Cassazione Penale, Sentenza n. 23631/2025 del 24/06/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Scalone impugnava la conferma della condanna per falso (art. 483 c.p.) e truffa aggravata (art. 640, comma 2, n. 2 c.p.) per avere, nella domanda di partecipazione a un concorso comunale per vigile urbano, autocertificato il possesso dei requisiti richiesti (anche ai sensi dell'art. 5 legge 65/1986) nonostante fosse gravato da precedenti condanne. Il ricorrente denunciava: violazione del principio di correlazione tra imputazione e sentenza (art. 521 c.p.p.), incertezza del bando e quindi assenza del dolo per il reato di falso (art. 483), irrilevanza della falsa dichiarazione rispetto all'assunzione e quindi insussistenza della truffa (art. 640), assorbimento del falso nella truffa (art. 15 c.p.), applicabilità della causa di non punibilità per particolare tenuità (art. 131-bis c.p.), errato diniego della sostituzione della pena (art. 20-bis c.p.) e mancata acquisizione delle sentenze pregresse per verificare l'eventuale ostatività.
La decisione
La Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto che: il riferimento esplicito nel capo di imputazione e nel bando al possesso dei requisiti di cui all'art. 5 legge 65/1986 consentiva allo Scalone di conoscere l'esatto contenuto dell'addebito, perciò non sussiste violazione dell'art. 521 c.p.p.; il dolo del reato di falso è provato dalla consapevolezza del ricorrente delle proprie condanne qui ostative rispetto al requisito richiesto dal bando; la truffa finalizzata all'assunzione si consuma con la costituzione del rapporto e il danno immediato e patrimoniale è rappresentato dalla retribuzione indebita (euro 2.022,12), perciò il reato è integrato anche senza che lo svolgimento di funzioni di pubblica sicurezza fosse effettivo; falso e truffa tutelano beni giuridici diversi e concorrono tra loro (nessun assorbimento per specialità); la causa di non punibilità per particolare tenuità è stata correttamente esclusa in ragione della gravità oggettiva del fatto e dei precedenti dell'imputato; la sostituzione della pena è stata legittimamente negata per ragioni prognostiche fondate sui precedenti. Di conseguenza la condanna è confermata.
Norme richiamate
art. 483 cod. pen.
Falso ideologico: il reato richiede dolo generico, ossia la consapevolezza dell'immutatio veri; qui la Corte ha ritenuto provata la consapevolezza rispetto alle dichiarazioni rese per l'ammissione al concorso.
art. 640, comma secondo, n. 2, cod. pen.
Truffa aggravata: integrata quando la falsa dichiarazione produce un ingiusto profitto patrimoniale all'autore (qui la retribuzione percepita) e un danno immediato per l'amministrazione al momento della costituzione del rapporto.
art. 521 cod. proc. pen.
Principio di correlazione tra imputazione e sentenza: non sussiste mutamento del fatto quando l'imputato ha avuto piena contezza degli elementi strutturali dell'addebito attraverso il capo d'imputazione e gli atti processuali; la Corte ha ritenuto che ciò sia avvenuto nel caso di specie.
art. 5 legge 65/1986
"non aver subito condanna a pena detentiva per delitto non colposo o non essere stato sottoposto a misura di prevenzione"
Requisito richiesto dal bando per il possesso delle condizioni per rivestire la qualifica di ausiliario di pubblica sicurezza; la mancata veridicità della dichiarazione relativa a questo requisito è stata ritenuta rilevante ai fini del reato di falso e della truffa finalizzata all'assunzione.
art. 15 cod. pen.
Regola sulla specialità/assorbimento tra reati: la Corte ha affermato che falso ideologico e truffa tutelano beni diversi e pertanto non si assorbono vicendevolmente.
art. 131-bis cod. pen.
Causa di non punibilità per particolare tenuità: la sua applicazione richiede una valutazione complessiva della fattispecie; la Corte ha ritenuto che, per la gravità del fatto e i precedenti dell'imputato, la condizione non fosse soddisfatta.
art. 20-bis cod. pen.
Disciplina delle pene sostitutive per pene detentive brevi: la Corte territoriale ha motivatamente negato la sostituzione sulla base di una prognosi negativa fondata sulla natura e sui precedenti dell'imputato.
artt. 24 e 111 Cost., art. 6 CEDU
Richiami costituzionali e convenzionali invocati dal ricorrente in ordine al giusto processo e al diritto di difesa; la Corte ha ritenuto che tali garanzie non fossero state violate alla luce della piena conoscenza dell'addebito e del materiale probatorio da parte dell'imputato.
Massime di principio
- La correlazione tra imputazione e sentenza (art. 521 c.p.p.) non è violata se l'imputato ha avuto, tramite il capo di imputazione e gli atti di causa, piena conoscenza degli elementi fondamentali dell'addebito e ha potuto difendersi su quelli.
- Una dichiarazione resa in un bando di concorso che attesti il possesso di requisiti legalmente determinati (es. art. 5 L. 65/1986) è rilevante penalmente se il dichiarante è consapevole della sua falsità: questo soddisfa il dolo necessario per il reato di falso (art. 483 c.p.).
- La truffa finalizzata all'assunzione si consuma con la costituzione del rapporto di lavoro e il danno patrimoniale rilevante può consistere nella retribuzione indebitamente percepita dall'assunto; non è necessario che l'incarico comporti l'effettivo svolgimento di funzioni che richiedono il requisito dichiarato.
- Falso ideologico e truffa tutelano beni giuridici diversi (pubblica fede vs. patrimonio) e possono concorrere: non sempre si verifica assorbimento per specialità.
- La causa di non punibilità per particolare tenuità (art. 131-bis) richiede una valutazione globale della fattispecie comprensiva della gravità dell'offesa e dei precedenti dell'autore; precedenti specifici e gravità oggettiva possono escluderla.
- La concessione di pene sostitutive per pene detentive brevi è rimessa a valutazione prognostica del giudice; la sola brevità della pena non garantisce la sostituzione se emergono indizi di inaffidabilità o precedenti rilevanti.
- In fase difensiva, è opportuno acquisire e documentare le sentenze pregresse per verificare la reale incidenza delle condanne sui requisiti di legge: la mancata acquisizione può essere criticabile ma non sempre è causa di annullamento se i fatti risultano comunque provati.
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