Cassazione Civile, Ordinanza n. 34248/2025 del 27/12/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente (contribuente)
La controversia
La controversia origina da un avviso di accertamento emesso per l’anno 2004 nei confronti di un contribuente, con riferimento al reddito di partecipazione nella misura del 25% in una società in accomandita semplice. Il contribuente aveva impugnato l’atto e aveva ottenuto esito favorevole sia in primo grado sia in appello, con conferma della decisione da parte della Commissione tributaria regionale. L’Agenzia delle Entrate ha quindi proposto ricorso per cassazione avverso la sentenza regionale. Nel giudizio di legittimità il contribuente si è costituito con controricorso e ha depositato domanda di definizione agevolata della lite pendente ai sensi del d.l. n. 119 del 2018, conv. con modif. nella l. n. 136 del 2018, producendo le prove del pagamento delle rate previste.
La decisione
La Corte ha rilevato che il contribuente aveva depositato in atti le quietanze di pagamento delle rate relative alla definizione agevolata della controversia pendente ex art. 6 del d.l. n. 119 del 2018. Ha quindi dichiarato l’estinzione del giudizio per cessazione della materia del contendere. Le spese sono state lasciate a carico delle parti che le avevano anticipate. Inoltre, è stato dato atto dell’insussistenza dei presupposti per il versamento, da parte del ricorrente, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato ex art. 13, comma 1-quater, d.P.R. n. 115 del 2002.
Norme richiamate
d.l. n. 119 del 2018
La presentazione della domanda di definizione agevolata e la prova del pagamento delle rate determinano la cessazione della materia del contendere nel giudizio pendente.
l. n. 136 del 2018
La disciplina di conversione è richiamata come base normativa della definizione agevolata invocata dal contribuente.
art. 13, comma 1-quater, d.P.R. n. 115 del 2002
In caso di estinzione del giudizio per cessazione della materia del contendere, la Corte esclude l’obbligo dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato quando ne difettino i presupposti.
art. 13, comma 1-bis, d.P.R. n. 115 del 2002
È richiamato come parametro del contributo unificato cui si riferisce l’ulteriore importo eventualmente dovuto.
Massime di principio
- Quando il contribuente aderisce a una definizione agevolata della lite pendente e dimostra il pagamento delle rate previste, il giudizio di legittimità deve essere dichiarato estinto per cessazione della materia del contendere.
- La cessazione della materia del contendere rende inutile la decisione sul merito dell’impugnazione proposta dall’amministrazione finanziaria.
- In presenza di estinzione del giudizio per definizione agevolata, le spese restano a carico delle parti che le hanno anticipate, salvo diversa regolazione espressa.
- L’ulteriore contributo unificato non è dovuto se, alla luce dell’esito estintivo, non sussistono i presupposti di legge per il suo versamento.
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