Sentenza del 16/10/2019 n. 26170 - Corte di Cassazione
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
Prevale l’amministrazione
La controversia
Il ricorrente ha impugnato gli avvisi ICI/IMU relativi agli anni 2009-2013 sostenendo che il terreno non potesse essere considerato edificabile in assenza di piano particolareggiato e di strumenti attuativi. Ha inoltre dedotto l'illegittimità costituzionale dell'imposizione per asserita violazione del principio di capacità contributiva, nonché l'illegittimità della delibera comunale di determinazione dei valori delle aree, adottata dalla Giunta anziché dal Consiglio. In Cassazione ha contestato anche l'applicabilità dell'IMU alle aree edificabili e la sufficienza della prova del valore del terreno.
La decisione
La Corte di cassazione ha rigettato integralmente il ricorso. Ha confermato che un'area è edificabile ai fini ICI/IMU quando tale destinazione risulta dallo strumento urbanistico generale adottato dal Comune, anche se mancano l'approvazione regionale o gli strumenti attuativi. L'assenza di immediata edificabilità può incidere sulla concreta quantificazione del valore, ma non elimina la qualificazione fiscale come area edificabile. Ha inoltre stabilito che l'IMU si applica anche alle aree edificabili, poiché il relativo presupposto coincide con quello dell'ICI. Quanto alla delibera comunale e alla stima del terreno, la censura è stata dichiarata inammissibile perché diretta a ottenere una nuova valutazione dei fatti e del valore, già esaminati dai giudici di merito. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese del giudizio di legittimità, liquidate in 2.900 euro oltre accessori, nonché al versamento dell'ulteriore contributo unificato.
Norme richiamate
D.Lgs. n. 504/1992, art. 2, comma 1, lett. b)
Ai fini ICI, e per il richiamo operato dalla disciplina IMU, un'area è edificabile quando è utilizzabile a scopo edificatorio in base allo strumento urbanistico generale adottato dal Comune, indipendentemente dall'approvazione regionale e dall'adozione di strumenti attuativi.
Legge n. 223/2006, art. 36
La norma di interpretazione autentica conferma che la qualificazione dell'area come edificabile deriva dalla previsione dello strumento urbanistico generale adottato.
Legge n. 203/2005, art. 11-quaterdecies, comma 16
Richiamata nel quadro della disciplina interpretativa della nozione fiscale di area fabbricabile.
D.L. n. 201/2011, art. 13, comma 3
L'imposta municipale propria ha per presupposto il possesso di immobili di cui al Decreto Legislativo 30 dicembre 1992, n. 504, articolo 2, ivi compresa l'abitazione principale e le pertinenze della stessa
L'IMU ha come presupposto il possesso degli immobili già individuati dalla disciplina ICI, comprese le aree fabbricabili.
Costituzione, art. 53
La Corte ritiene rispettato il principio di capacità contributiva perché la classificazione urbanistica edificatoria normalmente esprime un valore di mercato e una capacità contributiva maggiore rispetto a quella di un terreno agricolo, pur dovendosi considerare le concrete potenzialità edificatorie.
D.Lgs. n. 446/1997, art. 59
La disciplina consente al Comune di stabilire criteri e valori di riferimento per le aree fabbricabili. La delibera comunale può costituire parametro per la determinazione del valore, ferma la necessità di considerare ubicazione, edificabilità concreta, tipologia delle costruzioni e oneri di urbanizzazione.
Codice civile, art. 2697
La questione dell'onere probatorio è stata ritenuta sostanzialmente assorbita dall'accertamento dei giudici di merito, che avevano verificato la classificazione urbanistica e la corretta applicazione dei criteri comunali.
Massime di principio
- Per ICI e IMU, un terreno è normalmente considerato edificabile già quando il piano regolatore generale adottato dal Comune gli attribuisce una destinazione edificatoria; non è necessario che siano già approvati il piano particolareggiato, gli strumenti attuativi o l'autorizzazione concreta a costruire.
- La mancanza di immediata edificabilità non esclude l'imposta, ma può incidere sulla stima del valore venale: devono essere valutate l'attualità delle potenzialità edificatorie, la zona, le opere di urbanizzazione, i vincoli e gli eventuali costi necessari per edificare.
- L'IMU ha mantenuto, quanto alle aree edificabili, il medesimo presupposto sostanziale dell'ICI; pertanto le aree fabbricabili restano soggette a imposizione anche dopo l'introduzione dell'IMU.
- Le delibere comunali sui valori delle aree costituiscono criteri o parametri di riferimento e non impediscono necessariamente una diversa valutazione concreta, ma la loro contestazione deve essere specifica e tempestiva.
- In Cassazione non è possibile ottenere una nuova stima del valore del terreno o una rivalutazione delle prove: tali questioni appartengono al merito e possono essere riesaminate solo nei limiti dei vizi processuali o motivazionali ammessi.
- La classificazione urbanistica non comporta automaticamente che il terreno abbia il massimo valore edificatorio: il valore fiscale deve essere coerente con le concrete possibilità di utilizzazione, pur restando dovuta l'imposta sulla base della qualificazione edificabile.
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