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Sentenza

Sentenza del 23/11/2016 n. 23811 - Corte di Cassazione

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente ha impugnato per cassazione la sentenza della Commissione tributaria regionale della Lombardia che aveva confermato le sanzioni per l'impiego di due lavoratori irregolari nel periodo dal 1° gennaio 2002 al 22 agosto 2002. I cinque motivi riguardavano: il difetto di giurisdizione del giudice tributario, la mancata comunicazione dell'udienza d'appello, l'erronea applicazione della presunzione sulla durata del rapporto di lavoro irregolare e vizi di motivazione sulla prova delle giornate lavorative effettive.

La decisione

La Corte di cassazione ha rigettato integralmente il ricorso. Il motivo sulla giurisdizione è stato dichiarato inammissibile perché la questione era ormai coperta da giudicato implicito, formatosi non avendo il contribuente contestato la giurisdizione nei precedenti gradi. I motivi sulla mancata comunicazione dell'udienza sono stati dichiarati inammissibili per inadeguatezza dei quesiti di diritto e comunque infondati, poiché la comunicazione era dovuta alle sole parti costituite e il ricorrente non lo era. Anche il motivo sulla durata del lavoro irregolare è stato dichiarato inammissibile e non specifico: la CTR aveva riconosciuto la possibilità di provare un inizio successivo del rapporto, ma aveva ritenuto inattendibili le dichiarazioni dei lavoratori per il loro interesse comune con il datore di lavoro. Il vizio di motivazione è stato dichiarato inammissibile per mancanza del necessario momento di sintesi e comunque infondato. V.M. è stato condannato al pagamento delle spese processuali, liquidate in 1.500 euro oltre spese prenotate a debito.

Norme richiamate

  • D.L. 22 febbraio 2002, n. 12, art. 3, comma 3, convertito dalla L. 23 aprile 2002, n. 73

    Sanzioni per l'impiego di lavoratori irregolari.

    La norma, come modificata dalla Corte costituzionale, consente al datore di lavoro di dimostrare che il rapporto irregolare è iniziato dopo il 1° gennaio dell'anno dell'accertamento; tale prova è però a carico del contribuente e deve essere attendibile.

  • D.Lgs. 31 dicembre 1992, n. 546, art. 2

    Attribuzione alla giurisdizione tributaria delle controversie relative alle sanzioni irrogate dagli uffici finanziari.

    La Corte costituzionale ha escluso che la giurisdizione tributaria possa estendersi alle sanzioni amministrative conseguenti a violazioni non fiscali, come quelle sul lavoro irregolare. Tuttavia, nel caso concreto, la questione non poteva più essere fatta valere perché coperta da giudicato implicito.

  • D.Lgs. 31 dicembre 1992, n. 546, art. 31

    Comunicazione della data di trattazione alle parti costituite.

    L'avviso di fissazione dell'udienza d'appello deve essere comunicato alle parti costituite, con almeno trenta giorni liberi di anticipo. Non è dovuto alla parte non costituita nel giudizio.

  • Codice di procedura civile, art. 37

    Il difetto di giurisdizione è rilevato, anche d'ufficio, in qualunque stato e grado del processo.

    La regola deve essere coordinata con i principi di economia processuale, ragionevole durata e giudicato implicito: se la giurisdizione non è stata contestata tempestivamente e il giudice ha deciso il merito, la questione può risultare preclusa.

  • Codice di procedura civile, art. 366-bis

    Onere di formulare uno specifico quesito di diritto e, per i vizi motivazionali, un momento di sintesi.

    Il ricorso per cassazione deve indicare in modo specifico il principio di diritto applicabile al caso concreto e, quando si denuncia un vizio di motivazione, deve individuare chiaramente il fatto controverso e il nesso tra il vizio e la decisione.

  • Corte costituzionale, sentenza n. 144 del 12 aprile 2005

    Illegittimità della presunzione assoluta di inizio del rapporto al 1° gennaio.

    È incostituzionale impedire al datore di lavoro di provare che il lavoro irregolare sia iniziato in una data successiva al 1° gennaio. La presunzione può quindi essere superata, ma la prova deve essere concreta, specifica e credibile.

  • Corte costituzionale, sentenza n. 130 del 14 maggio 2008

    Illegittimità dell'estensione della giurisdizione tributaria alle sanzioni per violazioni non fiscali.

    Le controversie sulle sanzioni amministrative relative al lavoro irregolare appartengono, in linea generale, alla giurisdizione ordinaria e non a quella tributaria.

Massime di principio

  • La competenza o giurisdizione deve essere contestata tempestivamente: se la parte non la solleva nei precedenti gradi e il giudice decide il merito, può formarsi un giudicato implicito che impedisce di riproporre la questione in cassazione.
  • Quando una presunzione legale è stata dichiarata non assoluta, il contribuente può superarla, ma deve fornire prove documentali o testimoniali attendibili e puntualmente riferite alla durata effettiva della violazione.
  • Le dichiarazioni dei soggetti direttamente coinvolti non sono automaticamente sufficienti: il giudice può ridurne il valore probatorio se ravvisa un interesse comune tra dichiarante e parte.
  • La Corte di cassazione non riesamina liberamente i fatti e le prove: la contestazione deve riguardare una violazione di legge o un vizio motivazionale chiaramente individuato, non una semplice diversa valutazione del materiale probatorio.
  • I motivi di ricorso per cassazione devono essere specifici e collegati alla concreta motivazione della sentenza; quesiti generici, astratti o non pertinenti comportano l'inammissibilità.
  • L'obbligo di comunicazione dell'udienza riguarda, secondo la disciplina applicabile al caso, le parti costituite; chi non si costituisce non può normalmente lamentare l'omessa comunicazione, salvo specifiche violazioni del contraddittorio.
  • Una motivazione apparentemente composta da passaggi diversi non è necessariamente contraddittoria: occorre verificare se i passaggi riguardino piani distinti, come l'esistenza della violazione e la sua durata.

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