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Circolare

Circolare numero 111 del 12-5-1993

INPS

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La circolare illustra l’avvio e l’organizzazione della procedura di scambio di supporti magnetici con i Comuni, finalizzata all’aggiornamento degli archivi pensioni e dell’anagrafe dei pensionati, in alternativa e in attesa del sistema ARCO. La procedura semplifica gli adempimenti, riduce la documentazione cartacea e consente anche l’accertamento d’ufficio dell’esistenza in vita dei pensionati in specifiche condizioni. Sono indicati compiti delle strutture territoriali, modalità di coordinamento con i Comuni, cautele operative, criteri di abbinamento dei dati e gestione degli esiti del controllo.

Procedura di aggiornamento del database pensioni tramite scambio di supporti magnetici con i Comuni e controllo dell’esistenza in vita dei pensionati

Procedura di aggiornamento del data base pensioni e controllo dell’esistenza in vita

La circolare disciplina l’utilizzo della procedura di scambio di supporti magnetici con i Comuni per l’aggiornamento del data base pensioni e dell’anagrafe pensionati, nonché per l’esecuzione di accertamenti d’ufficio sull’esistenza in vita dei pensionati. L’iniziativa è qualificata come strumento di semplificazione amministrativa, di riduzione della documentazione cartacea e di miglioramento dell’affidabilità degli archivi magnetici, in attesa della piena operatività del sistema ARCO.

Finalità e contesto applicativo

La procedura si colloca nel quadro di una visione integrata dell’amministrazione pubblica, intesa come sistema interconnesso e non come somma di realtà separate. Il suo impiego è destinato in particolare a elaborazioni di massa e di raffronto generalizzato tra banche dati, con l’obiettivo di acquisire d’ufficio i dati già disponibili presso altre amministrazioni e di alleggerire gli adempimenti per il cittadino.

Organizzazione territoriale e rapporti con i Comuni

Le sedi regionali sono chiamate a supportare e promuovere l’adozione della procedura da parte delle sedi provinciali, zonali e dei centri operativi riferiti ai Comuni di competenza, riferendo mensilmente sugli sviluppi dell’operazione alla Direzione Generale, Direzione Centrale Sistema Qualità, a partire dal 31 maggio p.v. Le strutture operative devono avviare contatti con i Comuni, illustrando i vantaggi della procedura in termini di semplificazione, riduzione dell’afflusso agli sportelli e miglioramento dell’immagine dell’Istituto.

Coordinamento operativo e accorgimenti tecnici

L’operazione deve essere coordinata a livello provinciale mediante riunioni periodiche tra i responsabili delle diverse strutture, così da armonizzare gli aspetti amministrativi, tecnici e di comunicazione esterna. Nelle grandi realtà urbane articolate su più sedi, la trasmissione dei dati al Comune deve riferirsi a uno stesso "momento" per evitare sfasature o duplicazioni derivanti da variazioni intervenute nelle posizioni pensionistiche. Quando le sedi ricomprendono posizioni riferite a Comuni diversi, è possibile procedere allo storno sulla base dei codici di avviamento postale di residenza, salvo l’opportunità di controlli più ampi per finalità di analisi della mobilità interurbana.

Cautele e controlli nella fase iniziale

La circolare sottolinea la particolare delicatezza della procedura, specie nella fase di avvio, e raccomanda a dirigenti e operatori la massima attenzione nell’assunzione delle cautele e nell’esecuzione dei controlli. Tali controlli possono essere estesi e resi più penetranti in funzione delle diverse realtà operative, con l’obiettivo di garantire la correttezza degli adempimenti e l’affidabilità degli archivi.

Applicazione all’accertamento dell’esistenza in vita

La procedura è ritenuta particolarmente idonea per gli accertamenti periodici sull’esistenza in vita dei titolari di pensione. Sono previsti specifici programmi integrativi che consentono di sollevare dall’obbligo di produrre certificazione o dichiarazione di esistenza in vita i pensionati che abbiano rilasciato delega, risiedano in Comuni con i quali sia attivo lo scambio di supporti magnetici e riscuotano presso uffici pagatori ubicati nei medesimi Comuni.

Casi in cui resta necessario il controllo tradizionale

Resta invece ferma la modalità tradizionale di controllo documentale per i pensionati che, pur riscuotendo presso uffici pagatori ubicati in Comuni aderenti alla procedura, risiedano in Comuni diversi da quelli interessati, oppure per i pensionati residenti in Comuni aderenti ma che riscuotano presso uffici pagatori situati in Comuni nei quali la procedura non è applicata.

Effetti dell’accertamento sui pagamenti

La circolare distingue due ipotesi operative. Se il controllo d’ufficio è effettuato prima del rinnovo degli ordinativi di pagamento, le sedi devono localizzare ad ELI i pagamenti relativi ai pensionati risultati deceduti, evitando l’emissione degli ordinativi. Se invece il controllo avviene successivamente, occorre sospendere i pagamenti mediante l’immediato ritiro degli ordinativi dagli uffici pagatori. In entrambi i casi, l’eliminazione della pensione segue poi le ordinarie disposizioni vigenti.

Integrazione dei dati e abbinamento dei nominativi

Per massimizzare il corretto abbinamento dei nominativi, le sedi possono effettuare controlli preliminari di integrazione dei dati anagrafici, soprattutto per i pensionati che riscuotono tramite delegato e per le posizioni con dati incompleti. La circolare richiama in particolare il raffronto con i dati dell’Amministrazione finanziaria mediante aggancio al codice fiscale, ai sensi dell’art. 2 della Legge n. 63/1993, oltre alle ulteriori procedure e programmi resi progressivamente disponibili.

Comunicazioni agli uffici pagatori e gestione degli esiti

Le sedi che adottano la procedura devono inviare apposita comunicazione agli uffici pagatori interessati e concordare con essi le modalità operative. A ciascun ufficio deve essere fornita la lista dei pensionati con l’indicazione, per ogni nominativo, dell’esito dell’accertamento: "esistente in vita", "deceduto" oppure "non residente". Nel caso di esito "deceduto", la sede deve richiedere immediatamente la restituzione del mandato di pagamento; nel caso di esito "non residente", l’ufficio pagatore deve subordinare il pagamento al delegato alla consegna del certificato o della dichiarazione di esistenza in vita del titolare.

Pubblicità dell’iniziativa e assistenza tecnica

Le sedi devono dare adeguata pubblicità alle nuove modalità di accertamento attraverso i canali ordinari, chiarendo che l’obiettivo è agevolare il rapporto tra cittadino e amministrazione e precisando le aree di applicazione della procedura. Può inoltre essere utile invitare gli interessati a segnalare tempestivamente eventuali inconvenienti riscontrati nella fase di prima applicazione. Per il supporto applicativo le sedi possono rivolgersi alla Direzione Centrale Sistema Qualità; per le difficoltà tecniche devono fare riferimento alla Sede Regionale per la Toscana, che ha curato la progettazione della procedura.

Punti principali

Finalità della procedura di scambio con i Comuni

La procedura di aggiornamento del data base pensioni mediante scambio di supporti magnetici con i Comuni è presentata come strumento centrale per migliorare funzionalità, trasparenza e integrazione tra amministrazioni. Essa mira a semplificare la tenuta e l’aggiornamento dell’archivio pensioni dell’Istituto e dell’anagrafe pensionati comunale, riducendo l’onere per il cittadino di produrre certificazioni cartacee quando i dati possono essere acquisiti d’ufficio.

Ambito di utilizzo e rapporto con il sistema ARCO

La procedura è descritta come adatta soprattutto a elaborazioni di raffronto generalizzato o di massa tra banche dati. Sarà utilizzata in attesa della piena operatività del sistema di collegamento ARCO, al quale resterà comunque affiancata.

Ruolo delle strutture territoriali e coordinamento operativo

Le sedi regionali devono sostenere l’adozione della procedura da parte di sedi provinciali, sedi zonali e centri operativi, riferendo mensilmente alla Direzione Generale, Direzione Centrale Sistema Qualità, a partire dal 31 maggio p.v. Le strutture operative devono intrattenere contatti con i Comuni e illustrare i vantaggi della procedura; l’operazione va coordinata in ambito provinciale tramite riunioni periodiche tra i responsabili delle diverse realtà operative, con attenzione agli aspetti amministrativi, tecnici e di comunicazione esterna.

Modalità applicative nelle grandi realtà urbane

Nelle realtà urbane articolate su più sedi, la formazione di un unico nastro da inviare al Comune, oppure di nastri distinti, deve comunque riferirsi allo stesso "momento" per evitare sfasature e duplicazioni, ad esempio in presenza di variazioni di indirizzo o di altri cambiamenti in corso. Dove le sedi comprendono posizioni riferite a diversi Comuni, è possibile effettuare lo storno delle posizioni sulla base del CAP di residenza, salvo l’opportunità di riscontri più ampi per rilevare la mobilità interurbana.

Cautele e controlli nella fase iniziale

La circolare sottolinea la delicatezza della procedura e richiede la massima attenzione di dirigenti e operatori. Nella fase iniziale i controlli possono essere estesi e resi più penetranti per garantire l’esito corretto degli adempimenti e l’affidabilità degli archivi magnetici.

Applicazione al controllo dell’esistenza in vita

La procedura è ritenuta particolarmente adatta ai periodici accertamenti d’ufficio sull’esistenza in vita dei pensionati. Sono stati predisposti specifici programmi integrativi. L’esonero dalla produzione di certificazione o dichiarazione di esistenza in vita riguarda i pensionati che abbiano rilasciato delega, risiedano nei Comuni aderenti allo scambio e riscuotano presso uffici pagatori ubicati nei medesimi Comuni.

Casi in cui resta la procedura tradizionale

La documentazione dell’esistenza in vita continua a essere richiesta per i pensionati residenti in Comuni diversi da quelli coinvolti nello scambio, pur riscuotendo presso uffici pagatori situati in tali Comuni, oppure per i pensionati residenti in un Comune aderente ma che riscuotono presso uffici pagatori situati in un Comune dove la procedura non è applicata.

Effetti del controllo sui pagamenti e sugli archivi

Se il controllo d’ufficio avviene prima del rinnovo degli ordinativi di pagamento, le sedi devono localizzare ad ELI i pagamenti dei pensionati risultati deceduti, evitando l’emissione degli ordinativi. Se il controllo avviene in un momento successivo, occorre sospendere i pagamenti mediante immediato ritiro degli ordinativi dagli uffici pagatori; in entrambi i casi si procede poi all’eliminazione della pensione secondo le disposizioni vigenti.

Abbinamento dei nominativi e integrazione dei dati

Per massimizzare l’abbinamento dei nominativi, la circolare consente controlli preliminari di integrazione dei dati anagrafici, soprattutto per i pensionati che riscuotono tramite delegato e per i dati incompleti. Si richiama in particolare il raffronto con i dati dell’Amministrazione finanziaria mediante aggancio al codice fiscale, come previsto dall’art. 2 della Legge n. 63/1993, oltre alle ulteriori procedure e programmi disponibili.

Comunicazioni agli uffici pagatori e gestione degli esiti

Le sedi che adottano la procedura devono comunicare l’iniziativa agli uffici pagatori interessati e fornire per ciascuno la lista dei pensionati con l’indicazione dell’esito dell’accertamento: "esistente in vita", "deceduto" oppure "non residente". In caso di esito "deceduto" la sede deve richiedere immediatamente la restituzione del mandato di pagamento; per l’esito "non residente" l’ufficio pagatore subordina il pagamento del delegato alla consegna del certificato o della dichiarazione di esistenza in vita.

Informazione al pubblico e supporto tecnico

Le sedi devono dare adeguata pubblicità alle nuove modalità tramite i consueti canali, evidenziandone la finalità di agevolazione del cittadino e precisando le aree di applicazione. Può essere utile sollecitare la collaborazione degli interessati per segnalare tempestivamente eventuali problemi nella fase di prima applicazione. Per il supporto le sedi possono rivolgersi alla Direzione Centrale Sistema Qualità e, per difficoltà tecniche applicative, alla Sede Regionale per la Toscana che ha progettato la procedura.

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