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Cassazione Civile, Ordinanza n. 05605/2026 del 12/03/2026

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

ACCOGLIMENTO CON RINVIO

Favorevole al ricorrente (proprietario)

La controversia

Il proprietario di alcuni immobili siti in Caltanissetta subiva l'espropriazione dei beni e accettava l'indennità determinata dalla terna arbitrale per l'ablazione. Nel successivo decreto di esproprio, però, l'indennità di occupazione temporanea per il periodo compreso tra l'immissione in possesso e la notificazione del decreto veniva calcolata dall'espropriante soltanto sulla base del valore del terreno, escludendo il valore dei fabbricati insistenti sull'area. L'interessato proponeva opposizione davanti alla Corte d'appello, sostenendo che l'art. 50 del d.P.R. 327/2001, richiamato dall'art. 22-bis, dovesse essere interpretato nel senso di commisurare l'indennità di occupazione all'intero valore del cespite espropriato, comprensivo degli immobili. La Corte d'appello rigettava la domanda ritenendo che la norma facesse riferimento alla sola area-suolo. Con il ricorso per cassazione venivano dedotti due motivi: violazione e falsa applicazione degli artt. 22-bis, quinto comma, e 50 del d.P.R. 327/2001, nonché vizio motivazionale e ulteriore violazione dell'art. 12 preleggi, per avere la Corte territoriale limitato la base di calcolo al solo terreno.

La decisione

La Corte di cassazione ha accolto entrambi i motivi di ricorso, ritenendo errata l'interpretazione della Corte d'appello. Ha affermato che il termine "area" di cui all'art. 50 del d.P.R. 327/2001, richiamato dall'art. 22-bis, non indica soltanto il suolo, ma il bene immobile oggetto di occupazione, comprensivo anche dei fabbricati insistenti sull'area. Pertanto l'indennità di occupazione deve essere calcolata sull'intera indennità dovuta per l'esproprio del cespite e non sulla sola quota riferita al terreno. La sentenza impugnata è stata cassata con rinvio alla Corte d'appello di Caltanissetta in diversa composizione, anche per le spese.

Norme richiamate

  • art. 22-bis d.P.R. 8 giugno 2001, n. 327

    quinto comma; richiamato anche il quarto comma nel principio di diritto

    la disciplina dell'occupazione d'urgenza rinvia al criterio di quantificazione previsto dall'art. 50 per l'indennità di occupazione

  • art. 50 d.P.R. 8 giugno 2001, n. 327

    nel caso di occupazione di un'area, l'indennità annua pari a un dodicesimo di quanto sarebbe dovuto per l'esproprio dell'area va calcolata sul bene immobile complessivamente considerato, comprensivo dei fabbricati insistenti sul suolo

  • art. 12 disp. prel. c.c.

    richiamato dal ricorrente per sostenere un'interpretazione letterale e sistematica della norma espropriativa

  • art. 21 d.P.R. 8 giugno 2001, n. 327

    richiamato in fatto con riferimento alla determinazione dell'indennità da parte della terna arbitrale

  • art. 360 c.p.c., n. 3

    base del primo motivo di ricorso per violazione e falsa applicazione di legge

  • art. 360 c.p.c., n. 5

    base del secondo motivo di ricorso per vizio di motivazione

  • art. 380-bis c.p.c.

    richiamo al rito camerale di trattazione

  • d.P.R. 8 giugno 2001, n. 327

    testo unico sulle espropriazioni cui si riferisce la disciplina dell'occupazione e dell'indennità

Massime di principio

  • Nel sistema del testo unico sulle espropriazioni, il termine "area" non va inteso in senso restrittivo come mero suolo, ma in senso comprensivo del cespite immobile complessivamente occupato, salvo che la legge usi espressioni diverse per riferirsi al solo terreno.
  • L'indennità di occupazione legittima va commisurata all'intera indennità di espropriazione effettivamente dovuta per il bene oggetto di ablazione, senza scindere il valore del suolo da quello dei fabbricati insistenti sull'area.
  • È censurabile la motivazione del giudice di merito che, da un lato, riconosca che l'occupazione dell'area comporta la sottrazione di disponibilità anche dei fabbricati e, dall'altro, limiti la base di calcolo dell'indennità al solo terreno, producendo un esito logicamente incoerente.
  • L'interpretazione della disciplina indennitaria deve essere sistematica e coerente con la finalità di compensare la perdita della disponibilità del bene occupato, evitando soluzioni che azzerino o comprimano irragionevolmente l'indennità quando sull'area insista un fabbricato.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioniCompravendita immobiliareContratto preliminare
RamiProcesso civileImmobiliare
SottomaterieRicorso per cassazione
IstitutiOnere della prova

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