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Sentenza

Sentenza del 04/06/2018 n. 2543 - Comm. Trib. Prov. Milano

Attività educativa - Scuole paritarie - Istituto religioso - Ente non commerciale - Rette applicate - Esenzione - Aiuto di Stato - Esclusione delle sanzioni.

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente chiedeva di beneficiare dell'esenzione ICI prevista per gli immobili posseduti da enti non commerciali e destinati allo svolgimento di attività rientranti tra quelle meritevoli di tutela, quale l'attività didattica. La questione riguardava in particolare le rette richieste agli studenti dalle scuole paritarie gestite dall'istituto religioso. Tali rette sono state considerate il corrispettivo dell'attività educativa e non semplici contributi diretti a coprire marginalmente i costi, evidenziando quindi lo svolgimento dell'attività secondo modalità commerciali.

La decisione

L'esenzione ICI è stata negata. L'attività educativa svolta dall'istituto, se esercitata dietro pagamento di rette qualificabili come corrispettivo del servizio didattico, assume natura commerciale e non consente di applicare l'esenzione riservata agli immobili utilizzati da enti non commerciali per attività non commerciali. È stato inoltre rilevato che l'esenzione, nella misura in cui favorisse un'attività economica, era stata qualificata come aiuto di Stato incompatibile con il mercato interno. Tuttavia, le sanzioni sono state escluse, presumibilmente in ragione dell'incertezza normativa e interpretativa esistente sulla portata dell'esenzione e sulla distinzione tra attività commerciale e non commerciale degli enti religiosi e scolastici.

Norme richiamate

  • Disciplina ICI sull'esenzione per gli enti non commerciali

    L'esenzione non dipende esclusivamente dalla natura non commerciale dell'ente proprietario, ma richiede anche che l'immobile sia concretamente destinato allo svolgimento di un'attività non commerciale.

  • Normativa europea sugli aiuti di Stato

    Un'agevolazione fiscale che riduca i costi di un soggetto che svolge un'attività economica può costituire un aiuto di Stato incompatibile con il mercato interno, anche se il beneficiario è un ente religioso o non commerciale.

  • Principi in materia di sanzioni tributarie e obiettiva incertezza normativa

    L'assenza o l'esclusione delle sanzioni può essere giustificata quando la disciplina applicabile presenta una significativa incertezza interpretativa, pur restando dovuta l'imposta.

Massime di principio

  • Per applicare un'esenzione fiscale destinata agli enti non commerciali occorre verificare sia la natura dell'ente sia le concrete modalità di utilizzo dell'immobile.
  • Le rette scolastiche possono essere considerate corrispettivi commerciali quando sono richieste in cambio diretto del servizio educativo e contribuiscono ordinariamente alla remunerazione dei costi dell'attività.
  • La natura religiosa o non lucrativa dell'ente non esclude automaticamente la natura commerciale dell'attività concretamente esercitata.
  • Quando un'attività è svolta sul mercato dietro pagamento di un corrispettivo, le agevolazioni fiscali possono essere valutate anche alla luce della disciplina europea sugli aiuti di Stato.
  • L'esenzione può essere negata anche se l'attività persegua finalità sociali o educative, qualora sia organizzata secondo modalità sostanzialmente commerciali.
  • L'esclusione delle sanzioni non comporta necessariamente l'esenzione dal tributo: può dipendere soltanto dall'incertezza oggettiva della normativa applicabile.

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