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Legge

L.R. Toscana 30/2025

Disposizioni in materia di tutela dei lavoratori nei contratti pubblici di appalto di competenza regionale. Modifiche alla l.r. 18/2019.

Normativa regionaleL.R. Toscana 30/2025Non più vigente

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La legge regionale Toscana introduce, negli appalti e concessioni di competenza regionale, un criterio qualitativo premiale che valorizza nei bandi l’applicazione di un trattamento economico minimo orario non inferiore a 9 euro lordi, con efficacia per le procedure avviate dall’entrata in vigore. Abroga la precedente disciplina del 2023 e prevede una clausola valutativa; il testo è però colpito da illegittimità costituzionale (sentenza n. 60/2026) quanto all’articolo principale.

Tutela dei lavoratori negli appalti pubblici regionali e premio per il trattamento economico minimo orario

Tutela dei lavoratori nei contratti pubblici di appalto di competenza regionale

La legge regionale Toscana interviene sulla disciplina degli appalti pubblici di competenza regionale per introdurre, nei bandi di gara, un criterio premiale legato al trattamento economico minimo orario dei lavoratori. Il provvedimento riguarda la Regione Toscana, i suoi enti e organismi strumentali, incluse le aziende sanitarie locali e le società in house.

Criterio premiale sul trattamento economico minimo orario

Nei bandi delle procedure ad evidenza pubblica in cui i soggetti regionali indicati svolgono il ruolo di stazioni appaltanti o enti concedenti, deve essere previsto come criterio qualitativo premiale l’applicazione di un trattamento economico minimo orario non inferiore a nove euro lordi. La previsione è formulata con particolare riguardo agli affidamenti ad alta intensità di manodopera e alle procedure aggiudicate con il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa.

Va segnalato che la Corte costituzionale, con sentenza n. 60 del 2026, ha dichiarato l’illegittimità costituzionale del presente articolo.

Regime transitorio e decorrenza

La disciplina si applica soltanto alle procedure ad evidenza pubblica avviate dalla sua entrata in vigore. Il criterio premiale non opera quindi retroattivamente sulle procedure già avviate prima di tale data.

Abrogazioni

La legge abroga:

  • la legge regionale 28 febbraio 2023, n. 7, recante disposizioni in materia di linee guida per l’individuazione delle esigenze sociali negli appalti;
  • l’articolo 6 bis della l.r. 18/2019.

Clausola valutativa

È prevista una clausola valutativa affidata alla commissione consiliare competente, che deve verificare l’efficacia dell’introduzione del trattamento economico minimo orario come criterio premiale.

La Giunta regionale deve trasmettere al Consiglio regionale:

  • entro un anno dall’entrata in vigore della clausola e, successivamente, entro il 31 marzo di ogni anno, i dati sui contratti pubblici aggiudicati, sulle imprese aggiudicatarie e sui lavoratori occupati, distinti per età, genere e data di assunzione;
  • i dati su ore e giorni lavorati, tipologie contrattuali e trattamenti economici applicati per ciascun lavoratore impiegato;
  • i bandi aggiudicati anche in base al criterio di premialità e le eventuali criticità nella raccolta dei dati.

Per il primo adempimento, la Giunta deve fornire, per quanto disponibili, anche i dati relativi alle procedure aggiudicate dal 1° gennaio 2022.

Neutralità finanziaria

Dall’attuazione della legge non derivano nuovi o maggiori oneri per il bilancio regionale.

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