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Sentenza

Sentenza del 01/03/2018 n. 919 - Comm. Trib. Reg. per la Sicilia

Tarsu - Tia - Alberghi - Tariffe - spazi destinati attività ristorazione - spazi destinati attività alberghiera - vanno applicate distinte tariffe.

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

Prevale il privato

La controversia

La controversia riguarda l'applicazione delle tariffe Tarsu/Tia a una struttura alberghiera. Si sostiene che gli spazi destinati alla ristorazione producano normalmente una quantità di rifiuti maggiore rispetto agli spazi destinati all'attività ricettiva ordinaria e che, pertanto, non debbano essere assoggettati a un'unica tariffa. Gli spazi adibiti a ristorante dovrebbero essere distinti da camere, aree comuni e altri locali tipicamente alberghieri, applicando ai primi la tariffa prevista per alberghi o pensioni e ai secondi quella delle civili abitazioni.

La decisione

La soluzione indicata è l'applicazione di tariffe differenziate in base alla concreta destinazione dei locali e alla loro presumibile capacità di produrre rifiuti. In particolare, le aree di ristorazione devono essere trattate separatamente e assoggettate alla tariffa più elevata prevista per alberghi o pensioni, mentre gli spazi destinati alla normale attività ricettiva devono essere assoggettati alla tariffa delle civili abitazioni. Il testo non indica gli estremi completi del procedimento né il dispositivo formale, quindi non è possibile determinare con certezza l'esito processuale specifico o il soggetto formalmente vittorioso.

Norme richiamate

  • Art. 68 del d.lgs. n. 507/1993

    La norma consente la classificazione delle superfici e delle attività ai fini della determinazione della tariffa, valorizzando la diversa attitudine alla produzione di rifiuti. Ne deriva che locali con destinazioni d'uso differenti possono essere assoggettati a tariffe diverse.

  • Corte di Giustizia, sentenza del 16 luglio 2009

    Il richiamo giurisprudenziale è utilizzato per sostenere che la tariffa deve essere collegata alla concreta produzione di rifiuti e che, all'interno di una struttura ricettiva, è legittimo distinguere le aree di ristorazione da quelle destinate alla ricezione degli ospiti.

Massime di principio

  • Quando una struttura ricettiva comprende locali con funzioni diverse, la tariffa Tarsu/Tia non dovrebbe essere applicata indistintamente a tutte le superfici, ma dovrebbe riflettere la diversa capacità di produzione dei rifiuti.
  • Le aree di ristorazione, bar, cucine e sale per la somministrazione possono essere assoggettate a una tariffa specifica e normalmente più elevata rispetto a camere, corridoi e altri spazi destinati alla ricettività.
  • La destinazione concreta dei locali prevale sulla sola qualificazione formale dell'immobile: occorre verificare come ogni superficie viene effettivamente utilizzata.
  • Il contribuente che chiede tariffe differenziate dovrebbe documentare la suddivisione delle superfici e la relativa destinazione d'uso, ad esempio mediante planimetrie, autorizzazioni, licenze e descrizione delle attività svolte.
  • L'ente impositore deve motivare adeguatamente la classificazione tariffaria e non può applicare automaticamente la tariffa più gravosa all'intera struttura senza considerare le diverse attività esercitate.

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