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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 25376/2025 del 09/07/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorso per cassazione era diretto contro l'ordinanza del Tribunale del riesame di Catanzaro del 30/12/2024, che aveva riformato l'ordinanza del Gip di Crotone sostituendo la custodia in carcere con gli arresti domiciliari per Curcio Antonio, contestato per più episodi di tentata estorsione ai danni di Maiolo Cosimo. La difesa ha proposto due motivi: (1) carenza o illogicità della motivazione in relazione alla qualificazione giuridica del fatto, sostenendo che l'obiettivo del ricorrente fosse il recupero di beni materiali o del corrispondente prezzo e non l'estorsione; si lamentava inoltre la mancata considerazione del novum documentale prodotto dopo l'ordinanza genetica; (2) vizio di motivazione in ordine alla sussistenza dell'esigenza cautelare prevista dall'art. 274, comma 1, lett. c) c.p.p., in particolare circa l'attualità del pericolo di reiterazione.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Nel provvedimento la Corte ha richiamato la ricostruzione fattuale condivisa dai giudici di merito: reiterate minacce estorsive nei confronti di Maiolo Cosimo, finalizzate a recuperare l'esclusiva nell'organizzazione di eventi al Villagio "Baia degli Dei" e, per il Curcio Antonio, anche alla pretesa di una percentuale sugli incassi. La Corte ha ritenuto che le doglianze della difesa costituissero una riedizione della valutazione in fatto e non avessero individuato specifici profili giuridici idonei a fondare il sindacato di legittimità; ha confermato altresì la correttezza della valutazione delle esigenze cautelari operata dal Tribunale (con analisi della concretezza e attualità del pericolo e della proporzionalità della misura, che ha portato alla concessione degli arresti domiciliari). Per l'inammissibilità è stata disposta la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e, ai sensi dell'art. 616 c.p.p., il versamento di euro 3.000 alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 274, comma 1, lett. c) cod. proc. pen.

    La norma è stata richiamata in relazione all'esigenza cautelare del pericolo di reiterazione: il Tribunale e la Corte hanno valutato la concretezza e l'attualità del pericolo tenendo conto delle modalità e della reiterazione delle condotte, nonché della proporzionalità della misura cautelare adottata (con sostituzione della custodia in carcere con arresti domiciliari)

  • art. 616 cod. proc. pen.

    La norma è stata applicata per la condanna alle spese del procedimento e per la comminazione di una somma alla Cassa delle ammende in ragione dell'inammissibilità del ricorso e dei profili di colpa ritenuti nella sua determinazione

Massime di principio

  • In Cassazione non è consentito un riesame libero dei fatti e delle prove: i motivi che si limitano a prospettare una diversa lettura fattuale, senza indicare errori di diritto o profili specifici di illegittimità, sono in genere inammissibili.
  • Per censurare la qualificazione giuridica di un fatto è necessario indicare in che modo un elemento nuovo o una diversa interpretazione incida sul diritto applicabile; la mera proposizione di una spiegazione alternativa dei fatti non basta.
  • Nel sindacato sulle misure cautelari il giudice valuta sia la concretezza e attualità del pericolo di reiterazione sia il pericolo di inquinamento probatorio; la difesa deve affrontare entrambi i profili se intende contestare la sussistenza delle esigenze cautelari.
  • La proporzionalità della misura può portare all'adozione di misure meno afflittive (es. arresti domiciliari) ma ciò non esclude l'esistenza di esigenze cautelari: occorre dimostrare l'assenza concreta del pericolo adombrato dal giudice.
  • L'allegazione di novità documentali necessita di spiegare chiaramente la rilevanza decisiva di tali elementi rispetto alla decisione impugnata; la produzione tardiva senza dimostrazione del suo impatto giuridico è poco incisiva.
  • Ricorsi generici o privi di specificità possono comportare l'inammissibilità e l'addebito delle spese processuali e sanzioni, pertanto è importante articolare motivi di diritto precisi e supportati.

Testo integrale

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