Cassazione Civile, Sentenza n. 09568/2026 del 14/04/2026
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
La Simau 90 ha impugnato in cassazione la sentenza della Corte d'appello che aveva rigettato il suo appello contro la decisione del Tribunale (che aveva respinto la domanda riconvenzionale della società di accertamento della proprietà della rampa di accesso al locale caldaia e, in subordine, l'usucapione, nonché la richiesta di c.t.u.). La ricorrente deduceva: omissione e contraddittorietà nella valutazione dei titoli di provenienza (a suo favore), errata valutazione delle prove testimoniali a sostegno del possesso ultraventennale e censura della declaratoria di inammissibilità della c.t.u. come mezzo esplorativo.
La decisione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha dichiarato inammissibili talune doglianze alla stregua del principio della "doppia conforme" (art. 348-ter, comma 5 c.p.c.) che impedisce il sindacato di legittimità sulle stesse ragioni di fatto che hanno fondato la decisione di primo grado confermata in appello. Le censure sulla valutazione dei titoli e delle prove sono state ritenute generiche o inammissibili, e comunque insussistenti nel merito: la Corte ha confermato che i titoli prodotti non erano idonei a provare la proprietà esclusiva della rampa e che le testimonianze non dimostravano il possesso esclusivo necessario per l'usucapione. Ha altresì condiviso l'inammissibilità della c.t.u. per natura esplorativa. Il ricorrente è stato condannato alle spese di cassazione (liquidate in euro 4.000,00 più esborsi e accessori) e all'eventuale ulteriore contributo unificato ai sensi dell'art. 13 d.P.R. 115/2002; non è stata accolta la richiesta di condanna per responsabilità aggravata.
Norme richiamate
Richiamato come titolo del provvedimento di urgenza iniziale che aveva autorizzato il Condominio a collocare l'impalcatura; contesto procedurale di partenza della controversia.
art. 360 comma 1 nn. 4 e 5 c.p.c.
denuncia di violazione di legge e omesso esame del fatto storico; revisione della motivazione
Norma che delimita i motivi di ricorso per cassazione; la Corte ha ritenuto inammissibili o manifestamente infondati i rilievi che sostanzialmente attaccavano la valutazione di merito o riproponevano una diversa lettura fattuale già esaminata dai giudici di merito.
Principio della "doppia conforme": impedisce il sindacato in cassazione delle ragioni di fatto che hanno fondato la decisione di primo grado confermata in appello; la Corte lo applica per escludere molte delle doglianze sulla valutazione probatoria.
Norme processuali generali sull'onere e sulla valutazione della prova; richiamate nella contestazione di "omesso ed illogico esame" ma la Corte ha ritenuto che l'apprezzamento probatorio fosse adeguatamente motivato.
Norma che vieta al giudice di basare la decisione su prove non introdotte dalle parti; la Corte ha riaffermato che per dedurre violazioni di tale norma in cassazione occorre contestare espressamente che il giudice abbia fondato la decisione su prove officiose.
Principio della libera valutazione della prova da parte del giudice del merito; la Corte ha ribadito che il sindacato in cassazione è limitato e non può trasformarsi in un nuovo esame delle risultanze probatorie se la motivazione è logica e comprensibile.
Norma civile citata in relazione alla proprietà/possesso; nel testo la ricorrente invocava norme sul diritto reale e sulla prova della proprietà, ma la Corte ha ritenuto che i titoli prodotti non provassero in modo univoco il diritto dominicale.
Norme richiamate in relazione all'usucapione e ai presupposti del possesso; la Corte ha valutato che non vi fosse prova univoca del possesso esclusivo ultraventennale richiesto per l'usucapione.
Norma sulla responsabilità aggravata per lite temeraria: la Corte ha ritenuto che non fossero sussistenti i presupposti per applicarla alla ricorrente.
art. 13 comma 1 quater e comma 1-bis d.P.R. n. 115/2002
Previsione sull'obbligo di versamento di un ulteriore contributo unificato; la Corte ha dichiarato sussistenti i presupposti per l'eventuale versamento da parte della ricorrente.
Massime di principio
- Il principio della "doppia conforme" (art. 348-ter c.p.c.) limita il ricorso per cassazione quando l'appello confermi i motivi di fatto della decisione di primo grado: in tali casi il sindacato di legittimità non può trasformarsi in un nuovo esame delle prove.
- La Corte di Cassazione non è sede per riconsiderare la valutazione delle prove di merito (documentali e testimoniali) se la motivazione del giudice del merito è chiara, logica e indicativa delle ragioni del convincimento.
- Per dimostrare l'usucapione occorre una prova univoca e convincente del possesso continuo, pacifico, pubblico ed esclusivo per il periodo previsto; dichiarazioni testimoniali generiche possono non essere sufficienti.
- La richiesta di c.t.u. può essere dichiarata inammissibile se ritenuta di natura esclusivamente esplorativa; la parte deve giustificare la pertinenza e la necessità dello speciale mezzo istruttorio.
- Per dedurre in cassazione la violazione dell'art. 115 c.p.c. è necessario indicare concretamente in che modo il giudice si sia basato su prove non introdotte dalle parti; accuse generiche sono inammissibili.
- Chi allega di essere proprietario di una porzione di edificio deve produrre titoli idonei: non sempre è richiesta la "probatio diabólica", ma i titoli devono comunque consentire un apprezzamento non equivoco del diritto vantato.
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