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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 24575/2025 del 03/07/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Richiesta di rescissione del giudicato per sentenza di condanna (Tribunale di Modena, 4/2/2022, passata in giudicato 21/6/2022) sostenendo di aver avuto conoscenza della sentenza solo in data 11/4/2024 a seguito della notifica dell'ordine di esecuzione e di non aver mai ricevuto atti processuali; deduce che il processo si era celebrato in sua assenza senza che egli avesse avuto conoscenza dell'accusa o della citazione a giudizio.

La decisione

La Corte di cassazione ha accolto il ricorso, annullando l'ordinanza della Corte d'appello e rinviando per nuovo esame. La Corte di appello aveva rigettato l'istanza basandosi sulla regolarità formale delle notifiche e sull'identificazione dell'imputato in sede di perquisizione/sequestro (10/12/2015). La Cassazione ha ritenuto che il giudice d'appello si sia limitato a valorizzare la mera regolarità delle notifiche e la conoscenza del procedimento, senza verificare l'effettiva conoscenza del processo intesa come conoscenza dell'accusa contenuta in un provvedimento formale di citazione a giudizio; ha quindi disposto il rinvio perché la questione venga riesaminata conformemente agli orientamenti di legittimità (anche acquisendo documentazione integrativa) e alle regole sulla rescissione applicabili al caso.

Norme richiamate

  • art. 629-bis cod. proc. pen.

    Regolava il rimedio della rescissione (nella versione antecedente alla riforma): non imponeva un rigoroso onere probatorio ma richiedeva l'allegazione di specifiche ragioni e elementi a sostegno; la giurisprudenza ha inteso tale onere come di allegazione, lasciando al giudice la possibilità di acquisire documentazione integrativa.

  • art. 420-bis cod. proc. pen.

    Disciplina i casi in cui si può procedere in assenza dell'imputato; gli elenchi di indici (modalità notifica, atti compiuti, nomina fiduciaria) sono meramente sintomatici e non costituiscono presunzioni legali; è necessaria la verifica dell'effettiva conoscenza del processo.

  • art. 420, comma 2-bis cod. proc. pen.

    Delinea due fasi distinte: 1) verifica formale della regolarità delle notifiche; 2) valutazione delle condizioni che legittimano la trattazione del giudizio in assenza dell'imputato (effettiva conoscenza del processo).

  • d.lgs. n. 150/2022 (riforma 'Cartabia')

    Ha ribadito e precisato i principi sull'effettiva conoscenza del processo e ha modificato l'istituto della rescissione (art. 629-bis), indicando requisiti più stringenti e la necessità della verifica dell'effettiva conoscenza; tuttavia nel caso concreto si è applicato il regime previgente per ragioni di tempus.

  • Sez. U, Innaro, n. 28912 del 28/02/2019

    Ha affermato che la conoscenza rilevante è quella dell'accusa contenuta in un provvedimento formale di citazione a giudizio e che l'avviso di conclusione indagini non è idoneo a dimostrare la conoscenza del futuro processo; distingue regolarità formale delle notifiche da effettiva conoscenza.

  • Sez. U, Ismail, n. 23948 del 28/11/2019

    Ha chiarito che la sola elezione di domicilio presso il difensore d'ufficio non è sufficiente, senza verifica dell'effettivo rapporto professionale, per ritenere provata la conoscenza del processo; ribadisce assenza di presunzioni assolute.

  • art. 89 d.lgs. n. 150/2022

    Stabilisce la disciplina transitoria: per fatti anteriori all'entrata in vigore del d.lgs. applicabili le disposizioni previgenti; nel caso, perciò, si applicano le 'vecchie norme' come interpretate dalla giurisprudenza.

  • art. 37 d.lgs. n. 150/2022

    Modifica esplicativa di art. 629-bis nella riforma: precisa i requisiti soggettivi e oggettivi per l'accesso al rimedio rescissorio (necessità di doppia prova che la dichiarazione di assenza era infondata e che l'imputato non ha potuto impugnare senza sua colpa).

  • art. 162, comma 4-bis, e legge n. 103/2017 (richiamati in dottrina/giurisprudenza)

    Rilevati nella giurisprudenza rispetto agli effetti dell'elezione di domicilio presso il difensore: l'elezione non ha effetto se non trasmessa con l'assenso del domiciliatario; sottolinea la necessità di verificare l'effettivo rapporto tra imputato e domiciliatario.

Massime di principio

  • La 'conoscenza' rilevante è l'effettiva conoscenza del processo, ossia della accusa contenuta in un provvedimento formale di citazione a giudizio; la mera conoscenza del procedimento (es. avviso di conclusione indagini) non è sufficiente.
  • La regolarità formale della notifica è necessaria ma non sufficiente: il giudice deve valutare, senza ricorrere a presunzioni legali, se è stata raggiunta l'effettiva conoscenza del processo da parte dell'imputato.
  • Gli elementi come l'identificazione durante indagini, la nomina di un difensore o la mancata comunicazione di variazione di domicilio sono indici utili ma non costituiscono prova certa della conoscenza; vanno valutati nel loro complesso e motivatamente.
  • Per la rescissione del giudicato (secondo la disciplina previgente e la giurisprudenza) l'istante deve allegare specifiche ragioni ed elementi a sostegno; il giudice può acquisire documentazione integrativa per chiarire lacune o ambiguità.
  • Dopo la riforma Cartabia, il rimedio rescissorio richiede il concorso di due condizioni cumulative (assenza dichiarata in carenza dei presupposti di art. 420-bis e impossibilità di impugnare senza colpa); nelle controversie anteriori alla riforma si applicano le norme e l'interpretazione previgente per via transitoria.
  • Prassi consigliata per situazioni simili: raccogliere e depositare documentazione che dimostri la mancata ricezione di atti (assenze di notifiche, certificazioni postali, attestazioni del difensore), dichiarazioni su domicilio effettivo, e chiedere al giudice l'acquisizione di eventuale documentazione integrativa; richiedere motivazione puntuale su perché gli indici siano ritenuti probativi dell'effettiva conoscenza.

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