Provvedimento AGCM A507D n. 32018 del 14/07/2026
SERVIZIO RIFORNIMENTO CARBURANTE AVIO AEROPORTO DI BERGAMO-REVISIONE IMPEGNI
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeL’AGCM ha esaminato la richiesta di SACBO di revocare o modificare l’impegno, assunto nel procedimento A507 e reso vincolante nel 2018, di costruire un nuovo deposito centralizzato di carburante avio. Ha respinto la revoca, ritenendo che il nuovo deposito conservi valore per l’apertura concorrenziale e per la capacità dello scalo, ma ha accolto la richiesta subordinata di revisione del termine: l’infrastruttura dovrà essere realizzata entro il 31 dicembre 2030. Il provvedimento non accerta una nuova infrazione né irroga sanzioni.
SACBO: revisione dell’impegno antitrust relativo al nuovo deposito carburanti dell’aeroporto di Bergamo, con proroga del termine al 31 dicembre 2030 e conferma dell’obbligo di realizzazione.
Revisione dell’impegno per il nuovo deposito carburanti dell’aeroporto di Bergamo
L’AGCM ha valutato la richiesta di SACBO S.p.A. di revocare o modificare l’impegno, reso vincolante nel 2018 nell’ambito del procedimento A507, relativo alla costruzione di un nuovo deposito centralizzato di carburante per aviazione. L’Autorità ha mantenuto l’obbligo di realizzazione, ma ha rivisto il termine, fissandolo al 31 dicembre 2030.
Parti e precedenti del procedimento
SACBO è il gestore totale dell’aeroporto di Bergamo Orio al Serio, in forza della concessione stipulata con ENAC il 1° marzo 2002, con scadenza il 7 gennaio 2042. Nel procedimento A507, avviato nei confronti di SACBO e Levorato Marcevaggi S.r.l. — titolare dell’unico deposito allora presente nello scalo e attiva nello stoccaggio e nella messa a bordo — l’AGCM aveva ipotizzato una violazione dell’art. 102 TFUE. Con provvedimento n. 27089 del 14 marzo 2018 aveva chiuso il procedimento senza accertare l’infrazione, rendendo obbligatori gli impegni ai sensi dell’art. 14-ter, comma 1, della legge n. 287/1990.
Il complesso degli impegni comprendeva la risoluzione consensuale della sub-concessione tra SACBO e Levorato e l’acquisto del deposito da parte del gestore aeroportuale; la realizzazione da parte di Levorato di una baia di carico esterna; la costruzione da parte di SACBO di stalli aggiuntivi per gli operatori into plane; una gara per affidare la gestione del deposito e della baia di carico; e la costruzione di un nuovo deposito centralizzato, di maggiore capacità, entro 16 mesi dall’approvazione del nuovo Piano di Sviluppo Aeroportuale (PSA), allora prevista per la primavera del 2019. Il termine originariamente prospettato per quest’ultimo impegno era quindi l’estate 2020.
Istanza di SACBO e svolgimento dell’istruttoria
L’8 ottobre 2025 SACBO ha chiesto, ai sensi dell’art. 14-ter, comma 3, lettera a), della legge n. 287/1990, la revoca dell’impegno sul nuovo deposito oppure, in subordine, la revisione del termine. La Società ha sostenuto che le misure già attuate sarebbero sufficienti ad assicurare l’apertura dei mercati interessati e che il nuovo deposito non sarebbe più necessario e proporzionato a tale scopo. Ha inoltre richiamato i ritardi autorizzativi e progettuali, asseritamente non imputabili a SACBO.
Con delibera del 22 dicembre 2025, n. 31790, l’AGCM ha avviato l’istruttoria sulla richiesta. Sono state svolte audizioni di ENAC e SACBO il 5 e 6 febbraio 2026 e una successiva audizione di SACBO il 9 giugno 2026; sono state acquisite informazioni anche da Carboil S.r.l. e Skytanking Italy S.r.l. SACBO ha depositato la memoria conclusiva il 22 giugno 2026.
Ragioni addotte per la revoca o la revisione
SACBO ha evidenziato che alle gare per la gestione del deposito esistente, bandite il 6 marzo 2023 e il 26 marzo 2025, hanno partecipato rispettivamente Carboil e, nella seconda procedura, anche Nautilus, oltre all’incumbent Levorato. Ha inoltre affermato che, fatta eccezione per Levorato, nessun operatore avrebbe chiesto di utilizzare gli stalli predisposti per il servizio into plane. A suo avviso, la gara per il deposito esistente, la baia di carico esterna e gli stalli aggiuntivi avrebbero già assicurato un’adeguata apertura del mercato.
In subordine, SACBO ha chiesto che il termine sia raccordato ai tempi effettivi del PSA, delle autorizzazioni e della definizione del modello di costruzione e gestione. Ha precisato che il progetto inizialmente considerato necessita di modifiche e che il quadro regolatorio era incerto anche per effetto del Regolamento ENAC del 24 marzo 2025, che prevedeva la gestione diretta del deposito da parte del gestore aeroportuale o di una società controllata. Il TAR Lazio ha annullato tale Regolamento con sentenza n. 9148 del 18 maggio 2026; secondo ENAC, allo stato SACBO può affidare a terzi, tramite gara, la costruzione e la gestione, ma resta l’indicazione che debba essere attivata una procedura a evidenza pubblica.
Mercati e risultanze sulla concorrenza
Il provvedimento riguarda i servizi di stoccaggio e di messa a bordo (into plane) del carburante per aviazione nell’aeroporto di Bergamo. L’AGCM ha concluso che l’istruttoria non dimostra che il nuovo deposito sia divenuto irrilevante per la tutela della concorrenza. L’impegno conserva valore aggiunto perché il nuovo impianto, di capacità maggiore e destinato a sostituire quello esistente, contribuisce alla piena apertura del mercato liberalizzato e può prevenire future evoluzioni anticoncorrenziali.
L’Autorità ha richiamato le informazioni di Carboil, secondo cui il nuovo deposito permetterebbe di fronteggiare l’aumento post-pandemico dei volumi di traffico e di allineare le infrastrutture agli standard JIG e IATA. ENAC ha qualificato l’opera come necessaria e strategica per la funzionalità dello scalo. La vetustà del deposito attuale costituisce un ulteriore elemento a favore della nuova infrastruttura.
L’AGCM non ha condiviso l’interpretazione secondo cui la partecipazione limitata alle gare attesterebbe disinteresse degli operatori. Carboil ha partecipato a entrambe le gare per il deposito esistente; inoltre, nel procedimento A507C era stato rilevato che le caratteristiche e la durata provvisoria degli affidamenti potevano renderli poco profittevoli per i nuovi entranti, anziché dimostrare un’assenza di interesse del mercato.
Quanto agli stalli, l’Autorità ha osservato che Levorato è stata per almeno otto anni sia gestore del deposito sia operatore con la maggiore quota nell’offerta into plane, potendo usufruire dei cinque stalli adiacenti al deposito e dell’accesso diretto. Gli altri stalli risultano utilizzabili dai concorrenti in via residuale, se non necessari al gestore. Carboil ha inoltre contestato che tale disciplina, così configurata, favorisca l’accesso degli handler concorrenti. La stessa Carboil ha precisato di non aver utilizzato gli stalli perché non disponeva di volumi di traffico presso lo scalo, non per disinteresse verso l’infrastruttura.
Iter autorizzativo e tempistiche
Il PSA 2016-2030, predisposto da SACBO, ha ricevuto l’approvazione tecnica di ENAC il 21 giugno 2017. L’istanza di VIA è stata presentata l’8 agosto 2018 e la procedura si è conclusa con il decreto MASE n. 238 del 16 settembre 2022, corredato da prescrizioni ambientali. La compatibilità urbanistica è stata approvata con decreto direttoriale n. 18812 del 29 dicembre 2023; ENAC ha approvato definitivamente il PSA il 29 febbraio 2024.
Il Decreto VIA ha previsto complessivamente 100 prescrizioni: 40 riconducibili al MASE, 2 al Ministero della Cultura e 58 alla Regione Lombardia. Tra quelle rilevanti per il deposito, la condizione ambientale n. 13, relativa alla classificazione acustica aeroportuale, risultava ottemperata; la condizione n. 1, relativa a popolazione e salute umana, era ancora in lavorazione e richiedeva il completamento di uno studio epidemiologico prima dell’avvio dei lavori di cantierizzazione. SACBO aveva stipulato nel 2023 un accordo con l’ATS di Bergamo, sostenendone i costi. ENAC e SACBO prevedevano la conclusione dello studio e la verifica di ottemperanza entro la fine del 2026. È stata inoltre richiamata la condizione n. 12 sugli aspetti di sicurezza e sulla verifica di non assoggettabilità agli obblighi del d.lgs. n. 105/2015, in relazione alla configurazione definitiva del sito.
Secondo ENAC, il progetto di fattibilità tecnico-economica è in fase istruttoria e il progetto dovrà essere approvato in conferenza di servizi indetta dal MASE, che autorizzerà anche la gestione dell’impianto. Il deposito, considerato insediamento strategico, necessita inoltre dell’autorizzazione unica alla costruzione e all’esercizio prevista dalla legge 4 aprile 2012, n. 35. Le tempistiche dipendono da più soggetti e fasi amministrative.
SACBO ha indicato, come programma di massima successivo alla conclusione delle verifiche ambientali, almeno sei mesi per predisporre e condividere i documenti di gara, sei mesi per la procedura di affidamento, due mesi per la stipula, otto mesi per la progettazione esecutiva e la relativa verifica e validazione, sei mesi per l’approvazione del progetto da parte di ENAC e MASE, sedici mesi per l’esecuzione dei lavori e quattordici mesi per collaudo e messa in esercizio. Il programma è soggetto a possibili integrazioni, contenziosi e ritardi, nonché alla definizione delle competenze tra ENAC e MASE.
Valutazione dell’AGCM ed esito
L’AGCM ha distinto la permanenza dell’obbligo di costruire il deposito dalla scadenza originariamente prevista. Ha respinto la revoca perché l’impegno continua a contribuire alla rimozione delle preoccupazioni concorrenziali emerse nel procedimento A507 e perché l’intero insieme di misure del 2018 — incluse le modifiche al deposito esistente e la realizzazione del nuovo impianto — era stato ritenuto necessario per consentire l’accesso di più operatori.
L’Autorità ha invece ritenuto fondata la richiesta subordinata di revisione del termine, alla luce delle condizioni ambientali ancora da completare e della complessità degli iter autorizzativi. Ha considerato congruo il termine indicato da ENAC, coerente con la durata del PSA vigente, pur rilevando che è più ampio rispetto ai 16 mesi originariamente previsti. Ha inoltre osservato che l’incertezza sul Regolamento ENAC non giustifica l’assenza di una scadenza, poiché ENAC ha confermato che SACBO deve attivare una gara a evidenza pubblica per individuare l’impresa incaricata della realizzazione e gestione.
Il dispositivo accoglie l’istanza dell’8 ottobre 2025 limitatamente alla revisione del termine e modifica l’impegno reso vincolante con delibera n. 27089 del 14 marzo 2018: il nuovo deposito dovrà essere realizzato entro il 31 dicembre 2030. L’obbligo di costruzione resta quindi integralmente vincolante. Il provvedimento non contiene un accertamento di infrazione né una sanzione. È ammesso ricorso al TAR Lazio entro 60 giorni dalla notificazione oppure ricorso straordinario al Presidente della Repubblica entro 120 giorni.
Punti principali
Impegno originario e procedimento
Nel 2018 l’AGCM aveva chiuso il procedimento A507 senza accertare la violazione dell’art. 102 TFUE, rendendo obbligatori gli impegni di SACBO e Levorato Marcevaggi. Tra questi figurava la costruzione, da parte di SACBO, di un nuovo deposito centralizzato di maggiore capacità entro 16 mesi dall’approvazione del PSA, termine inizialmente prospettato per l’estate 2020.
Richiesta di SACBO
Con istanza dell’8 ottobre 2025 SACBO ha chiesto la revoca dell’impegno, sostenendo che le altre misure attuate e il limitato interesse degli operatori avessero già aperto i mercati dello stoccaggio e del servizio into plane. In subordine ha chiesto di sostituire la scadenza originaria con un termine coerente con gli adempimenti autorizzativi e regolatori.
Valore concorrenziale del nuovo deposito
L’AGCM ha ritenuto non dimostrata l’irrilevanza dell’infrastruttura. Il nuovo deposito, anche in ragione della vetustà di quello esistente, è ritenuto utile per sostenere l’aumento dei volumi di traffico e della domanda di carburante e per mantenere l’apertura del mercato liberalizzato della messa a bordo. L’Autorità ha inoltre rilevato che la partecipazione contenuta alle gare non prova di per sé uno scarso interesse del mercato e che l’assetto degli stalli può favorire l’operatore che gestisce il deposito.
Ritardi autorizzativi e progettuali
Il PSA 2016-2030 è stato approvato definitivamente da ENAC il 29 febbraio 2024, dopo la VIA conclusa con decreto MASE n. 238 del 16 settembre 2022 e la verifica di compatibilità urbanistica conclusa il 29 dicembre 2023. L’avvio delle opere resta condizionato all’ottemperanza di prescrizioni ambientali: lo studio epidemiologico richiesto dalla condizione n. 1 era previsto in conclusione nell’estate 2026, con verifica di ottemperanza entro la fine del 2026. Il progetto necessita inoltre di approvazioni ENAC e MASE e di definizione del modello di affidamento e gestione.
Esito e termine vincolante
L’AGCM ha respinto la richiesta di revoca e accolto quella subordinata di revisione: SACBO resta obbligata a realizzare il nuovo deposito, ma la scadenza è fissata al 31 dicembre 2030. Non sono state irrogate sanzioni. Il ricorso al TAR Lazio è proponibile entro 60 giorni dalla notificazione; in alternativa è previsto ricorso straordinario al Presidente della Repubblica entro 120 giorni.
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