Cassazione Penale, Sentenza n. 05126/2026 del 09/02/2026
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Conflitto di competenza negativo relativo all'individuazione del giudice competente a procedere nei confronti di Gianluca Costa per il reato di cui all'art. 640, primo comma, cod. pen. (truffa). La controversia nasceva dalla presenza di due distinti bonifici effettuati dalla persona offesa (23/11/2018 su conto presso l'Agenzia UBI Banca di Bellaria Igea Marina; 22/03/2019 su conto presso l'Agenzia di Moncalieri della Banca di Asti) e dalla diversa qualificazione della condotta: il Tribunale di Rimini sosteneva che si trattava di una truffa a consumazione prolungata unitaria la cui consumazione si perfezionava con il saldo del 22/03/2019 (competenza Torino), mentre il Tribunale di Torino aveva ritenuto le fasi autonome e quindi di propria incompetenza, valutando competente Rimini per i pagamenti anteriori.
La decisione
La Corte ha dichiarato sussistente il conflitto negativo e ha disposto la competenza del Tribunale di Torino. Motivazione: secondo la prospettazione accusatoria (capo di imputazione ex art. 640, primo comma), la truffa si configura come un'operazione unitaria a consumazione prolungata articolata in più fasi; il momento della consumazione coincide con la cessazione della situazione di illegittimità, ossia con il versamento del saldo (89.930,00 euro) il 22/03/2019 sul conto di Moncalieri, per cui competente a procedere è il Tribunale territorialmente competente per quel luogo. La decisione richiama precedenti di Sezione che distinguono la truffa a consumazione prolungata dalla pluralità di reati autonomi.
Norme richiamate
art. 30 cod. proc. pen.
Norma applicata per sindacare e risolvere il conflitto di competenza fra organi giurisdizionali; accertato il conflitto negativo, la Corte decide quale sia l'organo competente
art. 640, primo comma, cod. pen.
Testo del reato contestato (truffa). Nella lettura adottata, può essere riferito a una "truffa a consumazione prolungata" quando la condotta fraudolenta è unitaria e si realizza mediante più disposizioni patrimoniali collegate
Giurisprudenza: Sez. 2, n. 57287 del 30/11/2017 (Trivellini); Sez. 2, n. 47247 del 06/10/2015 (Del Gaudio); Sez. 2, n. 26256 del 24/04/2007 (Cornello)
Principio secondo cui la truffa a consumazione prolungata si configura quando i singoli pagamenti sono riconducibili a un unico comportamento fraudolento; il momento della consumazione è quello in cui cessa la situazione di illegittimità (da cui decorre la prescrizione) e determina la competenza territoriale
Massime di principio
- Quando la fattispecie di truffa comporta più disposizioni patrimoniali, valutare se esista un progetto fraudolento unitario: se sì, la fattispecie è da considerare a consumazione prolungata e la consumazione coincide con l'atto finale che pone fine all'illegittimità (es. il saldo).
- La competenza territoriale va individuata con riferimento al luogo in cui si perfeziona la consumazione del reato. Per la truffa a consumazione prolungata, è rilevante il luogo dell'atto decisivo (es. ultimo bonifico) che ha determinato il conseguimento dell'illecito profitto.
- In sede di risoluzione del conflitto di competenza il giudice si attiene alla prospettazione accusatoria (capo di imputazione) e non procede a un accertamento probatorio esaustivo dei fatti; conta quindi come l'azione è stata descritta dal pubblico ministero.
- La difesa può tentare di far qualificare le singole operazioni come autonome per spostare la competenza territoriale; il giudice valuta l'esistenza di un collegamento teleologico e temporale fra le fasi (volontà unitaria dell'autore, finalità e collegamento causale tra i pagamenti).
- Per prevenire conflitti, è utile documentare chiaramente nei capi di imputazione le date, i luoghi e i conti correnti coinvolti e l'elemento intenzionale unitario, quando si ritenga sussistere una truffa a consumazione prolungata.
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