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Sentenza civile

Cassazione Civile, Sentenza n. 8293/2022 del 15/03/2022

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione della revoca dell'agevolazione dell'imposta di registro (aliquota ridotta dell'1%) applicata all'acquisto di suoli destinati, secondo gli strumenti urbanistici e permessi rilasciati, all'edificazione di residenze universitarie; l'Agenzia aveva ritenuto che tali suoli non rientrassero nei "programmi di edilizia residenziale comunque denominati" e quindi aveva rideterminato l'imposta in misura ordinaria.

La decisione

La Cassazione ha accolto in parte il ricorso: ha ritenuto infondati il primo e il secondo motivo (relativi a carenza/omissione motivazionale) ma ha accolto il terzo e il quarto motivo (violazione di legge rispetto all'art. 1, comma 10, della tariffa allegata al D.P.R. 26 aprile 1986 n. 131). La Corte ha stabilito che la nozione di "edilizia residenziale" è ampia e può comprendere le residenze universitarie, alla luce anche della normativa e degli standard ministeriali; pertanto la CTR aveva adottato un'interpretazione eccessivamente restrittiva. La sentenza impugnata è stata cassata limitatamente ai motivi accolti e la causa rinviata alla Commissione Tributaria Regionale di Milano in diversa composizione per il proseguo, con condanna alle spese di legittimità.

Norme richiamate

  • art. 1, comma 10, della tariffa - parte prima allegata al D.P.R. 26 aprile 1986 n. 131 (modificato dall'art. 1, comma 25, della Legge 24 dicembre 2007 n. 244)

    Se il trasferimento ha per oggetto immobili compresi in piani urbanistici particolareggiati diretti all'attuazione dei programmi di edilizia residenziale comunque denominati, a condizione che l'intervento cui è finalizzato il trasferimento venga completato entro cinque anni dalla stipula dell'atto

    La Corte interpreta la norma in senso sostanziale: l'agevolazione guarda alla finalità del piano (programmi di edilizia residenziale comunque denominati) e non al mero riscontro formale della presenza di un piano particolareggiato. Possono rientrare anche interventi "specializzati" come le residenze universitarie quando lo strumento urbanistico consente l'edificabilità con finalità residenziale.

  • art. 111 Cost.

    Richiamato in relazione al principio del 'minimo costituzionale' della motivazione: la decisione deve consentire la verifica della ratio decidendi.

  • art. 360, comma 1, nn. 3,4,5 cod. proc. civ.

    Usato per inquadrare le censure in cassazione: vizio di violazione di legge (n.3), motivazione apparente/nullità (n.4) e omesso esame di fatto decisivo (n.5). La Corte precisa come vadano correttamente rubricate le censure per la loro ammissibilità e valutabilità.

  • art. 112 cod. proc. civ.

    Richiamato in relazione all'errore in procedendo per omessa deduzione del vizio di omessa pronuncia; la Corte indica quando la mancata pronuncia integra un vizio e come debba essere dedotto.

  • Legge 14 novembre 2000 n. 338 (art. 1, comma 4)

    "Gli alloggi o le residenze per studenti universitari hanno la finalità di ospitare gli studenti universitari, nonché di offrire anche agli altri iscritti alle università servizi di supporto alla didattica e alla ricerca e attività culturali e ricreative"

    La legge riconosce la finalità abitativa delle residenze per studenti, supportando l'idea che le residenze universitarie rientrano nella nozione di 'edilizia residenziale' anche se rivolte a una specifica utenza.

  • D.M. 7 febbraio 2011 n. 27 (allegato A) e D.M. 28 novembre 2016 n. 936 (allegato A)

    "La realizzazione di alloggi e residenze per studenti universitari deve garantire... funzioni residenziali e le funzioni di supporto correlate..." e definizione di "residenza per studenti o residenza studentesca"

    I decreti ministeriali forniscono criteri e definizioni tecniche che qualificano le residenze studentesche come interventi aventi funzione residenziale, rafforzando la compatibilità con l'agevolazione fiscale prevista per l'edilizia residenziale.

Massime di principio

  • Ai fini dell'agevolazione dell'imposta di registro per "programmi di edilizia residenziale comunque denominati" conta la finalità e l'effetto edificatorio dello strumento urbanistico, non la mera denominazione formale del piano (non è assolutamente necessario che esista un 'piano particolareggiato' se il PRG o altro strumento producono gli stessi risultati edificatori).
  • La nozione di 'edilizia residenziale' è ampia e può includere interventi rivolti alla residenzialità 'speciale' (es. residenze universitarie) quando l'intervento abbia funzione abitativa (anche se temporanea) e i regolamenti/standard lo qualificano come tale.
  • In giudizio tributario il giudice d'appello può motivare per relationem ad altre decisioni, ma la motivazione deve essere autosufficiente: la Corte di merito deve comunque evidenziare le ragioni della conferma e valutare le censure di parte; altrimenti la decisione può essere nulla per motivazione apparente.
  • La censura per omessa pronuncia deve essere prospettata come errore in procedendo (art. 112 c.p.c. in combinato con art. 360 n.4): non basta lamentare assenza di argomentazione se dalla decisione emerge un rigetto implicito coerente con l'impostazione logico-giuridica.
  • In casi simili è utile documentare con precisione gli strumenti urbanistici, i permessi di costruire e le clausole contrattuali (es. atti unilaterali d'obbligo) per dimostrare che l'area è suscettibile di edificazione con finalità residenziale ai fini dell'agevolazione.
  • L'agevolazione è condizionata al completamento dell'intervento entro il termine previsto (cinque anni) e tale condizione va tenuta presente nella valutazione del diritto al beneficio.

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