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Sentenza

Sentenza del 07/03/2022 n. 609 - Comm. Trib. Reg. per la Puglia

Non possono essere assoggettate alla tassa sui rifiuti i locali destinati alla produzione in cui si formano rifiuti speciale e non urbani.

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

Accoglimento parziale dell'appello: il Collegio ha ritenuto comprovata l'attività della società e la natura speciale dei rifiuti prodotti nonché lo smaltimento a mezzo di contratti privati, e ha escluso dalla tassazione le aree produttive indicate (due capannoni individuati nella planimetria, di mq. 1436 e mq. 184). Per il resto l'accertamento è stato confermato in parte. Spese compensate.

Esito

Favorevole al ricorrente

Prevale il privato

La controversia

Impugnazione di avvisi di accertamento Tarsu per gli anni 2008 e 2009: la società deduceva che i locali adibiti alla produzione (capannoni) generavano esclusivamente rifiuti speciali, smaltiti a mezzo di servizio privato a proprie spese, e quindi dovevano essere esclusi dalla tassazione dei rifiuti urbani; chiedeva altresì l'esclusione di altri locali indicati in planimetria. Il Comune aveva emesso gli avvisi senza ritenere provate le eccezioni, rilevando l'assenza di formale indicazione delle esenzioni nelle denunce presentate.

Norme richiamate

  • Tarsu/TARI (presupposto impositivo)

    Il presupposto è il possesso, l'occupazione o la detenzione di locali o aree; sussiste una presunzione legale di produzione di rifiuti a carico del possessore/detentore, ma il contribuente può fornire prova contraria per ottenere riduzione o esenzione; il Comune nell'atto impositivo deve indicare le superfici tassabili.

  • Regolamento comunale (comunicazioni e gestione rifiuti)

    La mancata presentazione della comunicazione prevista dal regolamento non esclude automaticamente l'allegazione probatoria: il fatto concreto che il contribuente sostenga spese per lo smaltimento privato dei rifiuti speciali giustifica la riduzione dell'imposta per evitare la doppia imposizione.

  • Giurisprudenza di legittimità

    Cass. nn. 19720/2010, 3772/2013, 16858/2014; Ordinanze nn. 19469/2014, 10634/2019, 21011/2021

    Orientamenti consolidati: per escludere superfici dalla Tarsu è necessario indicare con precisione le superfici e dimostrare le condizioni di esclusione (produzione esclusiva di rifiuti speciali e smaltimento esterno); tuttavia la prova documentale di smaltimento privato è idonea a giustificare l'esenzione parziale.

Massime di principio

  • La Tarsu/TARI grava in via generale su chi possiede, occupa o detiene locali, ma la presunzione di produzione di rifiuti è relativa e può essere superata con documentazione probante.
  • I locali destinati esclusivamente alla produzione che generano rifiuti speciali smaltiti privatamente possono essere esclusi dalla tassazione sui rifiuti urbani per evitare doppia imposizione, purché il contribuente produca prove e piante catastali idonee.
  • La mancata presentazione formale di una istanza o comunicazione al Comune non è necessariamente dirimente se il contribuente dimostra concretamente lo smaltimento privato e l'ente non fornisce elementi tecnici di confutazione.
  • Spetta al Comune, nell'ambito dei poteri istruttori, verificare e controvertere la documentazione del contribuente: l'inerzia o l'assenza di controlli può portare al favorevole accoglimento delle eccezioni dell'interessato.
  • Per ottenere l'esenzione o la riduzione è opportuno produrre contratti di smaltimento, documentazione di spesa, planimetrie dettagliate con la precisa individuazione delle superfici produttive e ogni elemento tecnico che dimostri la natura speciale dei rifiuti.
  • In sede contenziosa i giudici richiedono precisione nell'individuazione delle superfici escluse e nella prova delle condizioni di inutilizzabilità ai fini urbani; una prova analitica e documentale ben articolata aumenta le probabilità di successo.

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