Circolare numero 13 del 20-04-1998 enpals
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeLa circolare conferma che, ai sensi dell'art. 21, comma 6, della legge n. 56/1987, i datori di lavoro che trasformano un rapporto di apprendistato in rapporto di lavoro a tempo indeterminato mantengono per un anno i benefici contributivi previsti per l'apprendistato. Vengono precisate le modalità di assolvimento degli obblighi contributivi verso l'Enpals, la misura del contributo datoriale e della quota lavoratore, nonché le istruzioni per la compilazione dei modelli 031/R e 031/CM con il nuovo codice agevolazione "PA". Si chiarisce inoltre che tali contribuzioni sono dovute all'Enpals solo in caso di trasformazione del rapporto, mentre per i rapporti instaurati come apprendistato gli obblighi restano in capo all'INPS secondo le regole ordinarie.
Benefici contributivi per la trasformazione dell'apprendistato in rapporto a tempo indeterminato
Benefici contributivi per la trasformazione dell'apprendistato in rapporto a tempo indeterminato
La circolare conferma l'applicazione dell'art. 21, comma 6, della legge 28 febbraio 1987, n. 56, in materia di apprendistato, ribadendo che la trasformazione del rapporto di apprendistato in rapporto di lavoro a tempo indeterminato comporta il mantenimento per un anno dei benefici contributivi originariamente previsti dalla disciplina dell'apprendistato.
Quadro normativo di riferimento
La disposizione richiamata si innesta sulla normativa di cui alla legge 19 gennaio 1955, n. 25 e successive modifiche e integrazioni. La circolare richiama inoltre la precedente nota n. 180/CS/ML del 13 luglio 1989, che aveva già illustrato le modalità applicative della norma. Il documento si limita a confermare la vigenza delle disposizioni e a precisarne l'applicazione operativa.
Obblighi contributivi del datore di lavoro
Nel caso in cui il datore di lavoro trasformi il rapporto di apprendistato in rapporto di lavoro a tempo indeterminato, per il periodo di un anno continuano ad applicarsi, nei confronti dell'Ente, gli obblighi contributivi previsti per gli apprendisti. Il datore di lavoro deve quindi versare un contributo fisso nella misura prevista per tale categoria. Per l'anno 1998, limitatamente alla quota IVS, il contributo è indicato in L. 771 al giorno e L. 4.628 alla settimana.
Quota contributiva a carico del lavoratore
La quota del lavoratore è determinata mediante una riduzione di tre punti percentuali dell'aliquota contributiva ordinaria applicabile alla generalità dei lavoratori, in conformità all'art. 21 della legge 28 febbraio 1986, n. 41. La base di calcolo è la retribuzione imponibile.
Adempimenti di compilazione della modulistica
Ai fini della compilazione dei modelli 031/R e 031/CM, le imprese devono:
- indicare nel mod. 031/CM, accanto ai nominativi dei lavoratori il cui rapporto di apprendistato sia stato trasformato in rapporto di lavoro a tempo indeterminato, tutti i dati richiesti;
- utilizzare nella colonna "codice agevolazione" il nuovo codice "PA", che sostituisce il precedente codice "CF" già indicato nella nota del 13 luglio 1989;
- riportare nel quadro A del mod. 031/R l'importo dei contributi calcolato sull'intera aliquota ordinaria, comprensiva sia della quota datoriale sia di quella del lavoratore, come se l'impresa non beneficiasse di alcuna agevolazione;
- riportare nel quadro B del mod. 031/R il codice PA, il numero dei lavoratori, la tabella relativa all'aliquota contributiva ordinaria, il numero delle giornate lavorative, la retribuzione complessiva e l'importo della contribuzione non versata per effetto dell'agevolazione.
Ambito di applicazione e competenza contributiva
La circolare precisa infine che la contribuzione in oggetto è dovuta all'Enpals esclusivamente nei casi di trasformazione del rapporto di apprendistato in rapporto di lavoro a tempo indeterminato. Nei casi in cui il personale sia semplicemente assunto come apprendista, gli obblighi contributivi restano di competenza dell'INPS, secondo le misure e le modalità stabilite dallo stesso Istituto.
Punti principali
Norma di riferimento e durata del beneficio
La circolare richiama l'art. 21, comma 6, della legge 28 febbraio 1987, n. 56, che mantiene per un anno i benefici contributivi previsti dalla legge 19 gennaio 1955, n. 25 e successive modificazioni, dopo la trasformazione del contratto di apprendistato in rapporto di lavoro a tempo indeterminato.
Contribuzione dovuta dal datore di lavoro
Per l'anno successivo alla trasformazione, il datore di lavoro deve versare un contributo fisso nella misura prevista per gli apprendisti. Per il 1998, limitatamente alla quota IVS, il contributo giornaliero è pari a L. 771 e quello settimanale a L. 4.628.
Quota a carico del lavoratore
La quota contributiva del lavoratore è calcolata applicando una riduzione di tre punti percentuali all'aliquota contributiva vigente per la generalità dei lavoratori, ai sensi dell'art. 21 della legge 28 febbraio 1986, n. 41. Il contributo va determinato sulla retribuzione imponibile.
Compilazione dei modelli 031/R e 031/CM
Le imprese devono indicare nel mod. 031/CM i lavoratori interessati, riportando il nuovo codice agevolazione "PA" nella colonna dedicata, in sostituzione del precedente codice "CF". Nel mod. 031/R devono essere esposti nel quadro A i contributi calcolati sull'intera aliquota ordinaria, come se non vi fossero agevolazioni, e nel quadro B il codice PA, il numero dei lavoratori, la tabella dell'aliquota ordinaria, le giornate lavorative, la retribuzione complessiva e l'importo della contribuzione non versata per effetto dell'agevolazione.
Ambito di competenza contributiva
La contribuzione descritta è dovuta all'Enpals solo nei casi di trasformazione del rapporto di apprendistato in rapporto a tempo indeterminato. Se il rapporto è instaurato fin dall'origine come apprendistato, gli obblighi contributivi devono essere assolti presso l'INPS, secondo le misure e modalità stabilite dall'Istituto.
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