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Sentenza

Sentenza del 13/05/2021 n. 2495 - Comm. Trib. Reg. per il Lazio

Accertamento - Avviso di accertamento - Imu - Abitazione principale - Prova - Illegittimità.

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

l'avviso di accertamento IMU è stato ritenuto illegittimo e annullato (o respinto) in quanto il contribuente ha fornito prova sufficiente che l'immobile era abitazione principale/dimora abituale del nucleo familiare; l'ente non ha potuto mantenere l'accertamento alla luce della documentazione prodotta

Esito

Favorevole al ricorrente

Prevale il privato

La controversia

avviso di accertamento IMU relativo a un immobile per il quale l'ente riteneva non fosse dovuta l'esenzione per abitazione principale; il contribuente ha contestato l'avviso fornendo documentazione probatoria idonea a dimostrare che l'immobile costituiva la sua abitazione principale e la dimora abituale del nucleo familiare, quali copie dei contratti di fornitura delle utenze, pagamenti delle relative fatture e attestati di frequenza dei corsi di danza della figlia presso un istituto nelle immediate vicinanze dell'immobile

Norme richiamate

  • d.lgs. n. 504/1992 art. 8

    l'art. 8 disciplina l'esenzione/aliquota agevolata per l'abitazione principale; nell'interpretazione data dalla decisione, la qualità di abitazione principale può essere provata dal contribuente mediante documentazione che attesti la dimora abituale del nucleo familiare

  • Cass. 9429/2018 (giurisprudenza richiamata)

    precedente giurisprudenziale che conferma la possibilità per il contribuente di dimostrare la qualifica di abitazione principale con elementi di prova documentali e circostanziali; supporta il principio che, se il contribuente produce documentazione idonea, l'accertamento deve essere disconosciuto

Massime di principio

  • L'abitazione principale/dimora abituale ai fini IMU può essere provata anche tramite documenti di natura domestica e scolastica (utenze, pagamenti, attestati di frequenza), non solo tramite iscrizione anagrafica.
  • Se il contribuente deposita prova documentale adeguata, l'amministrazione non può mantenere l'avviso di accertamento: l'onere di resistere all'evidenza probatoria grava sull'ente.
  • È utile conservare e presentare documentazione continuativa e riconducibile al periodo contestato (contratti di utenze intestati, ricevute di pagamento, attestati di frequenza delle scuole/attività dei componenti del nucleo) per dimostrare la dimora abituale.
  • Elementi di contesto (es. attività della famiglia nelle immediate vicinanze dell'immobile) possono integrare e rafforzare la prova dell'abitazione principale.
  • La valutazione resta comunque caso per caso: la documentazione deve essere idonea a dimostrare il collegamento effettivo e abituale del nucleo familiare con l'immobile contestato.

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