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Legge

L.R. FVG 21/2018

Interventi in situazioni di crisi della filiera regionale delle carni.

Normativa regionaleL.R. FVG 21/2018Non più vigente

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La legge regionale Friuli Venezia Giulia 12 ottobre 2018, n. 21 prevede aiuti per investimenti destinati a mantenere o riattivare attività di macellazione e l’occupazione nella filiera delle carni. Gli aiuti, concessi fino al 30 giugno 2021, assumono la forma di finanziamenti agevolati o contributi in conto capitale, nel rispetto dei regimi UE sugli aiuti di Stato e con obblighi di mantenimento per 3 anni.

Interventi e aiuti per la crisi della filiera regionale delle carni in Friuli Venezia Giulia

Interventi per la crisi della filiera regionale delle carni

La legge disciplina, per il Friuli Venezia Giulia, un sistema di aiuti rivolto alle imprese della filiera delle carni fresche e trasformate in situazioni di crisi. L’obiettivo è sostenere progetti di investimento che mantengano l’attività di macellazione e, come effetto indotto, la produttività e l’occupazione del settore.

Regime degli aiuti e diritto UE applicabile

Gli interventi sono concessi nel rispetto della disciplina europea sugli aiuti di Stato. Le spese relative agli investimenti sono soggette al regolamento (UE) n. 651/2014, in particolare all’articolo 17; le spese per il mantenimento dei posti di lavoro sono invece soggette al regolamento (UE) n. 1407/2013 sugli aiuti de minimis.

Soggetti beneficiari

Possono accedere agli aiuti le imprese che:

  • risultano iscritte al Registro delle imprese;
  • conducono in regione una unità tecnico-economica per macellazione, lavorazione o trasformazione delle carni, anche nello stabilimento oggetto dell’investimento;
  • rientrano nella categoria di micro, piccole o medie imprese;
  • non sono imprese in difficoltà;
  • non sono destinatarie di un ordine di recupero pendente per aiuti illegittimi e incompatibili con il mercato interno. La dimostrazione della conduzione dell’UTE può essere prodotta anche dopo la domanda, ma prima dell’erogazione.

Tipologie di aiuto

Gli aiuti sono concessi in due forme alternative:

  • finanziamento a tasso agevolato tramite il Fondo di rotazione regionale per il settore agricolo;
  • contributo in conto capitale. Le due forme non possono essere cumulate per la medesima spesa.

Investimenti e spese ammissibili

Sono ammissibili investimenti relativi a stabilimenti di macellazione, e eventualmente di lavorazione o trasformazione della carne, che consistano in:

  • acquisizione in Friuli Venezia Giulia di attivi materiali o immateriali di uno stabilimento chiuso o destinato a chiudere;
  • ampliamento dello stabilimento;
  • diversificazione della produzione con nuovi prodotti aggiuntivi;
  • trasformazione radicale del processo produttivo. Sono inoltre ammissibili, dopo la domanda, le spese per l’acquisizione degli attivi e i costi salariali collegati ai posti di lavoro creati; per i posti di lavoro mantenuti sono ammessi i costi salariali se l’impegno dura almeno 3 anni dall’acquisizione.

Misura, limiti e cumulo

Per gli investimenti agevolati ai sensi del regolamento 651/2014, l’intensità massima è pari al 20% per le piccole imprese e al 10% per le medie imprese. Per i costi salariali dei posti di lavoro mantenuti l’intensità massima è pari al 30%. Gli aiuti possono cumularsi con altre agevolazioni pubbliche nei limiti consentiti dalla normativa applicabile.

Presentazione della domanda e istruttoria

La domanda va presentata alla Direzione centrale competente; nel caso di finanziamento, anche alla banca. Deve indicare importo e tipologia degli aiuti, dati dell’impresa, ubicazione e caratteristiche degli investimenti, preventivi e perizia sul valore di mercato. Per i de minimis va allegata dichiarazione sugli aiuti ricevuti dall’impresa unica nell’esercizio in corso e nei due precedenti.

Finanziamenti agevolati

I finanziamenti coprono le spese per acquisizione degli attivi e investimenti correlati, con mutui:

  • fino a 500.000 euro per impresa;
  • durata massima di 20 anni, compreso il preammortamento;
  • preammortamento massimo di 24 mesi. L’erogazione avviene secondo la disciplina del Fondo di rotazione regionale e delle convenzioni con le banche.

Contributi in conto capitale

I contributi sono concessi con procedimento valutativo a sportello entro 60 giorni dalla domanda. I limiti massimi sono:

  • 500.000 euro per impresa per le spese di investimento;
  • 200.000 euro per le spese sui posti di lavoro mantenuti;
  • comunque non oltre 500.000 euro complessivi per impresa. È prevista la rendicontazione entro il termine fissato nel decreto di concessione. L’erogazione avviene dopo la verifica dell’esecuzione, con possibile anticipazione fino al 70% previa garanzia fideiussoria o assicurativa.

Obblighi successivi e revoca

Il beneficiario deve:

  • mantenere l’attività di macellazione e la destinazione dei beni immobili per 3 anni dalla verifica di esecuzione del progetto;
  • mantenere per 3 anni i posti di lavoro direttamente creati;
  • mantenere per 3 anni i posti di lavoro oggetto dell’aiuto per i costi salariali dei lavoratori mantenuti. La mancata osservanza dell’obbligo di mantenere l’attività comporta la revoca del finanziamento e del contributo. La violazione degli obblighi occupazionali comporta la rideterminazione proporzionale del contributo relativo ai costi del lavoro.

Durata della disciplina e copertura finanziaria

Gli aiuti previsti dalla legge si applicano fino al 30 giugno 2021. La legge autorizza per il 2018 una spesa di 500.000 euro sul bilancio regionale, compensata mediante storno da spese correnti alla spesa in conto capitale.

Entrata in vigore

La legge entra in vigore il giorno successivo alla sua pubblicazione nel Bollettino ufficiale della Regione Friuli Venezia Giulia.

Testo integrale

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