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Sentenza civile

Cassazione Civile, Sentenza n. 4848/2021 del 23/02/2021

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I.C.A. e il Comune di Chiavari impugnavano la sentenza del Consiglio di Stato che aveva annullato il regolamento comunale n.48/2014 che assoggettava a canone non ricognitorio le concessioni d'uso di infrastrutture e suolo pubblico per condutture (reti di distribuzione). I ricorrenti deducevano, in sintesi: difetto di giurisdizione e pronunciamento ultra petita del giudice amministrativo (avrebbe deciso su profili non dedotti dalle parti), contraddittorietà e travisamento della motivazione; in via subordinata chiedevano rinvio pregiudiziale alla Corte di Giustizia UE invocando l'art.47 della Carta dei diritti fondamentali per presunta violazione del diritto a un ricorso effettivo.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato entrambi i ricorsi inammissibili. Ha ritenuto che le censure relative a un presunto pronunciamento ultra petita non fossero formulate con la necessaria specificità richiesta per l'ammissibilità in cassazione e che le doglianze consistessero in errori di interpretazione o di merito del giudice amministrativo, non sindacabili in questa sede salvo ipotesi di assoluto o relativo difetto di giurisdizione. Il rinvio pregiudiziale alla Corte di Giustizia UE è stato giudicato inammissibile per mancata indicazione delle norme dell'Unione rilevanti e dell'effettivo rapporto tra diritto UE e normativa nazionale. I ricorrenti sono stati condannati al pagamento delle spese di giudizio e all'ulteriore contributo unificato previsto dalla normativa.

Norme richiamate

  • d.lgs. 30 aprile 1992, n.285 (Codice della strada), art.27

    Secondo la giurisprudenza richiamata, l'imposizione del canone non ricognitorio richiede il rilascio di un titolo abilitativo o concessorio che individui l'uso individuale della sede stradale e comporti una limitazione o condizionamento apprezzabile dell'uso pubblico della risorsa viaria

  • d.lgs. 30 aprile 1992, n.285 (Codice della strada), art.25

    La nozione di attraversamento e uso della sede stradale va interpretata tenendo conto dell'art.25: opere che non ostacolano la circolazione (es. infrastrutture interrate senza incidenza sulla viabilità) difficilmente giustificano l'imposizione del canone non ricognitorio

  • Costituzione, art.111, comma 8

    Richiamato nei termini del sindacato di legittimità: la Corte di cassazione limita il controllo 'per motivi inerenti alla giurisdizione' alla verifica di difetto assoluto o relativo di giurisdizione

  • Codice del processo amministrativo, art.110

    Riferimenti ai limiti della giurisdizione amministrativa e al corretto ambito del sindacato di legittimità

  • TFUE, art.267

    Il rinvio pregiudiziale alla Corte di Giustizia UE non è automatico: il giudice nazionale deve valutare la necessità del rinvio e la parte deve precisare le norme UE rilevanti e il rapporto con la normativa nazionale

  • Carta dei Diritti Fondamentali dell'Unione Europea, art.47

    Invocata dai ricorrenti in relazione al diritto a un ricorso effettivo, ma la Corte ha rilevato che non è stata adeguatamente collegata a disposizioni UE concrete tali da giustificare il rinvio

  • d.P.R. n.115/2002, art.13, comma 1-quater (come introdotto dalla L. n.228/2012)

    Norma procedurale che impone il versamento, in caso di soccombenza, dell'ulteriore importo a titolo di contributo unificato; la Corte ha dato atto della sua applicabilità

Massime di principio

  • La Corte di cassazione verifica il difetto di giurisdizione solo nelle ipotesi di difetto assoluto o relativo: censure che rappresentano errori di interpretazione del giudice amministrativo non sono di norma ammissibili in cassazione come motivi 'inerenti alla giurisdizione'.
  • L'allegazione di pronuncia ultra petita richiede in cassazione una precisa ricostruzione testuale della domanda originaria e della pronuncia impugnata; affermazioni generiche sono inammissibili.
  • Le richieste di rinvio pregiudiziale alla Corte di Giustizia UE (art.267 TFUE) sono inammissibili se non indicano chiaramente le disposizioni di diritto UE rilevanti e il rapporto concreto tra esse e la normativa nazionale applicabile alla controversia.
  • In tema di canone per l'uso del suolo o della sede stradale, la legittimità dell'imposizione dipende dall'esistenza di un titolo autorizzatorio/concessorio che limiti effettivamente l'uso pubblico della risorsa; infrastrutture sotterranee che non incidono sulla viabilità possono non giustificare il canone non ricognitorio.
  • L'inammissibilità del ricorso comporta in generale condanna alle spese e l'applicazione delle regole sul contributo unificato aggiuntivo quando previste dalla normativa processuale.

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