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Sentenza civile

Cassazione Civile, Sentenza n. 8322/2022 del 15/03/2022

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del Ministero e dell'Agenzia, ha cassato la sentenza della Corte d'appello che aveva annullato l'ingiunzione e, decidendo nel merito senza ulteriori accertamenti, ha rigettato il ricorso originario della contribuente. Ha disposto l'integrale compensazione delle spese processuali.

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Controversia sull'esigibilità dell'accisa gravante su alcol etilico neutro dopo uno svincolo irregolare e un furto avvenuto nel deposito fiscale (27-28 luglio 2000). La società aveva chiesto l'abbuono dell'imposta ai sensi dell'art. 4 TUA (come modificato dall'art. 59 l. n. 342/2000), sostenendo che il furto legittimasse l'esonero; l'Amministrazione aveva emesso ingiunzione di pagamento ritenendo l'accisa dovuta.

Norme richiamate

  • d.lgs. 26 ottobre 1995, n. 504 (TUA), art. 4

    L'abbuono dell'accisa opera solo se è provata la dispersione o la distruzione del prodotto in modo tale da impedirne l'immissione al consumo; il furto e lo spossessamento per sé non esentano dall'imposta. L'onere della prova circa la distruzione/perdita incombe sul soggetto passivo.

  • legge 21 novembre 2000, n. 342, art. 59 (modifica art. 4 TUA)

    La Corte rileva che, nonostante la modifica normativa, l'interpretazione conforme al diritto comunitario richiede che l'abbuono resti limitato ai casi di perdita/distruzione comprovata; la novella non estende l'abbuono ai casi di semplice furto che non escludano la possibile commercializzazione.

  • Direttiva 92/12/CEE, artt. 6 e 14

    Secondo la giurisprudenza della Corte di Giustizia i prodotti sono soggetti ad accisa per il solo fatto della produzione/importazione; l'esenzione per perdite dovute a forza maggiore è deroga da interpretare restrittivamente e non comprende il semplice furto quando non sussiste perdita della qualità del prodotto.

  • Direttiva 2008/118, art. 7, comma 4

    Ai fini della presente direttiva, si considera che i prodotti abbiano subito una distruzione totale o una perdita irrimediabile quando sono inutilizzabili come prodotti sottoposti ad accisa.

    La disposizione supporta un'interpretazione oggettiva di 'perdita/distruzione': rileva l'inutilizzabilità del prodotto come bene soggetto ad accisa, non la mera perdita della disponibilità da parte del depositario.

  • Giurisprudenza della Corte di Giustizia (es. SPMR C-314/06; Harry Wiston C-273/12; BP Europa C-64/15; Silcompa C-95/19)

    La Corte di Giustizia ha affermato che l'esenzione per perdite è deroga da interpretare restrittivamente e che l'immissione al consumo irregolare o lo svincolo irregolare non escludono l'esigibilità dell'accisa; l'esonero è ammesso solo se è provata la distruzione o la perdita irrimediabile.

  • art. 5-bis d.l. n. 193/2016 (definizione agevolata)

    La società ha tentato la definizione agevolata e ha stipulato un accordo conciliativo, poi risolto per mancato pagamento di una rata; la procedura di definizione non ha impedito alla Corte di decidere sul merito della pretesa tributaria.

Massime di principio

  • L'abbuono dell'accisa per prodotti in sospensione è ammesso solo se è provata la distruzione o la perdita irrimediabile che renda il prodotto inutilizzabile come bene soggetto ad accisa.
  • Il furto o lo spossessamento del prodotto, se non accompagnati da prova della perdita o distruzione, non esonerano dall'obbligo di pagamento dell'accisa; la merce potrebbe comunque entrare nel circuito commerciale.
  • Lo svincolo irregolare dei prodotti (immissione al consumo irregolare) integra una causa di esigibilità dell'accisa e non legittima automaticamente l'abbuono.
  • L'onere della prova in capo al contribuente è stringente: deve dimostrare in modo soddisfacente la perdita/distruzione per caso fortuito o forza maggiore.
  • La diligenza e le misure di vigilanza del depositario sono rilevanti: negligenze che abbiano favorito il furto possono precludere il riconoscimento dell'abbuono.
  • La giurisprudenza comunitaria impone un'interpretazione restrittiva delle esenzioni, per cui il diritto nazionale deve essere interpretato conformemente a tali principi.

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