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Sentenza

Sentenza del 26/04/2021 n. 3582 - Comm. Trib. Reg. per la Campania

Massima n. 17/2021 - FINANZA LOCALE - TARI - Trasporto pubblico marino - Area imbarco e sbarco - Presupposto impositivo.

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

Prevale il privato

La controversia

Contestazione dell'avviso di pagamento TARI relativo all'area portuale destinata all'imbarco/sbarco e alle manovre navali. La ricorrente ha eccepito: 1) carenza di legittimazione attiva del Comune (area demaniale); 2) inesistenza del presupposto impositivo per alcune superfici (mq 430 adibiti alle manovre, ritenuti non produttivi di rifiuti) e erroneo computo della superficie tassabile (mq 142 considerati invece produttivi di rifiuti). Il Comune/SOGET hanno sostenuto la tassabilità in quanto il servizio di raccolta è stato effettivamente reso ed aree e banchine sono idonee a produrre rifiuti.

La decisione

La Corte d'appello ha accolto l'appello proposto da SOGET e respinto l'appello incidentale di XXXX. Ha ritenuto che il presupposto della TARI sia la detenzione/possesso di locali o aree scoperte suscettibili di produrre rifiuti; la natura demaniale della superficie è irrilevante ai fini dell'assoggettamento se l'area è potenzialmente idonea a produrre rifiuti e il servizio di raccolta è fornito. Sono esenti solo le aree oggettivamente impraticabili, intercluse o in condizioni di non utilizzabilità dimostrate. Di conseguenza le superfici in discussione (compresa la porzione di mq 430 adibita alle manovre e transennata) devono essere sottoposte a tassazione. Si sono compensate integralmente le spese di lite.

Norme richiamate

  • D.Lgs. 546/1992

    Riferimento procedurale contestato dalla resistente circa l'ammissibilità dell'appello; il Collegio ha comunque deciso sull'appello nel merito, non accogliendo l'eccezione di inammissibilità.

  • D.Lgs. 112/1998

    Riferimento alla disciplina della gestione dei beni demaniali; la Corte ha ritenuto che la qualificazione demaniale dell'area non esclude l'assoggettamento alla TARI quando l'area sia suscettibile di produrre rifiuti e sia servita dal servizio di raccolta.

  • Legge 84/1994 (riordino legislazione portuale)

    Richiamata dalla ricorrente per sostenere la competenza regionale/autorità di sistema portuale sui beni demaniali; il Collegio ha ritenuto tale collocazione irrilevante ai fini dell'assoggettamento tributario.

  • Cassazione, sentenza n. 3829/2009

    Giurisprudenza richiamata per definire il concetto di 'aree scoperte' come tutte le estensioni spaziali utilizzate da una comunità umana, a prescindere dalla natura della superficie o dal mezzo (terrestre o navale): tale concetto rafforza la nozione che banchine e pontili siano potenzialmente produttivi di rifiuti.

  • Disciplina della TARI (principio sostanziale)

    Il presupposto impositivo è la detenzione/possesso di locali o aree scoperte suscettibili di produrre rifiuti urbani; la legge instaura una presunzione relativa di produzione di rifiuti che può essere superata solo con prova contraria fornita dal contribuente e riscontrata dall'Amministrazione.

Massime di principio

  • La tassazione TARI sulle aree portuali si basa sulla potenziale idoneità dell'area a produrre rifiuti: la semplice appartenenza al demanio marittimo non esenta automaticamente dall'imposta.
  • Sono esenti solo le aree che risultino oggettivamente inutilizzabili, impraticabili, intercluse o abbandonate per l'intero anno e la non producibilità di rifiuti deve essere provata dal contribuente con elementi oggettivi e documentazione.
  • La presenza del servizio comunale di raccolta rifiuti e l'utilità che il soggetto privato ricava da tale servizio sono indici rilevanti per l'assoggettamento alla TARI anche se l'area è concessa dal demanio.
  • Le porzioni di pontili, banchine o aree transennate utilizzate per accesso, attesa o manovre (anche se limitate a personale autorizzato) vanno normalmente considerate suscettibili di produrre rifiuti e pertanto imponibili, salvo prova contraria solida.
  • In contestazioni simili, il contribuente dovrebbe documentare con chiarezza la continuità dell'inutilizzabilità dell'area (chiusure permanenti, interdizioni oggettive, assenza di accessi) e produrre rilievi, verbali o fotografie che possano essere riscontrati dall'Amministrazione.

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