Sentenza del 21/01/2020 n. 20 - Comm. Trib. Prov. Ferrara
Condizione - ordinanza sospensione - natura
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
Prevale l’amministrazione
La controversia
Il ricorrente contestava un'ordinanza di sospensione che era subordinata alla prestazione di una garanzia. Secondo il ricorrente la condizione collegata alla garanzia avrebbe dovuto avere natura sospensiva, cioè impedire l'efficacia dell'ordinanza fino alla prestazione della cauzione. L'amministrazione sosteneva invece che la previsione della garanzia mirava a tutelare l'interesse pubblico e che la condizione collegata non sospendeva l'effetto dell'ordinanza ma ne disciplinava la cessazione.
La decisione
Il giudice ha ritenuto che la clausola relativa alla prestazione della garanzia non costituisce una condizione sospensiva bensì una condizione risolutiva: l'effetto dell'ordinanza di sospensione è immediatamente operante e perdura fino al verificarsi della condizione risolutiva (ossia la prestazione della garanzia), che ne determinerà l'estinzione. Per questo motivo il ricorso è stato respinto nella parte che chiedeva la qualificazione della condizione come sospensiva e il mantenimento di effetti differenti fino all'adempimento della garanzia.
Norme richiamate
Codice civile - disciplina generale della condizione
La sentenza applica il principio civile che distingue condizione sospensiva e condizione risolutiva: qui la condizione è interpretata come risolutiva in quanto l'effetto è previsto come immediatamente operante e destinato a cessare soltanto al verificarsi della prestazione della garanzia.
Norme sul procedimento amministrativo e sull'ordinanza di sospensione
Il giudice valorizza la finalità pubblicistica dell'ordinanza e la funzione della garanzia come strumento di tutela dell'interesse pubblico, ritenendo coerente che la sospensione produca effetti immediati e che la prestazione della garanzia abbia funzione di causa che estingue tale effetto.
Massime di principio
- La qualificazione della condizione (sospensiva o risolutiva) dipende innanzitutto dal tenore dell'atto e dalla volontà dell'organo che lo ha emanato: se l'atto stabilisce effetti immediati e riconduce alla prestazione successiva la cessazione di tali effetti, la condizione è risolutiva.
- Quando la garanzia è prevista per tutelare l'interesse pubblico, è frequente che sia intesa come causa di cessazione dell'effetto (condizione risolutiva) e non come presupposto per l'operatività dell'atto (condizione sospensiva).
- Nel dubbio interpretativo il giudice guarda alla ratio dell'istituto: se l'operatività immediata dell'atto è funzionale alla protezione di interessi pubblici o alla prevenzione di pregiudizi, si privilegia la qualificazione risolutiva.
- Per il soggetto tenuto alla garanzia: se non vuole che l'atto produca effetti immediati deve ottenere, prima dell'adozione, una previsione esplicita di sospensione condizionata o misure alternative; dopo l'adozione, la mancata prestazione della garanzia difficilmente impedirà l'efficacia immediata dell'atto.
- In sede di impugnazione, chi contesta la natura della condizione dovrà dimostrare che la prestazione della garanzia era pensata come presupposto per l'efficacia (fatto che ricava da testi, finalità e contesto dell'atto), altrimenti il giudice tende a ritenere l'effetto immediatamente operante e la condizione come risolutiva.
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