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Cassazione Penale, Ordinanza n. 16269/2025 del 29/04/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso, condannando il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende, ritenendo manifestamente infondate le doglianze sull'assenza di dolo, sulla mancata consapevolezza della qualifica di pubblico ufficiale, sull'art. 651 c.p. e sull'esimente dell'art. 393-bis c.p.

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

L'imputato ha proposto ricorso per cassazione avverso la sentenza della Corte di appello che aveva confermato la condanna per condotte tenute durante un controllo stradale. In ricorso ha dedotto, in sintesi, l'assenza di dolo rispetto ai reati contestati e la mancanza di consapevolezza della qualifica e dei poteri della persona offesa; ha inoltre contestato la motivazione sulla contravvenzione di cui all'art. 651 c.p. e ha invocato l'esimente di cui all'art. 393-bis c.p., sostenendo l'illegittimità della condotta del pubblico ufficiale e l'insussistenza dei relativi poteri. La Corte di cassazione ha ritenuto le censure manifestamente infondate e riproduttive di doglianze già confutate in appello, osservando che l'operatore di polizia si era qualificato come appartenente alla Polizia di Stato, aveva intimato al ricorrente di fornire le generalità e aveva preannunciato la sanzione amministrativa per l'infrazione al Codice della strada; tali elementi dimostravano la consapevolezza dell'interlocutore come pubblico ufficiale e l'assenza di una causa di giustificazione della reazione dell'imputato.

Norme richiamate

  • art. 651 c.p.

    La censura relativa alla contravvenzione è stata ritenuta infondata perché in appello era stata comunque esaminata la questione della consapevolezza della richiesta proveniente da un pubblico ufficiale.

  • art. 393-bis c.p.

    L'esimente non è applicabile quando il destinatario della condotta è consapevole di trovarsi dinanzi a un pubblico ufficiale che sta esercitando legittimamente i propri poteri.

  • art. 12 Codice della strada

    La norma è richiamata per affermare che i poteri del personale della specialità Polfer derivano dall'appartenenza alla Polizia di Stato e dal riferimento espresso contenuto nell'art. 12, comma 1, lett. b), del Codice della strada.

  • art. 12, comma 1, lett. b), Codice della strada

    È il riferimento normativo che ricomprende il personale della specialità della Polizia di Stato tra i soggetti cui spettano i poteri di controllo stradale.

Massime di principio

  • Nel valutare la sussistenza del dolo nei reati commessi durante un controllo di polizia, è decisivo verificare se l'agente si sia qualificato in modo riconoscibile come pubblico ufficiale e se abbia esercitato poteri manifesti, come la richiesta delle generalità e l'annuncio della sanzione.
  • La consapevolezza del destinatario circa la qualità di pubblico ufficiale della persona offesa può desumersi anche dal contesto fattuale e dal tenore delle espressioni offensive o minacciose utilizzate.
  • L'esimente di cui all'art. 393-bis c.p. non opera quando la reazione dell'imputato non sia diretta a fronteggiare un comportamento arbitrario o abusivo, ma si inserisca in un contesto di legittimo esercizio di poteri di polizia.
  • In sede di legittimità sono inammissibili le censure che si limitino a riproporre questioni già compiutamente esaminate e confutate dai giudici di merito senza indicare effettivi vizi logici o giuridici della motivazione.

Come è indicizzato

MaterieResistenza e oltraggio a pubblico ufficialeFalsa testimonianzaCause di giustificazioneImpugnazioni
RamiReati contro la PAReati contro l'amministrazione della giustiziaParte generaleProcesso penale
IstitutiDolo eventuale

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