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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 15092/2024 del 11/04/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

La ricorrente aveva chiesto l'annullamento del decreto di sequestro preventivo di Euro 55.407,44 sostenendo la mancanza di motivazione sufficiente in ordine al periculum in mora. Il Tribunale di Isernia aveva fondato il periculum principalmente sulla "naturale volatilità" del denaro e sulla facilità di occultamento, senza valutare adeguatamente la concreta consistenza patrimoniale della Amicone (oltre 40 ettari, un'abitazione e disponibilità finanziarie per oltre Euro 400.000) e l'assenza di condotte distrattive.

La decisione

La Corte ha annullato l'ordinanza impugnata e ha rinviato per nuovo giudizio al Tribunale di Isernia, disponendo che il giudice di merito valuti nuovamente e compiutamente il periculum in mora. La Corte ha richiamato il principio secondo cui, quando il sequestro preventivo riguarda somme di denaro, occorre considerare l'entità e la solidità del patrimonio del destinatario perché influiscono sul rischio di dispersione, e ha ritenuto che la motivazione del Tribunale, pur menzionando gli elementi patrimoniali e l'assenza di distrazioni, non li aveva valutati in maniera specifica e adeguata.

Norme richiamate

  • art. 321, comma 2, cod. proc. pen.

    Il sequestro preventivo finalizzato alla confisca deve contenere una motivazione concisa anche sul periculum in mora; tale motivazione deve motivare la necessità dell'anticipazione dell'effetto ablativo rispetto alla definizione del giudizio.

  • art. 322-ter, cod. proc. pen.

    Norma richiamata in relazione alle modalità del sequestro preventivo; presente nel contesto del procedimento autorizzativo del sequestro finalizzato alla confisca.

  • art. 240, cod. pen.

    Predisposizione della confisca per il reato; il sequestro preventivo era finalizzato alla confisca prevista da questa norma, giustificando la necessità di misure ablative anticipate.

  • artt. 110, 81 comma 2, 479, 640, 640-bis, cod. pen.

    Norme penali relative ai reati contestati (concorso, recidiva aggravata o circostanze, falsità ideologica, truffa e truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche). Esse delineano la fattispecie per cui è stato disposto il sequestro finalizzato alla confisca.

  • art. 324, comma 5, cod. proc. pen.

    Norma richiamata per la competenza del giudice al quale rinviare il nuovo giudizio; la Corte ha disposto il rinvio al Tribunale di Isernia in forza di questa disposizione.

Massime di principio

  • Il giudice che dispone un sequestro preventivo finalizzato alla confisca deve motivare in modo concreto e specifico il periculum in mora, non limitandosi ad affermazioni generiche sulla "volatilità" del denaro.
  • Quando l'oggetto del vincolo reale è una somma di denaro, il pericolo di dispersione va valutato rispetto all'entità e alla solidità complessiva del patrimonio del destinatario: patrimoni consistenti e assenza di condotte distrattive possono ridurre la sussistenza del periculum.
  • La semplice affermazione che il denaro è facilmente occultabile non è di per sé sufficiente; il giudice deve bilanciare questa considerazione con elementi concreti (patrimonio, rapporti bancari, condotte tenute dall'indagato).
  • Se la motivazione sul periculum è apodittica o generica, la decisione di sequestro può essere annullata con rinvio per un nuovo esame da parte del giudice di merito.
  • Esistono casi (beni il cui uso, porto, detenzione costituirebbero reato o beni tipicamente confiscabili ex lege) in cui la motivazione può essere più sintetica; tuttavia, per somme di denaro la valutazione particolareggiata è richiesta.
  • In situazioni analoghe è opportuno che la difesa raccolga e documenti la consistenza patrimoniale e l'assenza di azioni distrattive per confutare il periculum, mentre il giudice deve esplicitare il nesso tra rischio di dispersione e ragioni concrete che giustificano il sequestro.

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