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Legge

L.R. Lazio 13/2008

Promozione della ricerca e sviluppo dell'innovazione e del trasferimento tecnologico nella Regione Lazio (1)

Normativa regionaleL.R. Lazio 13/2008

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La legge istituisce la politica regionale laziale per ricerca, innovazione e trasferimento tecnologico: definisce obiettivi, rete regionale, programmi strategici triennali e piani annuali, con contributi a imprese, PMI e organismi di ricerca. Prevede un fondo dedicato e il rispetto della disciplina UE sugli aiuti di Stato. In gran parte è ancora operativa ma riferita a programmazioni e stanziamenti periodici già conclusi.

Promozione della ricerca, dell’innovazione e del trasferimento tecnologico nel Lazio

Promozione della ricerca, dell’innovazione e del trasferimento tecnologico nel Lazio

La legge disciplina gli strumenti con cui la Regione Lazio promuove ricerca scientifica e tecnologica, innovazione e trasferimento tecnologico, collegandoli allo sviluppo economico, occupazionale e sociale del territorio. La disciplina si applica esclusivamente nel territorio regionale e si attua tramite programmazione triennale, piani annuali, rete regionale, finanziamenti e valutazione dei progetti.

Finalità generali e impostazione della politica regionale

La Regione orienta la propria azione a costruire un sistema regionale della ricerca e dell’innovazione basato sulla cooperazione tra università, enti di ricerca, imprese, pubbliche amministrazioni, mondo del credito e territorio. L’obiettivo è accrescere la competitività del sistema produttivo, diffondere la cultura scientifica, favorire la nascita di imprese innovative e migliorare la qualità della vita attraverso un sistema integrato pubblico-privato.

Obiettivi specifici degli interventi

La legge individua un ampio elenco di obiettivi, tra cui:

  • sostegno a ricerca fondamentale, ricerca industriale e sviluppo sperimentale;
  • accesso delle PMI a servizi specialistici di ricerca e innovazione;
  • interazione tra soggetti pubblici e privati e creazione di reti di centri di competenza;
  • trasferimento di competenze scientifiche e tecnologiche alle imprese;
  • apertura e collaborazione internazionale;
  • investimenti in processi, prodotti e servizi innovativi, anche tramite reti di imprese;
  • sostegno alla brevettazione;
  • trasferimento tecnologico verso le PMI tramite intermediari dell’innovazione;
  • creazione e sviluppo di nuove imprese innovative;
  • attrazione e mantenimento di capitale umano qualificato;
  • alta formazione, formazione continua e qualificazione degli operatori;
  • utilizzo di risorse umane universitarie e di ricerca nelle imprese;
  • comunicazione dei risultati della ricerca a supporto dell’innovazione. La Regione deve inoltre coordinare tali interventi con le politiche regionali di settore connesse alla ricerca e all’innovazione.

Definizioni rilevanti

Il testo definisce, tra l’altro, ricerca fondamentale, ricerca industriale, sviluppo sperimentale, organismo di ricerca, innovazione di processo, innovazione organizzativa, trasferimento tecnologico, laboratori di ricerca e trasferimento tecnologico e centri per l’innovazione. Sono definizioni centrali per delimitare l’ambito dei progetti finanziabili e dei soggetti coinvolti.

Rapporti con università, enti di ricerca e altre amministrazioni

La Regione conclude accordi con università ed enti di ricerca operanti nel Lazio per:

  • creare una banca dati, anche telematica, delle competenze scientifiche e tecnologiche;
  • facilitare l’accesso delle imprese alle apparecchiature scientifiche e tecniche;
  • promuovere prestazioni di personale universitario e di ricerca presso le imprese;
  • supportare programmi di trasferimento tecnologico e diffusione delle conoscenze;
  • assistere l’accesso a programmi comunitari o nazionali;
  • sviluppare iniziative di ricerca su temi di interesse industriale e rilevanti per il sistema produttivo regionale. Può inoltre stipulare accordi con altre amministrazioni pubbliche regionali, nazionali ed europee per coordinare la programmazione regionale con quella comunitaria e statale.

Partenariato economico e sociale

Nell’elaborazione del programma strategico e dei piani annuali la Regione attiva procedure di concertazione con le parti economiche e sociali. Prevede anche strumenti di informazione, consultazione e partecipazione per diffondere dati e coinvolgere i soggetti interessati, in particolare imprese e gestori di servizi di pubblica utilità.

Rete regionale della ricerca e dell’innovazione

La Regione promuove, anche tramite FI.LA.S. Spa, la costituzione della “Rete regionale della ricerca e dell’innovazione”. La rete serve a collegare i soggetti della filiera ricerca-innovazione e a trasformare le competenze esistenti in innovazioni utili alla competitività del Lazio. Gli interventi di sviluppo della rete riguardano soprattutto:

  • qualificazione delle strutture di ricerca e delle attrezzature;
  • partecipazione a programmi europei e internazionali;
  • innovazione ambientale ed energetica nelle imprese;
  • rafforzamento delle risorse umane, compresi giovani ricercatori, mobilità e scambio di ricercatori e manager;
  • formazione di “agenti dell’innovazione”;
  • individuazione di centri di competenza e innovazione nei settori strategici. La Regione si avvale del comitato strategico e della FI.LA.S. Spa anche per individuare bisogni di innovazione, promuovere ricerca finalizzata all’innovazione, fornire consulenza alle imprese, elaborare sistemi premianti e favorire la creazione di spin-off e imprese innovative.

Interventi a sostegno delle imprese e degli organismi di ricerca

La Regione sostiene attività svolte da imprese o loro aggregazioni, in collaborazione con università ed enti di ricerca, per:

  • progetti di ricerca e sviluppo sperimentale per innovazioni di processo e di prodotto;
  • investimenti innovativi nelle PMI, anche tramite reti di imprese;
  • servizi specialistici di ricerca e innovazione alle PMI, compresi strumenti di rating tecnologico;
  • creazione e sviluppo di nuove imprese innovative, anche tramite incubatori e ingegneria finanziaria;
  • investimenti innovativi in produzioni di rilevanza ambientale, sociale e culturale. È previsto anche il sostegno agli organismi di ricerca per qualificare infrastrutture, valorizzare risorse umane, favorire l’inserimento di giovani ricercatori e promuovere competenze tecnico-scientifiche e manageriali tramite alta formazione.

Trasferimento di conoscenze e competenze tecnologiche

Per favorire il trasferimento verso le PMI, la Regione finanzia in particolare:

  • progetti congiunti tra PMI e centri di ricerca per migliorare le condizioni di produzione, con compartecipazione privata ai costi; il contributo regionale non può superare il 50% del progetto;
  • attività di trasferimento tecnologico verso le PMI, privilegiando la cooperazione con poli e parchi tecnologici regionali e con grandi imprese di filiera;
  • attività che agevolano l’incorporazione dell’innovazione, anche mediante agenti di innovazione.

Distretti tecnologici e poli di eccellenza competitiva

La Regione promuove il rafforzamento dei distretti tecnologici e dei poli di eccellenza competitiva, inserendone la programmazione nel programma strategico e sostenendoli con adeguate provvigioni finanziarie. L’obiettivo è concentrare le risorse sui temi strategici per l’economia regionale e migliorare la collaborazione tra ricerca, industria, finanza e sistema istituzionale.

Programmazione strategica triennale

La disciplina centrale è il programma strategico regionale per la ricerca, l’innovazione e il trasferimento tecnologico, di durata triennale. Esso stabilisce indirizzi e obiettivi strategici e deve indicare:

  • settori prioritari e obiettivi specifici del triennio;
  • risorse tecniche, organizzative e finanziarie e relative fonti;
  • riparto annuale delle risorse, modalità di finanziamento e soggetti ammissibili;
  • modalità di monitoraggio e valutazione, compresi gli effetti ambientali delle innovazioni. Il Consiglio regionale lo approva, su adozione della Giunta e previa concertazione con le parti economiche e sociali, entro il 30 giugno dell’anno precedente il triennio di riferimento. Il programma resta valido fino al successivo.

Piano annuale di attuazione

Per attuare il programma strategico, la Giunta regionale adotta ogni anno, entro il mese di marzo, un piano annuale su proposta dell’assessore competente e sentita la commissione consiliare competente. Il piano definisce per l’anno di riferimento:

  • interventi;
  • soggetti ammessi;
  • risorse;
  • tempi e modalità di realizzazione. Il piano può anche aggiornare il programma sulla base del monitoraggio e della valutazione.

Valutazione, monitoraggio e organi tecnici

La Giunta istituisce un comitato strategico per la ricerca e l’innovazione, presieduto dall’assessore competente, composto da esperti e da tre consiglieri regionali, e un nucleo di valutazione dei singoli progetti. Il comitato svolge funzioni di proposta, consulenza e analisi di scenario per programma e piani. Il nucleo di valutazione:

  • coordina i revisori che selezionano i progetti;
  • monitora l’avanzamento dei progetti e segnala criticità;
  • certifica regolare esecuzione e conclusione dei progetti finanziati. La deliberazione istitutiva definisce anche criteri di scelta dei revisori, funzionamento e oneri a carico della Regione.

Bilancio regionale della ricerca e dell’innovazione

È istituito un bilancio regionale della ricerca e dell’innovazione come strumento di programmazione di bilancio, con finalità di indirizzo, controllo, trasparenza e visibilità sociale. Esso evidenzia le risorse pubbliche e private destinate alla ricerca e innovazione nel Lazio, incluse risorse regionali, risorse di settore, risorse proprie di enti e società strumentali e risorse private integrate.

Fondo regionale per la promozione della ricerca e dell’innovazione

È istituito un fondo regionale destinato a finanziare gli interventi previsti per ricerca, innovazione e trasferimento tecnologico. La gestione operativa è affidata a Filas SpA, mentre la Giunta disciplina con deliberazione modalità di gestione, utilizzo e criteri di finanziabilità, privilegiando azioni con migliori ricadute sul sistema produttivo regionale e sulla ricerca svolta da università e organismi pubblici del Lazio.

Aiuti di Stato, condizioni di concessione e decorrenza

I contributi sono concessi nel rispetto della normativa europea sugli aiuti di Stato. Gli aiuti esentati da notifica seguono i regolamenti UE applicabili e i relativi periodi di validità. Gli aiuti soggetti a notifica possono essere concessi solo dopo l’autorizzazione della Commissione europea o quando sia giustificato ritenere intervenuta tale autorizzazione; la concessione decorre dalla pubblicazione sul Bollettino ufficiale dell’avviso relativo all’autorizzazione.

Disposizioni transitorie, finali e abrogazioni

La Regione doveva adottare il primo programma strategico entro sei mesi dall’entrata in vigore della legge. Sono escluse dai contributi le imprese che non applicano integralmente i contratti collettivi nazionali e territoriali sottoscritti dalle organizzazioni sindacali più rappresentative. La legge ha inoltre abrogato una serie di precedenti disposizioni regionali in materia di innovazione, ricerca e fondi dedicati.

Profili di attualità

La legge resta la base ordinamentale regionale del settore, ma alcuni strumenti richiedono atti programmatori periodici già riferiti a trienni conclusi e a stanziamenti di esercizi finanziari specifici. Per gli usi pratici odierni, risultano ancora rilevanti la cornice normativa, gli organi e i meccanismi di finanziamento, mentre i singoli programmi e le dotazioni citate nel testo hanno in gran parte natura storica o periodica.

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