Ordinanza del 30/01/2018 n. 147 - Comm. Trib. Reg. per la Lombardia
Misure cautelari - Fumus boni iuris - Danno grave ed irreparabile - Sussistono.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeIl documento afferma che ricorrono il fumus boni iuris e il danno grave e irreparabile necessari per la tutela cautelare. Il fumus deriva dal contrasto della sentenza impugnata con la giurisprudenza più recente; il danno è ravvisabile quando il credito tributario è già garantito da un’ipoteca iscritta su un immobile del contribuente.
Sussistenza dei presupposti per la sospensione cautelare della sentenza: fumus boni iuris e danno grave e irreparabile
Presupposti della tutela cautelare
Il documento riguarda la valutazione dei presupposti necessari per l’adozione di una misura cautelare, con particolare riferimento al fumus boni iuris e al danno grave e irreparabile.
Fumus boni iuris
Il fumus boni iuris sussiste quando la sentenza appellata risulta in contrasto con la giurisprudenza più recente. Tale contrasto costituisce un indice della plausibile fondatezza della domanda cautelare o dell’impugnazione, senza che il documento fornisca ulteriori indicazioni sui precedenti giurisprudenziali coinvolti.
Danno grave e irreparabile
Il danno grave e irreparabile viene ravvisato nella situazione in cui il credito tributario risulti già assistito da una garanzia reale, costituita dall’iscrizione di ipoteca su un immobile del contribuente. La presenza dell’ipoteca è considerata elemento idoneo a garantire il credito tributario e, conseguentemente, a evidenziare il pregiudizio derivante dall’eventuale esecuzione o conservazione degli effetti della sentenza impugnata.
Esito della valutazione
Secondo il principio riportato, entrambi i presupposti cautelari risultano sussistenti: il fumus boni iuris per il contrasto della decisione appellata con la giurisprudenza più recente e il danno grave e irreparabile in ragione della già esistente garanzia ipotecaria sul bene immobile del contribuente.
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