è stata cassata limitatamente alle sanzioni e rinviata alla Commissione tributaria regionale della Lombardia per un nuovo esame.

Norme richiamate

  • D.Lgs. 30 dicembre 1992, n. 504, art. 7, comma 1, lett. a)

    esenzione per gli immobili posseduti dagli enti indicati e "destinati esclusivamente ai compiti istituzionali"

    L'esenzione opera soltanto quando l'immobile è direttamente e immediatamente utilizzato dall'ente per lo svolgimento dei propri compiti istituzionali. Non è sufficiente che l'immobile sia destinato a una finalità pubblica o sociale; la concessione a terzi dietro pagamento di un canone, in linea generale, esclude l'utilizzo diretto.

  • D.Lgs. 30 dicembre 1992, n. 504, art. 7, comma 1, lett. i)

    esenzione per immobili utilizzati esclusivamente per determinate attività assistenziali, previdenziali, sanitarie, didattiche, ricettive, culturali, ricreative e sportive

    La disposizione non si applica soggettivamente ai Comuni, già disciplinati dalla lettera a), e comunque richiede l'utilizzo diretto dell'immobile da parte del soggetto beneficiario dell'esenzione.

  • D.Lgs. 30 dicembre 1992, n. 504, art. 8, comma 4

    La disciplina agevolativa storicamente prevista per gli IACP non costituisce un termine di comparazione applicabile ai Comuni per le annualità 2001 e 2002.

  • D.L. 27 maggio 2008, n. 93, art. 1, comma 3, convertito nella L. n. 126/2008

    "con decorrenza dal 1 gennaio 2008"

    L'esenzione totale dall'ICI per gli IACP deriva da questa disciplina successiva, non dall'art. 7 del D.Lgs. n. 504/1992, e quindi non incide sulle annualità oggetto della controversia.

  • D.Lgs. 18 dicembre 1997, n. 472, art. 6, comma 2

    L'esclusione delle sanzioni richiede un'obiettiva incertezza normativa, cioè una reale e inevitabile difficoltà interpretativa derivante dalla struttura e dal coordinamento delle norme.

  • D.Lgs. 31 dicembre 1992, n. 546, art. 8

    Il potere del giudice tributario di disapplicare le sanzioni deve essere fondato su una specifica obiettiva incertezza normativa, non sulla mera esistenza di precedenti giudiziari contrastanti.

  • Costituzione, artt. 2, 3, 38, 41, 53, 97 e 118

    La Corte ha escluso profili di illegittimità costituzionale, ritenendo non comparabili la posizione dei Comuni e quella degli IACP, soprattutto perché le relative agevolazioni derivavano da discipline diverse e, per gli IACP, successive alle annualità controverse.

Massime di principio

  • Le esenzioni tributarie sono di stretta interpretazione: non basta dimostrare che l'immobile persegua una finalità pubblica, sociale o assistenziale.
  • Per l'esenzione fondata sulla destinazione istituzionale è normalmente necessario che l'ente proprietario utilizzi direttamente e immediatamente l'immobile; la concessione a privati o assegnatari, anche per finalità sociali e con canone calmierato, può far venir meno il requisito.
  • La percezione di un canone non è necessariamente decisiva da sola, ma costituisce un forte indice del fatto che l'immobile sia goduto da terzi e non utilizzato direttamente dall'ente.
  • La disciplina applicabile deve essere verificata con riferimento all'anno d'imposta: agevolazioni introdotte successivamente non possono essere utilizzate per fondare l'esenzione relativa ad annualità precedenti.
  • Per ottenere la disapplicazione delle sanzioni non è sufficiente invocare pronunce di merito favorevoli o un generico contrasto giurisprudenziale; occorre allegare e dimostrare specifici elementi oggettivi di confusione o ambiguità presenti nella normativa.
  • Quando un ente pubblico invoca un'esenzione, deve individuare con precisione sia il requisito soggettivo, cioè l'appartenenza tra i beneficiari della norma, sia il requisito oggettivo, cioè la concreta modalità di utilizzo dell'immobile.

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