Sentenza del 07/09/2018 n. 21814 - Corte di Cassazione
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
Prevale l’amministrazione
La controversia
La società ha contestato il recupero a tassazione di costi relativi all'affitto di un ramo d'azienda, pari a Euro 185.924,76, sostenendo che fossero inerenti e dovessero essere imputati secondo il principio di competenza, nonché il recupero di Euro 31.153,19 per consulenze tecniche in materia di prevenzione degli infortuni, ritenute duplicate e non adeguatamente documentate. L'Agenzia delle Entrate ha censurato, con ricorso incidentale, l'omessa pronuncia della CTR sulla deducibilità di una fattura di ristorazione di Euro 1.541,00 e altre statuizioni favorevoli alla società.
La decisione
La Corte di cassazione ha rigettato integralmente il ricorso principale della società, ritenendo corretto il disconoscimento dei costi per l'affitto del ramo d'azienda, poiché il contratto integrativo non aveva data certa, non era registrato e l'aumento del canone appariva non adeguatamente giustificato. Ha inoltre confermato il recupero dei costi di consulenza, non documentati e riferibili ad attività già attribuite al responsabile interno della prevenzione infortuni. Ha accolto soltanto il primo motivo del ricorso incidentale dell'Agenzia, rilevando che la CTR non si era pronunciata sulla fattura della F. Leopoldo Inn. Gli altri motivi incidentali sono stati rigettati o dichiarati inammissibili. La sentenza è stata cassata limitatamente alla questione della fattura e il procedimento è stato rinviato alla CTR della Toscana, in diversa composizione, anche per le spese.
Norme richiamate
Art. 109 TUIR
I costi devono essere imputati all'esercizio in cui è avvenuta l'operazione economica, salvo che l'esistenza o l'ammontare non siano ancora certi e determinabili in modo obiettivo.
Il principio di competenza non consente di dedurre un costo quando la sua esistenza o il suo ammontare non siano adeguatamente certi e documentati. Il contribuente deve inoltre provare i fatti che fondano la deducibilità, inclusi inerenza, certezza e corretta imputazione temporale.
Art. 163 TUIR
È richiamato dalla società in relazione al divieto di doppia imposizione, ma la Corte non ha ritenuto applicabile la censura poiché la società non ha dimostrato che il costo sarebbe stato correttamente dedotto in un diverso esercizio.
Art. 109, comma 5, TUIR
I costi sono deducibili se riferibili all'attività d'impresa. Nel caso concreto, la deducibilità dei canoni relativi a immobili utilizzati nell'attività aziendale è stata confermata, non avendo l'Ufficio fornito prova contraria.
Art. 2697 c.c.
La parte che invoca un diritto deve provare i fatti costitutivi; in materia di costi deducibili, il contribuente deve dimostrarne esistenza, inerenza e quantificazione, mentre l'Amministrazione deve provare i fatti posti a fondamento di una diversa imputazione o del recupero.
D.P.R. n. 633/1972, artt. 17 e 19
Le norme disciplinano, rispettivamente, gli obblighi IVA e il diritto alla detrazione. La Corte non ha esaminato nel merito la censura dell'Agenzia relativa a fatture emesse con una partita IVA non coerente, dichiarandola inammissibile per carenza di specificità.
Art. 112 c.p.c.
Impone al giudice di pronunciarsi sulle domande e sulle eccezioni ritualmente proposte. La mancata decisione della CTR sulla fattura di Euro 1.541,00 ha determinato la cassazione parziale della sentenza.
Art. 366, comma 1, n. 6, c.p.c.
Il ricorso per cassazione deve indicare specificamente gli atti e i documenti sui quali si fondano le censure, riportandone il contenuto essenziale. Le doglianze dell'Agenzia prive di tale indicazione sono state dichiarate inammissibili.
Massime di principio
- La deduzione fiscale di un costo richiede non solo che il costo sia astrattamente inerente all'attività, ma anche che sia certo, determinato o determinabile e adeguatamente documentato.
- Un contratto privo di data certa, non registrato o non opponibile all'Amministrazione può non essere sufficiente a dimostrare l'esistenza e la corretta imputazione temporale del costo.
- In presenza di variazioni contrattuali anomale o economicamente poco giustificate, soprattutto tra soggetti collegati, il contribuente deve fornire una prova particolarmente puntuale della sostanza dell'operazione.
- Il principio di competenza opera solo quando l'esistenza e l'ammontare del costo siano obiettivamente verificabili; non può essere invocato per anticipare la deduzione di importi incerti.
- Le spese relative a immobili possono essere deducibili se il loro effettivo utilizzo nell'attività d'impresa è provato, anche quando tale utilizzo non risulti dettagliatamente dal contratto principale.
- Una spesa di consulenza può essere disconosciuta se non documentata o se risulta duplicativa di funzioni già affidate a personale o responsabili interni.
- Nel giudizio tributario e soprattutto in Cassazione, è essenziale riportare con precisione il contenuto degli atti e dei documenti posti a fondamento delle censure; in caso contrario il motivo può essere dichiarato inammissibile.
- Quando il giudice omette di pronunciarsi su una specifica questione devoluta in appello, la sentenza può essere cassata con rinvio limitatamente a quella questione.
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