Sentenza n. 12852/2026 - Roma, Sezione 3B
per l''annullamento. - del Decreto della Regione Molise – Commissario ad acta per l''''attuazione del Piano di rientro dai disavanzi del settore sanitario n. 40 del 15/12/2022, pubblicato in pari data, avente ad oggetto “Ripiano dispositivi medici anni 2015 – 2018, in attuazione dell''''articolo 9 ter del DL 19 giugno 2015, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2015, n. 125, come modificato al comma 8 dall''''articolo 1, comma 557, della legge 30 dicembre 2018, n. 145” e del relativo allegato denominato “Documento istruttorio” (di seguito, anche la “Delibera di Ripiano”); - del Decreto del Ministero della Salute di concerto con il Ministero dell''''Economia e delle Finanze 6 luglio 2022 recante “Certificazione del superamento del tetto di spesa dei dispositivi medici a livello nazionale e regionale per gli anni 2015, 2016, 2017 e 2018. (22A05189)”, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale - Serie Generale n. 216 del 15 settembre 2022 (di seguito, anche il “Decreto Payback”); - del Decreto del Ministero della Salute 6 ottobre 2022 recante “Adozione delle linee guida propedeutiche all''''emanazione dei provvedimenti regionali e provinciali in tema di ripiano del superamento del tetto dei dispositivi medici per gli anni 2015, 2016, 2017, 2018. (22A06146)”, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale - Serie Generale n. 251 del 26 ottobre 2022 (di seguito, anche il “Decreto Linee Guida” o, più semplicemente, le “Linee Guida”); - di qualsiasi altro atto presupposto richiamato nei predetti atti o comunque presupposto, connesso e/o conseguente a quelli sopra indicati, anche se non conosciuti, inclusi: - l''''intesa sancita dalla Conferenza Stato – Regioni – Repertorio atti n. 213/CSR del 28 settembre 2022 recante “Intesa, ai sensi della legge 21 settembre 2022, n.1.42, sullo schema di decreto ministeriale per l''''adozione delle linee guida propedeutiche all''''emanazione dei provvedimenti regionali e provinciali in applicazione dell''''art. 18 comma I del decreto-legge 9 agosto 2022, n. 115. Tetti dispositivi medici 2015-2018”; - l''''accordo della Conferenza Stato – Regioni Repertorio atti n. 181/CSR del 7 novembre 2019 recante “Accordo, ai sensi dell''''articolo 9-ter del decreto-legge 19 giugno 2015, n. 78, convertito con modificazioni dalla legge 6 agosto 2015, n. 125, tra il Governo, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano sulla proposta del Ministero della salute di individuazione dei criteri di definizione del tetto di spesa regionale per l''''acquisto di dispositivi medici e di modalità di ripiano per gli anni 2015 - 2016 - 2017 e 2018” (di seguito, anche l'''' “Accordo 181/CSR”); - la Circolare del Ministero della salute del 29 luglio 2019 prot. n. 22413, recante “Indicazioni operative per l''''applicazione delle disposizioni previste dall''''art. 9-ter, commi 8 e 9, del decreto legge 18 giugno 2015, n. 78”; - per quanto occorrer possa, la nota esplicativa del Ministero della Salute – Direzione Generale della Programmazione sanitaria del 5.8.2022 trasmessa alla Ricorrente dalla Regione Sardegna con la nota di riscontro all''''accesso agli atti; - per quanto occorrer possa, tutti gli atti istruttori e ricognitivi, incluse la deliberazione del Direttore Generale dell''''Azienda Sanitaria Regionale del Molise 6 dicembre 2022, n. 1446, richiamata nella Delibera di Ripiano, con la quale sono stati certificati i fatturati delle aziende fornitrici di dispositivi medici per gli anni 2015-2018, nonché la nota della Regione prot. n. 15109/2023 del 23/01/2023 a firma del Direttore del “Servizio Politica del Farmaco. Protesica. Integrativa. Cure all''''estero. Indennizzi” della Direzione Generale per la Salute della Regione Molise.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: atti statali e regionali di applicazione del payback sui dispositivi medici per gli anni 2015-2018, inclusi il decreto regionale di ripiano, il decreto ministeriale di certificazione del superamento del tetto di spesa e le linee guida ministeriali
Esito
Favorevole al resistente (amministrazioni statali e regionali)
Prevale l’amministrazione
La controversia
L'impresa ha impugnato gli atti applicativi della disciplina sul payback dei dispositivi medici per gli anni 2015, 2016, 2017 e 2018, chiedendone l'annullamento insieme agli atti presupposti, connessi e conseguenti. Nel corso del giudizio è sopravvenuto l'art. 7, comma 1, d.l. n. 95/2025, convertito dalla l. n. 118/2025, che ha previsto, per tali annualità, l'estinzione degli obblighi delle aziende mediante il versamento del 25 per cento degli importi indicati nei provvedimenti regionali e provinciali, precludendo ulteriori azioni giurisdizionali connesse agli obblighi relativi agli anni considerati. La ricorrente ha dichiarato di avere versato l'importo ridotto e di non avere più interesse alla prosecuzione del giudizio, pur senza depositare un'attestazione del pagamento.
La decisione
Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse. La decisione è stata motivata dalla dichiarazione della ricorrente di avere corrisposto la somma ridotta prevista dalla disciplina sopravvenuta e di non avere più interesse al ricorso. Il giudice non ha esaminato nel merito le censure rivolte agli atti sul payback. Le spese di lite sono state integralmente compensate tra tutte le parti, in considerazione dell'andamento del giudizio.
Norme richiamate
art. 35, comma 1, lett. c, c.p.a.
Consente la definizione del giudizio mediante declaratoria di improcedibilità quando sopravviene il difetto di interesse alla decisione.
art. 85, comma 9, c.p.a.
Richiamato quale disposizione processuale applicabile alla definizione del giudizio.
art. 7, comma 1, d.l. n. 95/2025, convertito dalla l. n. 118/2025
Per gli anni 2015, 2016, 2017 e 2018 gli obblighi a carico delle aziende fornitrici di dispositivi medici ... si intendono assolti con il versamento ... della quota del 25 per cento degli importi indicati nei provvedimenti regionali e provinciali.
La disciplina sopravvenuta consente di assolvere gli obblighi di payback relativi agli anni 2015-2018 mediante il pagamento della quota ridotta e preclude ulteriori azioni giurisdizionali connesse a tali obblighi; nel caso concreto, la dichiarazione della ricorrente di avere effettuato il versamento ha determinato la sopravvenuta carenza di interesse.
art. 9-ter, comma 9, d.l. n. 78/2015, convertito dalla l. n. 125/2015
Disposizione richiamata quale base della disciplina degli obblighi delle aziende fornitrici di dispositivi medici oggetto del payback.
art. 9-ter, comma 9-bis, d.l. n. 78/2015, convertito dalla l. n. 125/2015
Disposizione richiamata per i provvedimenti regionali e provinciali di ripiano e per le conseguenze dell'eventuale inadempimento.
Massime di principio
- Quando, nel corso del giudizio di annullamento, una disciplina sopravvenuta definisce in via agevolata gli obblighi sostanziali oggetto della controversia e il ricorrente dichiara di avervi adempiuto e di non avere più interesse alla decisione, il ricorso è improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse, senza esame delle censure di merito.
- La dichiarazione della parte sulla sopravvenuta carenza di interesse può fondare la declaratoria di improcedibilità anche quando la parte non deposita un'attestazione documentale dell'adempimento, qualora il giudice ritenga comunque non più attuale l'interesse alla decisione.
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