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Sentenza

Sentenza del 11/03/2019 n. 1604 - Comm. Trib. Reg. per la Sicilia

Atti tributari - Motivazione risultante da atti e documenti allegati-Sufficienza

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

Prevale l’amministrazione

La controversia

La controversia riguarda la sufficienza della motivazione di un atto tributario. In particolare, si discute se l'obbligo di motivazione possa essere assolto mediante un rinvio ad altri atti o documenti, senza riprodurne integralmente il contenuto nell'atto notificato.

La decisione

La sentenza afferma che la motivazione per relationem è ammissibile: l'atto tributario può richiamare elementi di fatto contenuti in altri atti o documenti, purché tali documenti siano allegati all'atto notificato, oppure il loro contenuto essenziale sia riprodotto nell'atto, oppure siano già conosciuti dal contribuente perché precedentemente notificati. Il rinvio non può quindi essere generico o riferito a documenti non accessibili al contribuente.

Norme richiamate

  • Obbligo di motivazione degli atti tributari

    L'obbligo di motivazione può essere adempiuto anche "per relationem" mediante il riferimento ad elementi di fatto risultanti da altri atti o documenti.

    La motivazione per relationem è valida quando il contribuente può conoscere concretamente gli elementi posti a fondamento della pretesa fiscale, tramite allegazione, riproduzione del contenuto essenziale o precedente notificazione dei documenti richiamati.

Massime di principio

  • Un atto tributario non deve necessariamente contenere una motivazione integralmente autonoma: può rinviare ad altri documenti.
  • Il rinvio è legittimo solo se il contribuente ha effettiva e concreta possibilità di conoscere gli elementi richiamati.
  • Se il documento non è allegato, l'atto deve riportarne il contenuto essenziale oppure dimostrare che il contribuente lo aveva già ricevuto.
  • Un richiamo generico a documenti non identificati o non accessibili può determinare l'insufficienza della motivazione e l'illegittimità dell'atto.
  • In caso di contestazione, occorre verificare sia il contenuto dell'atto sia gli allegati e le precedenti notificazioni, valutando se consentano di comprendere la pretesa e di difendersi efficacemente.

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