Cassazione Penale, Sentenza n. 27086/2026 del 17/07/2026
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente (pubblico ministero)
La controversia
Nel corso di un procedimento penale per presunte manipolazioni del mercato e false comunicazioni/ostacolo alla vigilanza, il pubblico ministero aveva disposto il sequestro probatorio del telefono cellulare in uso a un indagato, pur di proprietà della società terza interessata. La società ha chiesto il riesame ex art. 324 c.p.p., deducendo che il decreto di sequestro era solo apparentemente rispettoso dei criteri di adeguatezza e proporzionalità, perché le parole chiave indicate per l’estrazione dei dati erano troppo generiche o prive di capacità selettiva e avrebbero comportato l’acquisizione indiscriminata di tutti i messaggi e dei dati del dispositivo. In cassazione ha lamentato, in sintesi, la mera apparenza della motivazione del tribunale del riesame, il quale aveva ritenuto sufficienti la temporaneità del sequestro, il contraddittorio nella fase di estrazione dei dati e la possibilità di chiedere la distruzione del materiale non pertinente. La ricorrente sosteneva invece che tali rimedi non sanano i vizi genetici del decreto e che il giudice del riesame avrebbe dovuto verificare concretamente l’idoneità selettiva delle parole chiave.
La decisione
La Corte ha ritenuto irricevibile la memoria del procuratore della Repubblica territoriale, affermando che nel giudizio di cassazione l’unico interlocutore del pubblico ministero è la Procura generale presso la Corte di cassazione. Nel merito, ha rigettato il ricorso: ha riconosciuto che il tribunale del riesame può e deve controllare la completezza della motivazione del decreto di sequestro probatorio e la selettività dei criteri di ricerca dei dati, potendo anche riformare il provvedimento se i criteri non siano proporzionati o adeguati; tuttavia ha osservato che, nel caso concreto, il decreto era già motivato quanto a fumus ed esigenze cautelari, che il tribunale aveva comunque affrontato il tema delle parole chiave affermandone l’idoneità rispetto all’oggetto delle indagini, e che la limitazione temporale del sequestro e il successivo provvedimento del pubblico ministero avevano comunque ridotto o eliminato la criticità dedotta. Ne è conseguita la conferma del rigetto del riesame e la condanna della ricorrente alle spese processuali.
Norme richiamate
art. 324 c.p.p.
disciplina il riesame avverso il sequestro; il tribunale deve verificare la legittimità del decreto, senza integrare una motivazione radicalmente mancante.
art. 121 c.p.p.
la memoria ex art. 121 c.p.p. non può essere presentata al giudice di cassazione dal pubblico ministero presso il giudice a quo, essendo parte solo la Procura generale presso la Cassazione.
art. 51, comma 1, lett. b), c.p.p.
individua la Procura generale presso la Corte di cassazione quale ufficio del pubblico ministero legittimato a interloquire nel giudizio di legittimità.
art. 309, comma 9, c.p.p.
richiamato per affermare che la radicale mancanza di motivazione può determinare nullità del sequestro.
art. 324, comma 7, c.p.p.
richiamato con l’art. 309, comma 9, c.p.p. quale base della nullità radicale del provvedimento privo di motivazione sui presupposti cautelari.
art. 616 c.p.p.
fondamento della condanna della ricorrente al pagamento delle spese processuali in caso di rigetto del ricorso.
artt. 185 d.lgs. n. 58 del 1998 e 2638, secondo e terzo comma, c.c.
norme incriminatrici richiamate come titolo del procedimento penale in cui è stato disposto il sequestro probatorio.
Massime di principio
- Nel sequestro probatorio di dati contenuti in dispositivi informatici il giudice del riesame deve controllare non solo l’esistenza del fumus e delle esigenze cautelari, ma anche l’effettiva idoneità dei criteri di ricerca o delle parole chiave a selezionare soltanto i dati potenzialmente rilevanti, in modo da rispettare adeguatezza e proporzionalità della misura.
- Il tribunale del riesame non può colmare con proprie valutazioni una motivazione radicalmente mancante; se manca del tutto la motivazione sui presupposti essenziali del sequestro, il rimedio è l’annullamento, non la sostituzione del provvedimento con uno nuovo.
- Quando il decreto di sequestro contiene una motivazione non apparente e specifica, il ricorso per cassazione non può limitarsi a contrapporre una diversa lettura delle parole chiave o della selettività dei criteri di ricerca, se il giudice di merito ha comunque spiegato perché essi siano congrui rispetto all’oggetto dell’indagine.
- Nel giudizio di cassazione il pubblico ministero territoriale non è legittimato a depositare memorie come parte autonoma del procedimento; l’unico interlocutore è la Procura generale presso la Corte di cassazione.
- Le misure successive di selezione, distruzione o restituzione dei dati non pertinenti non escludono di per sé l’obbligo di confezionare sin dall’origine un decreto di sequestro che non sia sovrabbondante e che limiti l’apprensione ai soli dati utili all’indagine.
Come è indicizzato
Testo integrale
Continua a leggere gratis
Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.
7 giorni di prova · Nessuna carta di credito
Hai già un account? Accedi
La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.
Altri documenti di Giurisprudenza penale
- Sentenza penale · 17 lug 2026Cassazione Penale, Sentenza n. 26970/2026 del 17/07/2026
- Sentenza penale · 17 lug 2026Cassazione Penale, Sentenza n. 26972/2026 del 17/07/2026
- Sentenza penale · 17 lug 2026Cassazione Penale, Sentenza n. 27070/2026 del 17/07/2026
- Sentenza penale · 17 lug 2026Cassazione Penale, Sentenza n. 27071/2026 del 17/07/2026
- Sentenza penale · 17 lug 2026Cassazione Penale, Sentenza n. 27072/2026 del 17/07/2026
- Sentenza penale · 17 lug 2026Cassazione Penale, Sentenza n. 27073/2026 del 17/07/2026
Cerchi altro? Cerca gratis in Giurisprudenza penale →