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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 16274/2023 del 17/04/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Biscotti era stato condannato, dopo giudizio abbreviato, per il reato di furto con destrezza. Ha impugnato la conferma della condanna denunciando: 1) errata applicazione della circostanza aggravante della destrezza (contestando che si sia trattato di destrezza e non di mera occasione derivante da disattenzione), 2) omissione di motivazione sull'applicabilità della causa di non punibilità prevista dall'art. 131-bis c.p. (tenuità del fatto), 3) vizio di motivazione nel rigetto delle circostanze attenuanti generiche, connesse alla valutazione della destrezza.

La decisione

La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, ritenendo la motivazione della Corte d'Appello generica e non conforme al principio espresso dalla giurisprudenza di legittimità (Sezioni Unite Quarticelli) secondo cui la destrezza richiede una condotta attiva, caratterizzata da particolari abilità/astuzia idonea a sorprendere o eludere la sorveglianza del detentore, e non è sufficiente il mero sfruttamento di una situazione di disattenzione. Per tali motivi la sentenza impugnata è stata annullata con rinvio ad altra Sezione della Corte d'Appello di Bari per nuovo giudizio, con istruzioni di riesaminare anche la causa di non punibilità ex art. 131-bis c.p. alla luce dello ius superveniens rappresentato dal d.lgs. n.150/2022 e di verificare la sussistenza della condizione di procedibilità della querela. Le ulteriori doglianze sono state assorbite. Il rinvio a diverso collegio esclude la formazione del giudicato progressivo.

Norme richiamate

  • Sezioni Unite, n. 34090 del 27/04/2017 (Quarticelli, Rv. 270088)

    Principio giurisprudenziale: la circostanza aggravante della destrezza nel furto sussiste solo se l'agente compie prima o durante l'impossessamento una condotta attiva caratterizzata da particolari abilità, astuzia o avvedutezza idonea a sorprendere o eludere la sorveglianza; non è sufficiente il mero approfittare di momentanee disattenzioni o allontanamenti non provocati dal reo.

  • art. 131-bis cod. pen.

    Norma sulla causa di non punibilità per tenuità del fatto: la sua applicabilità deve essere valutata dal giudice e qui dovrà essere riesaminata alla luce delle modifiche/iuris superveniens (d.lgs. n.150/2022) richiamate nella sentenza.

  • decreto-legge 28 ottobre 2020, n. 137, art. 23, comma 8 (convertito)

    Previsione procedurale che consente la requisitoria scritta del Pubblico Ministero in cassazione; nel caso il Procuratore generale ha svolto requisitoria scritta chiedendo l'annullamento.

  • d.lgs. n. 150 del 2022

    Ius superveniens richiamato dalla Corte: le modifiche legislative possono incidere sulla valutazione della causa di non punibilità ex art. 131-bis e devono essere considerate dal giudice del rinvio.

  • art. 173, comma 1, disp. att. cod. proc. pen.

    Limite alla impugnazione per cassazione richiamato nel ricorso; la Corte ha valutato i motivi nei limiti consentiti dall'ordinamento processuale.

  • condizione di procedibilità della querela

    Fatto processuale che la Corte di rinvio dovrà verificare: se la norma prevede procedibilità a querela, la sua sussistenza è condizione di procedibilità del processo e influisce sulla prosecuzione del giudizio.

Massime di principio

  • Per la configurazione della aggravante della destrezza è necessario riscontrare nel comportamento dell'agente una condotta attiva, dotata di abilità/astuzia tale da sorprendere o eludere la vigilanza del detentore; non è sufficiente il semplice approfittare di una momentanea distrazione o allontanamento della vittima.
  • Quando la motivazione del giudice si limita a enunciare che l'imputato "ha approfittato" di circostanze favorevoli senza descrivere atti concreti di abilità o stratagemma, la valutazione della destrezza può risultare viziata e impugnabile in cassazione.
  • La possibilità di applicare la causa di non punibilità per tenuità del fatto (art. 131-bis c.p.) deve essere esaminata espressamente e, se intervenute modifiche legislative (ius superveniens), il giudice deve tenerne conto nel riesame.
  • Il rigetto automatico delle attenuanti generiche con riferimento a una contestata destrezza non adeguatamente motivata può essere censurato: le attenuanti e le aggravanti vanno valutate distintamente e con motivazione puntuale.
  • In sede di rinvio il nuovo giudice deve anche verificare le condizioni di procedibilità (es. querela), poiché l'accertamento di tali condizioni può interrompere il processo o incidere sulla sua regolarità; il rinvio a diverso collegio evita il rischio di giudicato progressivo non voluto.

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