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Circolare

Circolare numero 150 del 11-6-1991

INPS

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La circolare definisce e uniforma le modalità di controllo delle prestazioni non pensionistiche, articolando la funzione su tre livelli: strutture periferiche/SAP-Centri Operativi, Sedi regionali e livello centrale. Vengono elencate le procedure di pagamento soggette a verifica, distinte tra automatizzate con lista di controllo, automatizzate senza lista e manuali, e sono indicate le modalità operative di riscontro tra pratiche e liste, con obbligo di sospendere i pagamenti in caso di difformità. Per le Sedi regionali sono fissati criteri di programmazione semestrale del controllo, campionamento minimo e obiettivi di coordinamento e recupero. Al livello centrale è previsto, dal 1° gennaio 1992, l’invio semestrale di riepiloghi statistici tramite una procedura automatizzata con "fogli elettronici" Lotus 123, con istruzioni tecniche per ricezione e trasmissione.

Disposizioni sul controllo delle prestazioni non pensionistiche su tre livelli

Controllo delle prestazioni non pensionistiche su tre livelli

La circolare interviene a completamento delle precedenti disposizioni sulla revisione delle pratiche amministrative, con l’obiettivo di uniformare e rendere più rigorosa la funzione di controllo delle prestazioni non pensionistiche. Essa definisce un modello organizzativo articolato su tre livelli — SAP/Centri Operativi, Sedi regionali e livello centrale — e disciplina sia le modalità di verifica dei pagamenti sia i flussi informativi destinati al monitoraggio dell’attività di controllo.

Finalità della revisione e quadro generale

La funzione di controllo viene richiamata come presidio della legittimità degli atti, della regolarità dell’iter procedurale, del rispetto della normativa di riferimento e della qualità del prodotto finale, intesa sia come esattezza delle informazioni trattate sia come correttezza delle risultanze dell’elaborazione. A seguito della circolare n. 113 del 16 maggio 1990, la Direzione Generale fornisce quindi specifiche operative per i cicli di prodotto e per le procedure delle prestazioni non pensionistiche, integrando le disposizioni già impartite con la circolare n. 247 del 23 novembre 1989 e con la circolare n. 220 del 24 ottobre 1989.

Livello SAP/Centri Operativi: oggetto del controllo

Al primo livello la verifica si sviluppa su due direttrici:

  • controllo, nel campione determinato, della qualità del prodotto;
  • verifica della rispondenza, al termine di ciascuna elaborazione, tra gli intestatari dei pagamenti e le pratiche elaborate.

Per rendere omogenea l’attività di verifica, la circolare ricostruisce l’intero novero delle procedure di pagamento non pensionistiche e le raggruppa in tre categorie:

  • procedure automatizzate con emissione di liste di controllo;
  • procedure automatizzate senza emissione di liste di controllo;
  • procedure manuali, effettuate a mezzo modello IP.6.bis.

Procedure soggette a controllo e modalità operative

Tra le procedure automatizzate con liste di controllo sono indicate, in particolare:

  • PGM 4651: liquidazione DS/ANF lavoratori dipendenti non agricoli;
  • PGM 6700: liquidazione DS/ANF/AF lavoratori agricoli;
  • PGM 7440: liquidazione integrazione salariale agricola;
  • PGM 3900: liquidazione diretta indennità malattia e maternità;
  • PGM 7400: liquidazione compensi per visite mediche di controllo;
  • PGM 4790: liquidazione prestazioni ACT;
  • PGM 6040: liquidazione integrazione salariale industria;
  • PGM 4955: liquidazione TFR;
  • PGM 4422: liquidazione prestazioni varie, come congedo matrimoniale e ANF per aspettativa sindacale.

Tra le procedure automatizzate senza liste di controllo sono menzionate:

  • PGM PNRACD: liquidazione AF ai CD/CM;
  • PGM 4501: liquidazione ANF ai lavoratori domestici.

Le procedure manuali riguardano i pagamenti disposti eccezionalmente fuori dai flussi automatizzati, mediante modello IP.6.bis.

Verifica delle pratiche e gestione delle difformità

Per le procedure di tipo A il controllo avviene confrontando i nominativi riportati nella lista di controllo con quelli delle singole pratiche. Per la procedura 4651 la circolare distingue tra liquidazione della DS ordinaria, liquidazione della DS con requisiti ridotti e liquidazione dei conguagli, prevedendo l’uso delle liste emesse per singolo ufficio pagatore e del modello riepilogativo DS30 nella prima ipotesi, oppure della lista "pagamenti vari" nella seconda.

Per le procedure di tipo B la verifica richiede una stampa aggiuntiva della lista assegni, da utilizzare come lista di controllo. Per le procedure di tipo C il modello IP.6.bis assume valore di lista di controllo.

Se emerge una discordanza tra le liste disponibili e le pratiche liquidate, l’addetto al controllo deve sospendere l’invio dell’assegno o dell’ordinativo di pagamento non riscontrato e informare il Dirigente dell’Ufficio, che è tenuto ad accertare le cause e ad adottare le iniziative di competenza nell’ambito delle funzioni di coordinamento, vigilanza e controllo.

Formalizzazione e conservazione degli atti di controllo

Al termine della verifica, le liste di controllo comparate devono essere datate e firmate dall’addetto e conservate dal Dirigente dell’Ufficio, o da persona da lui delegata, in una raccolta cronologica contraddistinta da numero progressivo. Insieme alle liste devono essere conservati anche i tagliandi di controllo degli assegni, ove emessi dalla procedura. Per i Centri Operativi, tali adempimenti sono demandati al Direttore del Centro Operativo o a un suo delegato per le pratiche di propria competenza.

Flussi informativi e monitoraggio

La circolare sottolinea che il controllo non deve esaurirsi nella singola verifica, ma deve alimentare flussi informativi di Sede idonei a realizzare un monitoraggio costante dell’efficacia dei presidi posti a tutela della qualità del processo produttivo. A tale proposito vengono richiamate le disposizioni della circolare n. 53 del 23 febbraio 1991.

Livello regionale: funzione aggiuntiva e programmazione semestrale

Al secondo livello viene confermata la funzione aggiuntiva delle Sedi regionali rispetto al controllo già esercitato dalle strutture periferiche, in coerenza con le circolari n. 113/90 e n. 216 del 4 ottobre 1990. La circolare precisa che ciascuna Sede regionale deve programmare, nell’ambito di ogni semestre solare, il controllo di tutte le strutture periferiche.

In occasione di ciascun accesso, devono essere individuate le lavorazioni svolte nel semestre antecedente, relative alle diverse tipologie di prestazioni erogate, e devono essere selezionati i fascicoli da sottoporre a esame.

Criteri del campione regionale

Il campione deve, ove possibile, rappresentare tutti i processi produttivi e deve rispettare due soglie minime:

  • non meno del 10% delle liquidazioni effettuate;
  • un budget pari ad almeno il 20% della spesa sostenuta nel semestre.

La verifica regionale si inserisce inoltre in un’attività più ampia di coordinamento e verifica di funzionabilità delle Sedi.

Obiettivi dell’attività regionale di controllo

La funzione aggiuntiva regionale deve essere orientata a:

  • eliminare errori e anomalie riscontrate;
  • segnalare tempestivamente le situazioni utili all’immediato recupero di somme indebitamente erogate;
  • raccordarsi con le Direzioni delle Sedi sui tempi e sulle modalità di riforma dei provvedimenti e sull’eventuale colpa o dolo nel procedimento decisionale;
  • verificare la razionalità e la congruità degli assetti organizzativi;
  • ripristinare condizioni idonee ad assicurare il corretto andamento dei processi produttivi.

Livello centrale e trasmissione dei riepiloghi

Dal 1° gennaio 1992 le Sedi regionali devono trasmettere con cadenza semestrale alla Direzione Generale un riepilogativo delle risultanze del controllo sulle prestazioni non pensionistiche. La trasmissione avviene tramite una procedura automatizzata che consente la ricezione e l’invio di prospetti statistici già predisposti.

Procedura automatizzata e "fogli elettronici"

La procedura utilizza "fogli elettronici" predisposti con Lotus 123 versione 2 e memorizzati nel Sistema Centrale nella libreria denominata FIR.FI2096.NPEN. Ogni Sede regionale riceve il foglio sul proprio personal computer, vi inserisce i dati del semestre e, al termine, lo trasmette al Sistema Centrale.

I dati devono essere inviati entro il giorno 10 del mese successivo alla scadenza del semestre solare di riferimento. I fogli elettronici restano disponibili dal giorno 1 del mese precedente fino al giorno 10 del mese di trasmissione.

Istruzioni tecniche per ricezione e invio

Per la ricezione del foglio elettronico la circolare richiede:

  • l’uso di un Personal Computer P500 o PS2 collegato al Sistema Centrale;
  • l’attivazione del collegamento con utente TSO e verifica della dicitura "READY";
  • il passaggio alla finestra PC;
  • l’esecuzione del comando RECEIVE nella forma indicata.

Per la trasmissione al Sistema Centrale:

  • si attiva nuovamente il collegamento;
  • si seleziona il comando SEND nella forma prevista;
  • l’esito positivo è confermato dal messaggio "file transfer completed".

In caso di esito negativo, l’operazione deve essere ripetuta e, se necessario, deve essere contattato il Gruppo Tecnico presso l’Ufficio Area di Controllo di Gestione della Direzione Centrale per la Politica Organizzativa, interno 3994.

Punti principali

Finalità e inquadramento della revisione

La circolare richiama le precedenti disposizioni sulla revisione delle pratiche amministrative, finalizzate a garantire legittimità degli atti, regolarità dell’iter procedurale, rispetto della normativa di riferimento e qualità del prodotto finale. In questo contesto viene sciolta la riserva della circolare n. 113 del 16 maggio 1990 e vengono fornite specifiche di controllo per i cicli di prodotto e per le prestazioni non pensionistiche, con omogeneizzazione delle modalità di esercizio della funzione di controllo.

Controllo di livello SAP/Centri Operativi

A livello periferico il controllo si svolge su due direttrici: verifica della qualità del prodotto nel campione determinato e verifica di corrispondenza, al termine di ciascuna elaborazione, tra intestatari dei pagamenti e pratiche elaborate. La circolare ricostruisce le procedure di pagamento non pensionistiche in tre gruppi: automatizzate con liste di controllo, automatizzate senza liste e manuali. Per ciascun gruppo sono definite le modalità di riscontro e gli strumenti da utilizzare.

Classificazione delle procedure di pagamento

Sono indicate come procedure automatizzate con emissione di liste di controllo, tra le altre, le liquidazioni DS/ANF per lavoratori dipendenti non agricoli e agricoli, integrazione salariale agricola e industria, indennità di malattia e maternità, compensi per visite mediche di controllo, prestazioni ACT, TFR e prestazioni varie. Sono invece indicate come automatizzate senza liste di controllo le liquidazioni di AF ai CD/CM e di ANF ai lavoratori domestici. Le procedure manuali riguardano i pagamenti effettuati a mezzo modello IP.6.bis.

Modalità operative di verifica e gestione delle discordanze

Per le procedure di tipo A la verifica avviene confrontando i nominativi della lista di controllo con quelli delle singole pratiche; per la procedura 4651 è prevista una distinzione tra DS ordinaria, DS con requisiti ridotti e conguagli, con uso di liste diverse in relazione alla fattispecie. Per le procedure di tipo B è richiesta una stampa aggiuntiva della lista assegni da usare come lista di controllo. Per le procedure manuali il modello IP.6.bis assume valore di lista di controllo. In caso di difformità tra liste e pratiche liquidate, l’addetto deve sospendere l’invio dell’assegno o dell’ordinativo non riscontrato e segnalare la circostanza al Dirigente dell’Ufficio, che deve accertarne le cause e intervenire per competenza.

Formalizzazione e conservazione delle verifiche

Terminate le verifiche, le liste di controllo comparate devono essere datate e firmate dall’addetto al controllo e conservate dal Dirigente dell’Ufficio, o da un delegato, in una raccolta cronologica numerata progressivamente, insieme ai tagliandi di controllo degli assegni quando emessi dalla procedura. Per i Centri Operativi tali adempimenti sono affidati al Direttore del Centro Operativo o a un suo delegato, per le pratiche di competenza.

Flussi informativi e monitoraggio

La circolare richiama anche le disposizioni della circolare n. 53 del 23 febbraio 1991, sottolineando che l’attività di controllo deve alimentare flussi informativi di sede idonei a consentire un monitoraggio costante dell’efficacia dei presidi posti a garanzia della qualità del processo produttivo.

Controllo di livello regionale

La Sede regionale mantiene una funzione aggiuntiva rispetto al controllo delle strutture periferiche, secondo le circolari n. 113/90 e n. 216 del 4 ottobre 1990. Il controllo deve essere programmato nell’arco di ciascun semestre solare su tutte le strutture periferiche. In occasione di ogni accesso, si individuano le lavorazioni del semestre precedente relative alle diverse tipologie di prestazioni e si selezionano i fascicoli da esaminare.

Criteri di campionamento regionale

Il campione di fascicoli deve, ove possibile, rappresentare tutti i processi produttivi e non può essere inferiore al 10% delle liquidazioni effettuate né a un budget pari ad almeno il 20% della spesa sostenuta nel semestre. La verifica regionale si colloca inoltre nell’ambito di una più ampia attività di coordinamento e funzionabilità delle Sedi.

Obiettivi dell’attività regionale di controllo

La funzione aggiuntiva regionale deve perseguire l’eliminazione di errori e anomalie, la segnalazione immediata per il recupero di somme indebitamente erogate, il raccordo con le Direzioni delle Sedi sui tempi e le modalità di riforma dei provvedimenti e sull’eventuale colpa o dolo, la razionalità e congruità degli assetti organizzativi e il ripristino delle condizioni idonee al corretto andamento dei processi produttivi.

Controllo di livello centrale e invio dei riepiloghi

Dal 1° gennaio 1992, con cadenza semestrale, le Sedi regionali devono trasmettere alla Direzione Generale un riepilogativo semestrale delle risultanze dell’attività di verifica in materia di prestazioni non pensionistiche. L’invio avviene tramite una procedura automatizzata descritta dalla circolare, destinata alla ricezione di prospetti statistici acquisiti presso le Sedi regionali.

Procedura informatica di ricezione e trasmissione

La procedura utilizza "fogli elettronici" predisposti con Lotus 123 versione 2, memorizzati nel Sistema Centrale nella libreria FIR.FI2096.NPEN. Le Sedi regionali ricevono il foglio sul proprio PC, compilano i dati del semestre e poi li trasmettono al Sistema Centrale. I dati devono essere inviati entro il giorno 10 del mese successivo alla scadenza del semestre; i file restano disponibili dal giorno 1 del mese precedente fino al giorno 10 del mese di trasmissione.

Istruzioni tecniche per ricezione e invio

Per la ricezione del foglio elettronico è richiesto l’uso di un Personal Computer P500 o PS2 collegato al Sistema Centrale, l’attivazione del collegamento TSO con indicazione "READY", il passaggio alla finestra PC e il comando RECEIVE nella forma indicata dalla circolare. Per la trasmissione si procede analogamente con il comando SEND; l’esito positivo è confermato dal messaggio "file transfer completed". In caso di esito negativo si ripete l’operazione e, se necessario, si contatta il Gruppo Tecnico dell’Ufficio Area di Controllo di Gestione della Direzione Centrale per la Politica Organizzativa.

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