Sentenza del 28/05/2015 n. 11965 - Corte di Cassazione
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Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
Prevale il privato
La controversia
L’Agenzia delle Entrate ha impugnato la sentenza della Commissione Tributaria Regionale sostenendo, ai sensi dell’art. 360, comma 1, n. 5, c.p.c., l’insufficiente motivazione su un fatto controverso e decisivo. In particolare, contestava che la CTR avesse ridotto i valori accertati ai fini dell’imposta di registro senza indicare adeguati elementi giustificativi, limitandosi a generici riferimenti all’ubicazione, alla consistenza e alla natura delle particelle, al potenziale reddito e a una perizia giurata, senza spiegare adeguatamente perché la stima dell’UTE non fosse rappresentativa del valore di mercato.
La decisione
La Corte di cassazione ha respinto il ricorso dell’Agenzia delle Entrate. Ha ritenuto sufficiente la motivazione della CTR, che aveva esaminato la certificazione urbanistica e la perizia giurata della contribuente, distinguendo le diverse destinazioni urbanistiche dei terreni e dei fabbricati e determinando i valori sulla base del reddito dominicale per le aree agricole e dei valori di mercato per le particelle edificabili. La Cassazione ha inoltre ribadito che la scelta e la valutazione delle prove spettano al giudice di merito e non possono essere rivalutate in sede di legittimità, salvo vizi motivazionali rilevanti. Le spese processuali sono state integralmente compensate.
Norme richiamate
Art. 360, comma 1, n. 5, codice di procedura civile
Insufficiente motivazione su fatto controverso e decisivo
La norma consente di ricorrere per cassazione denunciando un vizio della motivazione relativo a un fatto controverso e decisivo. Nel caso concreto, la Corte ha ritenuto che la motivazione della CTR fosse sufficiente e non meramente apparente.
Disciplina dell’imposta di registro sul valore dei beni oggetto di permuta
Il valore dei terreni e dei fabbricati deve essere determinato considerando le caratteristiche concrete dei singoli beni, la destinazione urbanistica, la loro edificabilità o natura agricola e gli elementi probatori disponibili, inclusi certificazioni urbanistiche e perizie.
Massime di principio
- In materia di rettifica del valore ai fini dell’imposta di registro, il giudice deve considerare la concreta destinazione urbanistica delle singole particelle e non può attribuire un valore uniforme a beni con caratteristiche differenti.
- Una perizia giurata prodotta dal contribuente può costituire un elemento probatorio idoneo a giustificare la rideterminazione del valore, purché sia valutata insieme agli altri documenti disponibili.
- La Corte di cassazione non può sostituire la propria valutazione a quella del giudice di merito sulle prove e sui valori di mercato, salvo che la motivazione sia totalmente omessa, apparente, illogica o basata su dati manifestamente contraddittori.
- Per le aree agricole possono essere utilizzati criteri collegati al reddito dominicale, mentre per le particelle edificabili o urbanisticamente più pregiate è necessario considerare i valori di mercato e l’effettiva potenzialità edificatoria.
- L’Amministrazione finanziaria che contesta una valutazione ridotta deve confrontarsi specificamente con gli elementi utilizzati dal giudice o dal contribuente e spiegare concretamente perché la propria stima rappresenti meglio il valore venale del bene.
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