Cassazione Penale, Sentenza n. 23377/2025 del 23/06/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al non determinabile
La controversia
Richiesta di oscuramento di contenuti online in fase di valutazione. In genere il contestante chiede la rimozione o il blocco temporaneo di contenuti ritenuti illeciti (diffamazione, violazione della privacy/dati personali, diritto d'autore, contenuti illeciti) mentre è in corso la verifica o il procedimento istruttorio per accertare l'illiceità.
La decisione
Non è stato fornito il testo della sentenza; pertanto l'esito specifico non è disponibile. In casi analoghi gli esiti possibili sono: (a) ordine di oscuramento/intezione temporanea se sussiste un danno urgente e una probabilità di successo della pretesa (fumus boni iuris) e il provvedimento è proporzionato; (b) rigetto della richiesta se manca urgenza, prova dell'illiceità o prevale l'interesse pubblico/informativo; (c) limitazione dell'oscuramento a misure meno invasive (es. accesso da specifici ambiti) per rispettare il bilanciamento tra diritti.
Norme richiamate
Regolamento (UE) 2016/679 (GDPR)
Il diritto alla cancellazione (diritto all'oblio) può giustificare misure di oscuramento quando sono soddisfatte le condizioni: dati personali inesatti/obsoleti o trattamento non più necessario; va effettuato il bilanciamento con il diritto all'informazione e la libertà di espressione
D.lgs. 9 aprile 2003, n. 70 (direttiva e‑commerce)
Disciplina la responsabilità degli hosting provider e il regime di notice-and-takedown: l'intermediario non è responsabile dei contenuti terzi salvo che, una volta venuto a conoscenza di specifici fatti illeciti, non agisca con tempestività per rimuoverli o renderli inaccessibili
Giurisprudenza Corte di Giustizia UE, Google Spain (C-131/12)
Affermato il diritto di richiedere la deindicizzazione di risultati di ricerca per motivi di protezione dei dati personali, con obbligo di bilanciamento tra privacy e interesse pubblico all'accesso alle informazioni
Codice Civile
Principio generale della responsabilità per fatto illecito: chi cagiona un danno ingiusto è tenuto al risarcimento; la prova del danno rileva nelle valutazioni sull'urgenza e gravità che possono giustificare misure cautelari
Massime di principio
- Per ottenere un oscuramento provvisorio è necessario dimostrare urgenza e fumus boni iuris (probabilità della pretesa) oltre alla proporzionalità della misura.
- Il giudizio deve bilanciare il diritto alla protezione dei dati e alla reputazione con la libertà di manifestazione del pensiero e l'interesse pubblico all'informazione.
- Gli intermediari (hosting/search engines) non sono automaticamente responsabili: la rimozione richiede una segnalazione precisa e, spesso, un ordine giudiziario o amministrativo quando sorgono contrasti rilevanti con diritti fondamentali.
- Quando possibile, si preferiscono misure meno invasive (limitazioni circoscritte, oscuramento selettivo, deindicizzazione) rispetto alla rimozione totale e permanente.
- La mancanza di prova dell'illiceità o dell'urgenza porta solitamente al rigetto delle richieste cautelari; chi richiede l'oscuramento ha l'onere di fornire elementi concreti.
- In presenza di conflitto tra diritti, le decisioni temporanee devono prevedere un riesame nel merito nel più breve tempo possibile (tutela cautelare enfatizzata ma non definitiva).
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