Salta al contenuto
Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 40930/2022 del 28/10/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Richiesta di restituzione dell'autocarro tg. ET47ONG sequestrato preventivamente in quanto ritenuto provento del reato di bancarotta fraudolenta (contestato al coniuge/amministratore della fallita) e riciclaggio (contestato alla ricorrente). La ricorrente ha dedotto che la documentazione dimostra che il veicolo non è mai stato nella disponibilità patrimoniale della società fallita in modo tale da configurare distrazione: il veicolo era soggetto a contratto di locazione finanziaria e fu effettivamente ceduto dal locatore finanziario (Mercedes-Benz Financial Services) a terzi dopo il rifiuto della curatela di subentrare, per cui non sussisterebbe il presupposto della bancarotta per distrazione né il successivo reato di riciclaggio; inoltre si deduceva carenza motivazionale del provvedimento in relazione alla pertinenzialità del bene rispetto ai reati contestati.

La decisione

La Corte di Cassazione ha accolto il primo motivo di ricorso ritenendo che il tribunale del riesame non si è confrontato con la documentazione prodotta dalla difesa e si è limitato a fare affidamento sull'informativa della Guardia di Finanza, senza cogliere l'errore nella ricostruzione dei fatti circa la titolarità e le vicende del contratto di leasing. La Cassazione ha ritenuto che il veicolo era stato effettivamente alienato legittimamente dal locatore finanziario a terzi e che, quindi, mancava il nesso che lo collegasse alla distrazione dalla massa fallimentare. Perciò ha annullato senza rinvio l'ordinanza impugnata e il decreto di sequestro del 28/7/2021 limitatamente all'autocarro tg. ET47ONG, ordinandone la restituzione alla P.D.A. Trasporti s.r.l. semplificata e disponendo la trasmissione della sentenza al Procuratore generale per gli adempimenti di competenza ex art. 626 c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 322-bis cod. proc. pen.

    art. 322-bis cod. proc. pen.

    Disciplina dell'appello al tribunale per il riesame contro le misure cautelari reali; le ordinanze emesse ai sensi di questa norma sono oggetto di impugnazione e controllo

  • art. 324 cod. proc. pen.

    Norma richiamata come parte del quadro delle misure cautelari reali soggette a riesame

  • art. 321 cod. proc. pen.

    Disciplina del sequestro preventivo; il GIP può disporre il sequestro di beni ritenuti provento di reato o comunque pertinenti al reato

  • art. 240-bis cod. pen.

    Norma sostanziale utilizzata per inquadrare la rilevanza penale di determinati beni come provento di reato (menzione dell'art.12-sexies L.356/92 inserita nella sistematica tramite questa disposizione)

  • art. 3-bis cod. pen.

    Riferimento al principio di riserva di codice richiamato nel ragionamento sulla sistematica delle norme penali applicabili

  • art. 606, comma 1, cod. proc. pen.

    art. 606, comma 1, cod. proc. pen.

    Elenca i motivi di ricorso per cassazione (la difesa ha dedotto motivi secondo questa disposizione)

  • art. 325, comma 1, cod. proc. pen.

    art. 325, comma 1, cod. proc. pen.

    Stabilisce che il ricorso per cassazione avverso le ordinanze di cui agli artt. 322-bis e 324 è ammesso solo per violazione di legge; la Corte ha usato questa regola per delimitare il controllo

  • art. 173, comma 1, disp. att. cod. proc. pen.

    art. 173, comma 1, disp. att. cod. proc. pen.

    Norma procedurale richiamata in ordine al deposito/sintesi dei motivi di ricorso (richiesta di sintesi per la cassazione)

  • art. 626 cod. proc. pen.

    Disciplina gli obblighi di comunicazione alla Procura generale in caso di annullamento di provvedimenti cautelari, come disposto dalla Cassazione

Massime di principio

  • Il giudice chiamato a valutare la legittimità di un sequestro preventivo deve esaminare compiutamente la documentazione prodotta dalla difesa e non limitarsi a fare esclusivo affidamento su informative della polizia giudiziaria.
  • Nei contratti di locazione finanziaria il locatore conserva la titolarità del bene fino a un valido trasferimento; transazioni compiute dal locatore dopo il rifiuto della curatela o in assenza di poteri della fallita possono interrompere il nesso di appartenenza del bene alla massa fallimentare.
  • Per qualificare un bene come "provento" di reato o come bene pertinenziale rispetto a reati come la bancarotta per distrazione e il riciclaggio è necessario dimostrare un nesso temporale e materiale tra l'illecito e l'effettiva disponibilità/alienazione del bene; catene di passaggi legittimi possono rompere tale nesso.
  • La carenza di motivazione o la mancata considerazione di documenti rilevanti può rendere illegittimo un provvedimento di limitazione patrimoniale, comportandone l'annullamento e la restituzione del bene sequestrato.
  • In situazioni analoghe è fondamentale verificare le date dei fatti (es. data di fallimento vs. data di acquisto/riscatto/cessione) e la titolarità reale del bene per stabilire se sussistono i presupposti per misura cautelare reale.

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.