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Sentenza

Sentenza del 23/03/2022 n. 211 - Comm. Trib. Reg. per la Sardegna

Avviso di accertamento - Raddoppio dei termini - Obbligo denuncia penale - Motivazione per relationem - Conoscibilità atto richiamato.

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

Prevale il privato

La controversia

impugnazione di un avviso di accertamento che veniva emesso con raddoppio dei termini, motivato per relationem richiamando un processo verbale di constatazione rivolto a un fornitore della società di cui il ricorrente è socio; il contribuente denunciava il difetto di motivazione e l'impossibilità di conoscere gli elementi della pretesa impositiva perché il verbale richiamato non era allegato né reso conoscibile

La decisione

il giudice ha ritenuto illegittimo l'avviso di accertamento per difetto di motivazione: il raddoppio dei termini, secondo la normativa vigente ratione temporis fino alla riforma del 2015, può trovare fondamento esclusivamente nella sussistenza dei presupposti dell'obbligo di denuncia penale (senza che rilevino l'effettiva presentazione della denuncia o l'accertamento del reato), ma l'Amministrazione è comunque tenuta a mettere il contribuente in condizione di conoscere tutti gli elementi della pretesa; è dunque illegittimo motivare per relationem richiamando un processo verbale indirizzato a un fornitore se detto documento non è allegato o reso conoscibile, con conseguente accoglimento del ricorso e annullamento dell'avviso

Norme richiamate

  • disposizioni previgenti sul raddoppio dei termini per l'accertamento

    il raddoppio dei termini operava fino alla riforma del 2015 quando sussistevano i presupposti dell'obbligo di denuncia penale; non è richiesta l'effettiva presentazione della denuncia né l'accertamento del reato

  • principio di motivazione degli atti amministrativi (normativa generale)

    la motivazione dell'atto impositivo deve consentire al destinatario la conoscibilità degli elementi della pretesa; la motivazione per relationem è ammissibile solo se il documento richiamato è effettivamente accessibile o allegato

  • norme in materia di obbligo di denuncia (riferimenti penali/tributari)

    l'esistenza dell'obbligo di denuncia può giustificare effetti processuali o di termine ai fini tributari, ma la sua presunzione deve essere attestata su elementi che siano conoscibili dal contribuente

Massime di principio

  • Il raddoppio dei termini per l'accertamento (nella disciplina previgente alla riforma 2015) si fonda sulla sussistenza dei presupposti dell'obbligo di denuncia penale; non è necessario che sia stata effettivamente presentata la denuncia né che sia stato accertato un reato
  • La motivazione per relationem è ammessa solo se il documento richiamato è allegato all'atto o comunque reso effettivamente conoscibile al destinatario; altrimenti l'atto è viziato per difetto di motivazione
  • Se l'atto impositivo si basa su atti o verbali diretti a terzi (es. fornitori), l'Amministrazione deve chiarire e documentare il nesso tra quei riscontri e la posizione fiscale del contribuente, rendendo accessibili i documenti richiamati
  • La carenza documentale o l'impossibilità per il contribuente di conoscere gli elementi rilevanti della pretesa giustifica l'annullamento dell'avviso per violazione del principio di motivazione
  • In procedure similari, il contribuente può ottenere l'annullamento dell'atto se dimostra che la motivazione è esclusivamente per relationem e i documenti richiamati non sono stati messi a disposizione

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