L.R. Veneto 13/2010
Adeguamento della disciplina regionale delle concessioni demaniali marittime a finalità turistico-ricreativa alla normativa comunitaria. Modifiche alla legge regionale 4 novembre 2002, n. 33 "Testo unico delle leggi regionali in materia di turismo" e successive modificazioni.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeLa legge regionale veneta adegua la disciplina delle concessioni demaniali marittime turistico-ricreative alla direttiva 2006/123/CE: elimina alcune preferenze al concessionario uscente, sostituisce il rinnovo automatico con procedure comparative, attribuisce ai Comuni funzioni di accertamento/riscossione e introduce un potere sostitutivo regionale. Prevede anche una disciplina transitoria con scadenza generale al 31 dicembre 2015 e domande entro 45 giorni per prolungare la durata in presenza di investimenti.
Adeguamento delle concessioni demaniali marittime turistico-ricreative del Veneto alla normativa comunitaria
Adeguamento della disciplina delle concessioni demaniali marittime turistico-ricreative in Veneto
La legge regionale del Veneto interviene sul testo unico regionale in materia di turismo per adeguare la disciplina delle concessioni demaniali marittime a finalità turistico-ricreativa ai principi comunitari di imparzialità, parità di trattamento, non discriminazione e trasparenza. La riforma riguarda soprattutto il rilascio, il rinnovo e la durata delle concessioni, oltre a profili di riscossione dei canoni e dell’imposta regionale.
Canoni, imposta regionale e riparto delle somme
La disciplina attribuisce al Comune, con riferimento alle concessioni da esso rilasciate, le funzioni di accertamento dei canoni demaniali e di recupero coattivo delle somme non corrisposte. La Giunta regionale, sentita la Commissione consiliare competente, definisce termini e modalità di pagamento del canone.
Per l’imposta regionale sulle concessioni, il Comune esercita accertamento, riscossione e azione per il recupero coattivo dell’imposta dovuta e non pagata. Per l’esercizio delle funzioni in materia di demanio marittimo turistico-ricreativo, al Comune spetta il 60% dell’imposta regionale riscossa nel proprio territorio, oltre alle sanzioni amministrative incassate. Le amministrazioni comunali riversano alla Regione la quota di spettanza entro il 28 febbraio dell’anno successivo a quello della riscossione.
Procedure comparative e rilascio/rinnovo delle concessioni
La durata delle concessioni resta disciplinata dalla normativa statale di riferimento. Il Comune rilascia, modifica e rinnova le concessioni applicando le procedure e i criteri di valutazione dell’allegato S/3, nel rispetto della direttiva 2006/123/CE.
Il rilascio di nuove concessioni a seguito di procedura comparativa è subordinato al pagamento dell’indennizzo previsto dalla legge. In caso di rinnovo, il concessionario originario deve presentare una perizia di stima asseverata da professionista abilitato, dalla quale risulti il valore aziendale dell’impresa insistente sull’area concessa; la perizia viene pubblicata dal Comune secondo i termini e le modalità dell’allegato S/3.
Le domande di nuova concessione devono contenere, a pena di esclusione dalla procedura comparativa, un atto unilaterale d’obbligo relativo al pagamento dell’indennizzo entro 30 giorni dalla comunicazione di aggiudicazione. Se il pagamento non avviene entro tale termine, l’aggiudicazione viene attribuita al soggetto successivo in graduatoria, con pagamento dell’indennizzo come condizione, fino ad esaurimento della graduatoria.
In caso di concorso di domande, il concessionario uscente ha diritto a un indennizzo pari al 90% del valore pubblicato sulla base della perizia asseverata.
Revoca, decadenza e affidamento delle attività
Viene abrogato il comma che attribuiva al concessionario uscente una preferenza nell’assegnazione di nuove concessioni in caso di revoca per motivi di interesse pubblico o di contrasto sopravvenuto con il piano regionale di utilizzazione del demanio marittimo. Restano ferme le ipotesi di revoca, decadenza e affidamento temporaneo o parziale delle attività secondo la disciplina regionale risultante.
Potere sostitutivo regionale
Se il Comune permane nell’inerzia o nell’inadempimento rispetto alle funzioni trasferite in materia di demanio marittimo turistico-ricreativo, il Presidente della Giunta regionale, previa comunicazione alla Conferenza permanente Regione-Autonomie locali, assegna un termine di 30 giorni per provvedere. Decorso inutilmente il termine, sentito il Comune, nomina un commissario ad acta che interviene in via sostitutiva.
Regime transitorio sulla durata delle concessioni
Ai fini dell’applicazione della nuova procedura comparativa, tutte le concessioni demaniali marittime turistico-ricreative in essere alla data di entrata in vigore della legge, comprese quelle con domanda di rinnovo già in istruttoria, scadono il 31 dicembre 2015, salvo diversa maggiore durata prevista dal titolo concessorio.
Il titolare di una concessione valida alla data di entrata in vigore può chiedere, entro 45 giorni, la modifica della durata se ha eseguito o sta eseguendo interventi edilizi, ovvero interventi edilizi accompagnati dall’acquisto di attrezzature e beni mobili entro il limite del 20% dell’importo degli interventi. In alternativa, può chiedere la modifica se ha eseguito o sta eseguendo interventi infrastrutturali di pubblica utilità previsti dal Comune e non rientranti nelle tipologie precedenti.
Nel primo caso il Comune modifica la durata secondo i criteri dell’allegato S/3; nel secondo caso può riconoscere una proroga tra 2 e 4 anni. In entrambi i casi la nuova durata decorre dalla data del provvedimento comunale di modifica.
Entrata in vigore
La legge è dichiarata urgente ed entra in vigore il giorno successivo alla pubblicazione nel Bollettino Ufficiale della Regione del Veneto.
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