Cassazione Penale, Ordinanza n. 16209/2025 del 29/04/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeLa Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso, rilevando che la Corte di appello aveva motivato in modo congruo sulla gravità e non occasionalità della condotta e sulla conseguente incompatibilità sia con la particolare tenuità del fatto sia con l'applicazione di pene sostitutive. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e della somma di euro tremila alla Cassa delle ammende.
Esito
Favorevole al resistente (pubblico ministero)
La controversia
Il ricorso è stato proposto nell'interesse dell'imputato avverso la sentenza della Corte di appello di Firenze del 7 novembre 2024. Dal testo emerge che l'impugnazione investiva la valutazione di merito sulla gravità e non occasionalità della condotta, nonché il diniego della particolare tenuità del fatto e delle pene sostitutive. La Corte di appello aveva ritenuto la condotta incompatibile con i presupposti per riconoscere la non punibilità per tenuità e, inoltre, aveva escluso le pene sostitutive valorizzando la propensione dell'imputato alla violazione delle prescrizioni. La Cassazione ha ritenuto tali motivi manifestamente infondati.
Massime di principio
- La valutazione di gravità e non occasionalità della condotta, se sorretta da motivazione congrua e immune da vizi logici, può escludere il riconoscimento della particolare tenuità del fatto.
- La propensione dell'imputato alla violazione delle prescrizioni è elemento incompatibile con l'applicazione delle pene sostitutive, quando il giudice di merito ne dia adeguata motivazione.
- In sede di legittimità, censure che si risolvono nella contestazione del giudizio di merito sulla non occasionalità della condotta e sulla sua incompatibilità con istituti premiali o sostitutivi sono inammissibili se manifestamente infondate.
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