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Legge

L.R. Lombardia 19/2021

Modifiche alla legge regionale 8 aprile 2020, n. 5 (Disciplina delle modalità e delle procedure di concessione delle grandi derivazioni idroelettriche in Lombardia e determinazione del canone in attuazione dell'articolo 12 del decreto legislativo 16 marzo 1999, n. 79 'Attuazione della Direttiva 96/92/CE recante norme comuni per il mercato interno dell'energia elettrica', come modificato dall'articolo 11 quater del decreto-legge 14 dicembre 2018, n. 135 'Disposizioni urgenti in materia di sostegno e semplificazione per le imprese e per la Pubblica Amministrazione' convertito, con modificazioni, dalla legge 11 febbraio 2019, n. 12)

Normativa regionaleL.R. Lombardia 19/2021

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La legge aggiorna la l.r. Lombardia 5/2020 sulle concessioni di grandi derivazioni idroelettriche: amplia e coordina definizioni, disciplina manutentiva per i concessionari prorogati, rafforza il coinvolgimento statale nelle intese e nella valutazione dei progetti, dettaglia le fasi di gara, i requisiti dei partecipanti, gli obblighi gestionali e i profili paesaggistici. Entra in vigore il giorno successivo alla pubblicazione.

Modifiche alla disciplina lombarda delle grandi derivazioni idroelettriche

Modifiche alla disciplina lombarda delle grandi derivazioni idroelettriche

La legge regionale interviene sulla l.r. Lombardia 8 aprile 2020, n. 5, che regola l’assegnazione delle concessioni di grandi derivazioni idroelettriche e il relativo canone. Le modifiche incidono soprattutto su definizioni, manutenzione degli impianti, procedura di assegnazione, requisiti dei concorrenti e tutela ambientale, paesaggistica e culturale.

Ambito della disciplina e definizioni

Il testo aggiorna la nozione di opere e beni compresi nella concessione, chiarendo che vi rientrano anche quelli inscindibilmente connessi e necessari a garantire il regolare funzionamento, la sicurezza, il mantenimento in esercizio e il controllo, anche da remoto, dei beni oggetto della concessione. Viene inoltre eliminato il riferimento a precedenti commi dell’articolo 2 e precisato che le opere richiamate sono quelle indicate nel comma 1.

Obblighi del concessionario e manutenzione degli impianti

Per il concessionario cui sia stata consentita la prosecuzione dell’esercizio oltre la scadenza della concessione, la legge conferma l’obbligo di eseguire fino al termine previsto dalla disciplina regionale tutti gli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria necessari a garantire sicurezza e regolare funzionamento delle opere. Per gli interventi eccedenti l’ordinaria manutenzione, se autorizzati o richiesti dall’amministrazione concedente, è riconosciuto un indennizzo limitato alla parte non ammortizzata, calcolata come valore contabile residuo entro il termine finale indicato dalla legge.

Intese istituzionali e coinvolgimento degli enti

Quando la Giunta regionale stipula intese in materia di concessioni, tali intese devono essere ratificate con legge regionale. Inoltre, nella valutazione dell’interesse pubblico e nell’istruttoria delle procedure, è rafforzata la partecipazione non solo degli enti competenti ma anche degli altri enti, amministrazioni e soggetti interessati. La programmazione richiamata dalla legge viene estesa anche alla dimensione paesaggistica.

Procedura di assegnazione delle concessioni

La procedura di assegnazione viene articolata in fasi puntuali: indizione della gara, pubblicazione del bando ed eventuale invio delle lettere di invito; presentazione delle istanze con documentazione tecnica, amministrativa ed economico-finanziaria; verifica preliminare di ammissibilità; valutazione dei progetti; adeguamento ai rilievi emersi; presentazione dell’offerta economica; valutazione finale; aggiudicazione secondo l’offerta economicamente più vantaggiosa; sottoscrizione del disciplinare-contratto.

Valutazioni ambientali e atti autorizzativi

Nella fase di valutazione dei progetti devono confluire, in conferenza di servizi, la verifica di assoggettabilità a VIA o la VIA, la valutazione di incidenza, l’autorizzazione paesaggistica e tutti gli altri atti di assenso previsti dalla normativa statale e regionale. Partecipano, ove necessario, anche i Ministeri competenti e gli enti gestori delle aree protette. L’atto di assegnazione con il disciplinare sostituisce gli atti ambientali e autorizzativi acquisiti in quella fase e consente l’esercizio della derivazione, l’esecuzione delle opere e, se necessario, la variante urbanistica e le procedure espropriative. La fase di valutazione non può durare oltre 365 giorni.

Requisiti dei partecipanti e contenuti progettuali

La Giunta regionale deve specificare i requisiti di capacità tecnica, organizzativa, patrimoniale e finanziaria e le relative soglie in funzione della tipologia, delle dimensioni e delle caratteristiche degli impianti e dei beni messi a disposizione. Il progetto presentato con l’istanza deve corrispondere al livello del progetto definitivo ai sensi del Codice dei contratti pubblici.

Obblighi gestionali, ambiente e paesaggio

Per ciascuna concessione la Giunta può prevedere specifici obblighi e limitazioni gestionali, anche con riferimento ai progetti di utilizzo delle opere e delle acque. Nella valutazione delle proposte si deve tener conto del piano paesaggistico regionale e della disciplina sui beni culturali e paesaggio; tra i profili valutativi rientrano espressamente anche quelli relativi al paesaggio, oltre a quelli ambientali e di biodiversità.

Entrata in vigore

La legge entra in vigore il giorno successivo alla pubblicazione nel Bollettino Ufficiale della Regione Lombardia.

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