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Parere

Parere n. 63/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 1

Ricorso straordinario al Presidente della Repubblica proposto da -OMISSIS- contro il Ministero dell’interno per l’annullamento: a) del provvedimento K10/468512 emesso dal Ministero dell’interno in data 2 settembre 2019, notificato l’8 ottobre 2019, con cui è stato decretato il rigetto della domanda di concessione della cittadinanza italiana presentata ai sensi dell’art. 9 co. 1, lett. f) della legge 5 febbraio 1992, n. 91; b) di ogni ulteriore atto e/o provvedimento presupposti, prodromici, connessi e/o conseguenti e, comunque, collegati al decreto gravato.

Giustizia amministrativa202201134

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
Consiglio di Stato, Sez. IRicorso straordinario al Presidente della Repubblica

Impugnazione del decreto ministeriale del 2 settembre 2019 di rigetto della domanda di concessione della cittadinanza italiana ai sensi dell'art. 9, comma 1, lett. f), della legge n. 91/1992.

Esito

ESTINZIONE

Prevale il privato

La questione giuridica

La ricorrente ha impugnato il rigetto della domanda di concessione della cittadinanza italiana, deducendo eccesso di potere per difetto di istruttoria, travisamento ed erronea interpretazione dei fatti, nonché difetto, insufficienza e contraddittorietà della motivazione e violazione dell'art. 9 della legge n. 91/1992 e dell'art. 27 Cost. Nel corso del procedimento consultivo, il Ministero dell'interno ha riaperto l'istruttoria e, all'esito del riesame, ha adottato il 12 settembre 2022 un decreto di concessione della cittadinanza italiana. La questione consisteva quindi nello stabilire quale sorte dovesse avere il ricorso straordinario alla luce dell'integrale soddisfazione dell'interesse sostanziale della ricorrente.

Il parere

Il Consiglio di Stato ha ritenuto che la ricorrente abbia conseguito il bene della vita perseguito con il ricorso, ossia la concessione della cittadinanza italiana. La riapertura dell'istruttoria e l'adozione del provvedimento favorevole hanno determinato una piena soddisfazione dell'interesse azionato e integrano la cessazione della materia del contendere, distinta dalla mera sopravvenuta carenza di interesse alla decisione. Non sono stati esaminati nel merito i singoli motivi di ricorso, poiché l'intervento dell'Amministrazione ha integralmente definito in senso satisfattivo la controversia.

Osservazioni

Sopravvenuto provvedimento favorevole

La riapertura dell'istruttoria e il successivo decreto del 12 settembre 2022, con cui è stata concessa la cittadinanza italiana, hanno integralmente soddisfatto l'interesse azionato dalla ricorrente.

Distinzione tra cessazione della materia del contendere e sopravvenuta carenza di interesse

La cessazione della materia del contendere ricorre quando l'attività successiva della pubblica amministrazione è integralmente satisfattiva dell'interesse dedotto, mentre la sopravvenuta carenza di interesse ricorre in ipotesi diverse, tra cui l'inutilità sostanziale dell'eventuale annullamento dell'atto o la dichiarazione di non interesse alla decisione.

Norme richiamate

  • art. 9, comma 1, lett. f), legge 5 febbraio 1992, n. 91

    È la disposizione in base alla quale era stata presentata la domanda di concessione della cittadinanza italiana; il provvedimento originario di rigetto è stato successivamente superato dal decreto di concessione adottato dall'Amministrazione.

  • art. 27 Cost.

    Richiamato dalla ricorrente quale parametro di violazione di legge; il motivo non è stato esaminato nel merito per la cessazione della materia del contendere.

  • d.P.R. 24 novembre 1971, n. 1199

    Disciplina il ricorso straordinario al Presidente della Repubblica, rimedio nell'ambito del quale è stato reso il parere.

Massime di principio

  • Si verifica la cessazione della materia del contendere quando, nel corso del giudizio o del procedimento giustiziale, un successivo provvedimento della pubblica amministrazione soddisfa integralmente l'interesse sostanziale azionato dal ricorrente.
  • La cessazione della materia del contendere si distingue dalla sopravvenuta carenza di interesse: la prima presuppone un assetto sopravvenuto integralmente satisfattivo determinato dall'attività dell'amministrazione o da fattori esterni; la seconda ricorre quando la decisione non è più utile per ragioni diverse dall'integrale soddisfazione dell'interesse.
  • Quando l'amministrazione riapre l'istruttoria dopo la proposizione del ricorso e adotta il provvedimento favorevole richiesto, il ricorrente consegue il bene della vita e il ricorso deve essere definito per cessazione della materia del contendere, senza esame dei motivi di merito.

Impugnazione del diniego di cittadinanza italiana

Il parere riguarda un ricorso straordinario al Presidente della Repubblica proposto da una privata contro il Ministero dell'interno per l'annullamento del decreto del 2 settembre 2019, notificato l'8 ottobre 2019, con cui era stata respinta la domanda di concessione della cittadinanza italiana presentata ai sensi dell'art. 9, comma 1, lett. f), della legge 5 febbraio 1992, n. 91.

Motivi dedotti

La ricorrente aveva contestato il provvedimento per:

  • eccesso di potere per difetto di istruttoria, travisamento ed erronea interpretazione dei fatti;
  • eccesso di potere per omessa, insufficiente o contraddittoria motivazione;
  • violazione dell'art. 9 della legge n. 91/1992 e dell'art. 27 Cost.

Il diniego era stato adottato per motivi ostativi di carattere penale.

Riapertura dell'istruttoria e concessione della cittadinanza

Nel corso dell'istruttoria sul ricorso, il Ministero dell'interno ha riferito di avere riesaminato la posizione della ricorrente alla luce dei nuovi elementi prodotti. All'esito del riesame, il 12 settembre 2022 è stato adottato il decreto di concessione della cittadinanza italiana.

La Sezione, con parere interlocutorio n. 320/2023, aveva richiesto all'Amministrazione di depositare, ove formalizzato, il provvedimento favorevole. Il Ministero ha adempiuto alla richiesta con la relazione integrativa trasmessa il 21 ottobre 2025.

Valutazione sulla sorte del ricorso

Il Consiglio di Stato ha rilevato che la ricorrente ha conseguito il bene della vita perseguito attraverso l'impugnazione. La riapertura dell'istruttoria e il rilascio della cittadinanza hanno quindi determinato la piena soddisfazione dell'interesse azionato.

La Sezione ha richiamato il principio, già affermato dal Consiglio di Stato, Sez. IV, sentenza 9 gennaio 2024, n. 303, secondo cui la cessazione della materia del contendere ricorre quando l'attività successiva della pubblica amministrazione produce un risultato integralmente satisfattivo dell'interesse dedotto in giudizio. Essa si distingue dalla sopravvenuta carenza di interesse, che ricorre, tra l'altro, quando l'eventuale annullamento dell'atto è divenuto sostanzialmente inutile, quando non sono stati impugnati atti presupposti o collegati, quando restano non contestate autonome ragioni del provvedimento o quando la parte dichiara di non avere più interesse.

Conclusioni

Poiché il successivo decreto ministeriale ha integralmente accolto l'istanza sostanziale della ricorrente, il Consiglio di Stato non ha esaminato nel merito le censure proposte e ha espresso il parere che debba essere dichiarata la cessazione della materia del contendere.

Come è indicizzato

MaterieCittadinanzaRicorso straordinario al Presidente della RepubblicaEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcesso amministrativo
IstitutiSopravvenuta carenza di interesseLegittimazione e interesse a ricorrereEccesso di potere

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